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UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI TORINO

FACOLTÀ DI ECONOMIA



CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA E COMMERCIO

 

COMUNITA’ FINANZIARIE ON LINE:
I MODELLI DI BUSINESS SOSTENIBILE
NEL CONTESTO EVOLUTIVO DELLA RETE

 

 

tesi di laurea di:

Chiara TRUFFA

Relatore: Dott. Prof. SERGIO BORTOLANI
Correlatore: Dott. Prof.ssa ANNA MARIA BRUNO
Correlatore esterno: PIETRO GENTILE

 

 

Torino, 21 novembre 2001

mail to: chiaratruffa@tiscalinet.it

 

 



Capitolo 3
le financial communities



INTRODUZIONE

Abbiamo già più volte sottolineato nei precedenti capitoli come il fenomeno Internet abbia scatenato, in tutti i settori, una rivoluzione attualmente ancora in corso.

Essa attraversa alcuni elementi fondamentali quali:
Tecnologia di rottura: Internet può essere considerato un maremoto, che ha sconvolto numerosi processi organizzativi od operativi in vigore da anni.
Lo spirito libertario: su Internet lo spirito di libertà è molto forte ma è anche molto attaccato perché è considerato un po’ uno spirito anarchico.
Tecnologico: ormai il linguaggio Internet è utilizzato anche per i computer, i telefonini, la televisione ed altri mezzi di comunicazione.
Facilità di utilizzo: che permette a molte persone non solo di imparare ad usare il mezzo ma a farlo proprio ed acquistarne una piena padronanza; e questo è facilmente verificabile dalla nascita ogni giorno di nuovi siti ad opera di individui singoli, o dai guai creati da ragazzini a siti di società multinazionali;
La multimedialità: in campo finanziario la multimedialità offre possibilità fortemente innovative, ad esempio il servizio fornito da ON 24, il primo WebCast finanziario a banda larga che e in grado di diffondere notizie finanziarie su Internet in formato web, audio e video;
Il volto internazionale di Internet.
La tecnologia pull: uno degli elementi interessanti; opposto al più conosciuto push, cioè la possibilità di spingere il navigatore verso una informazione che si presuppone lo interessi, il pull è la possibilità che hanno attualmente i naviganti in Internet di cercarsi le informazioni a loro necessarie da soli (fenomeno da non sottovalutare).

La finanza è uno dei settori economici che è stato più influenzato da questa "rivoluzione", a causa della caratteristica di intangibilità del bene trattato, elemento che fa si che le evoluzioni si susseguano sempre con maggiore rapidità.

È certo però che qualsiasi entità finanziaria di un certo rilievo dovrà sviluppare la sua attività secondo le logiche della Net Economy seguendo la regola delle "3 C", cioè cercando di sviluppare principalmente tre elementi:
1. Contents (contenuti)
2. Commerce (commercio)
3. Community (comunicatività)

Il grafico seguente ben evidenzia gli elementi caratterizzanti ogni singola "C".


Immagine 3.1: Le "3 C".
Fonte: rivista IL COMMERCIO ELETTRONICO, numero di giugno 2001; speciale dal titolo: "Comunità virtuali: la marcia in più dell’ e-business" a cura di Stefano Epifani.


Nell’ambiente finanziario dei tre elementi il più sviluppato finora è il Commerce, che com’è facilmente intuibile corrisponde sostanzialmente alle transazioni in titoli, operazioni in conto corrente ecc… (tipiche forme di espressione del trading e banking on line). Anche il Contents è già piuttosto sviluppato (infatti in qualsiasi sito finanziario di natura bancaria e non è possibile ottenere le quotazioni in tempo reale, informazioni sulle condizioni di negoziazioni, offerte di nuovi prodotti, ecc…). L’elemento che per ora risulta meno preso in considerazione ma che a detta di molti esperti del settore, rappresenta il valore di un sito, è la Community. Le recenti quotazioni di Borsa mostrano appunto che il valore di un sito coincide con il valore della comunità. Oggi la comunità, e più specificatamente il numero dei suoi membri, è diventato un parametro di raffronto molto utilizzato nel settore finanziario.

Allora forse questo strumento per la creazione di valore, "LA COMMUNITY", non meriterebbe un occhio di riguardo?

Questo è il principale motivo che mi ha spinto a trattare analiticamente in questo e nei successivi capitoli proprio "le financial communities"!



Immagine 3.2: Organisation model: le tre C.
Fonte: www.kmunity.net/community.html .






>> vai a Cap.3 - le financial communities
3.1. Cos'è una financial community