| Il mercato del trading on line in Italia, e in particolar modo il
settore della transazione di titoli via Internet, è caratterizzato
oggi da due tendenze fondamentali e opposte: da un lato si assiste
ad una domanda di servizi sempre più complessi, personalizzati
e ritagliati sulle richieste di un cliente le cui esigenze aumentano
ad un ritmo superiore dell’evoluzione tecnologica; dall’altro, l’offerta
delle banche e SIM italiane pare subire in maniera eccessiva i condizionamenti
del passato, restando ancorata ad una visione passiva del proprio
utente e ad un mercato eccessivamente supply-oriented. Oggi questa
concezione della propria clientela e del suo rapporto con l’intermediario
non è più valida, e sarebbe un grave errore strategico
non affrontare in maniera positiva i mutamenti in atto, mutamenti
che investono sia l’aspetto tecnologico che psicologico del fare trading.
I principali cambiamenti che hanno investito il mondo del trading
on line, e il mercato della finanza personale in generale, possono
essere sintetizzati in cinque punti, logicamente e cronologicamente
collegati tra loro:
- Internet: lo sviluppo e la diffusione di Internet ha rappresentato
il fulcro intorno al quale si sono sviluppate nuove tecnologie,
nuovi servizi e, soprattutto, nuove esigenze da parte dell’utente
finale. Sin dall’ingresso della Rete nella vita quotidiana di milioni
di individui, avvenuto intorno alla fine del 1992, ben poche aziende
affermate hanno avuto il coraggio e la preveggenza di investire
i capitali adeguati in questa nuova tecnologia, lasciando il campo
ad una schiera di piccole e agili imprese che in breve tempo hanno
raggiunto redditività e capitalizzazione straordinarie. Il
mercato del trading rappresenta un esempio paradigmatico di questa
situazione: basta pensare al "caso" del gigante Merril Lynch, prima
broker house del mondo e famosa per le sue politiche "conservatrici"
e a scarso contenuto tecnologico, i cui margini nel mercato retail
si sono ridotti anche dell’85% a vantaggio di compagnie più
piccole - quali Charles Schwab & Co., E*Trade o Ameritrade -
che hanno puntato in maniera più decisa sul business on line.
Merryl ha reagito a questo "assedio" investendo in maniera massiccia
in tecnologia e know-how e rivoluzionando sin dalle fondamenta la
struttura stessa della compagnia: una scelta coraggiosa che ancora
deve dare i suoi frutti ma che si è presentata al management
come l’unica alternativa ad una inesorabile emorragia di clienti
e commissioni.
- Globalizzazione: uno degli aspetti più peculiari
di Internet è la sostanziale indipendenza di tutti i servizi
e le informazioni presenti sul Web dalla loro localizzazione geografica:
ogni sito è accessibile da qualunque computer collegato alla
Rete, a prescindere dallo Stato di residenza dell’utente o dall’esistenza
di barriere e dazi doganali fra i Paesi del fornitore e del fruitore.
Questa caratteristica rappresenta per i service provider quali,
ad esempio, banche o SIM che offrono trading on line, un’opportunità
di incrementare ed espandere il proprio business e, al tempo stesso,
una minaccia alla propria posizione di mercato. La creazione di
un unico grande mercato, in cui è possibile accedere ai servizi
offerti da broker d’oltreoceano con la stessa facilità con
cui ci si collega al sito della banca di fiducia, obbliga tutti
gli attori coinvolti a confrontarsi con i concorrenti sulla effettiva
qualità dei contenuti, sul livello tecnologico dei servizi,
sull’ampiezza e sul prezzo dei propri prodotti: un’offerta di ampio
respiro e un’adeguata strategia di marketing consente però
oggi di raggiungere una massa di possibili clienti impensabile quando
il raggio del proprio mercato aveva ampiezza nazionale o, al massimo,
continentale.
- Concorrenza "quasi perfetta": il mercato telematico rappresenta,
ad oggi, il "sistema economico" che più si avvicina al modello
di concorrenza perfetta, grazie soprattutto alla disponibilità
di informazioni virtualmente illimitate e accessibili a costo marginale
quasi nullo e alla fragilità delle barriere all’ingresso
di nuovi operatori. Entrambi questi elementi hanno portato, com’era
logico, ad una contrazione delle commissioni e ad una riduzione
dei margini per le società di intermediazione finanziaria:
la "guerra dei prezzi" è però soltanto il primo passo
verso un mercato finanziario maturo, in cui la vera competizione
riguarderà la continua innovazione tecnologica e l’offerta
di un bouquet di prestazioni integrate e "cucite" su misura delle
esigenze di ogni cliente.
- Strategia "tattica": la strategia, come si sa, è
l’arte di prendere le decisioni che influiscono sul successo di
lungo periodo (oltre i 5 anni) della propria iniziativa: le scelte
strategiche spettano solitamente al top management e investono gli
elementi più profondi del business, quale può essere
la stessa missione aziendale o i grandi progetti di investimento.
L’aspetto tattico del processo decisionale riguarda invece l’operatività
a medio periodo e, soprattutto, progetti di minore portata che si
inseriscano - e concorrano a realizzare - un superiore disegno strategico.
Tutto ciò diventa, oggi, ogni giorno meno vero: il lungo
periodo si è accorciato a dismisura, sino a coincidere con
il medio se non addirittura con il breve, e di conseguenza la differenza
fra decisioni tattiche e strategiche si fa continuamente più
labile. In un mondo in cui ogni innovazione diventa obsoleta in
12-18 mesi, non può più esistere un progetto dall’orizzonte
temporale di 5 anni o più, semplicemente perché a
quell’epoca la propria azienda dovrà confrontarsi con tecnologie,
servizi ed esigenze oggi impensabili. Ogni decisione manageriale
deve tenere conto di questa situazione e affrontarla nella maniera
migliore: attenta e costante informazione sulle ultime novità,
mentalità aperta alle innovazioni, ma soprattutto capacità
di cogliere le opportunità proficue e di "scappare" in tempo
dai progetti senza alcun futuro.
- Disintermediazione: mentre tutte le questioni fin qui analizzata
si riferiscono al lato dell’offerta e dunque possono essere affrontate
con un rinnovamento più o meno radicale della struttura tecnologica
e commerciale esistente, il più profondo mutamento avvenuto
nel mercato del trading on line riguarda la natura stessa della
domanda di servizi finanziari e, più precisamente, il ruolo
della banca o della SIM nei confronti del proprio cliente. L’utente
finale ha sviluppato una sempre maggiore indipendenza dalla propria
società di intermediazione grazie soprattutto alla possibilità
di piazzare gli ordini dal computer di casa, eliminando l’intervento
diretto del broker e prescindendo molto spesso anche dagli orari
di contrattazione della Borsa. Questa fondamentale caratteristica
del trading on line potrebbe apparire come motivo di una forte riduzione
della redditività di enti finanziari: sarebbe però
limitativo e fuorviante fermarsi solo ad un’analisi "in negativo",
senza evidenziare le nuove e numerose opportunità di business
per chiunque affronti un maniera positiva e attiva i mutamenti in
atto. E’ di vitale importanza prendere atto del fatto che questo
fenomeno di disintermediazione sia in realtà solo apparente,
e anzi apra il campo per una nuova e più proficua forma di
"collaborazione" fra il cliente e il fornitore di servizi finanziari
attraverso due principali strumenti:
1) Servizi a valore aggiunto: l’intermediario deve abbandonare
l’impostazione di mero esecutore delle decisioni del proprio cliente
- limitandosi al massimo a consigliare un investimento piuttosto
che un altro - per proporsi quale partner attivo nella gestione
patrimoniale e offrire nuovi servizi la cui fruizione costituisca
una prestazione separata dall’intermediazione. La facilità
tecnica con cui è possibile fornire notizie e informazioni
in tempo reale, analisi grafiche o report specialistici deve portare
ad un ampliamento di questi servizi di "consulenza" il cui costo
marginale è praticamente nullo ma che rappresentano lo strumento
più proficuo per recuperare la redditività perduta
sul fronte delle commissioni. Bisogna inoltre considerare che il
sito Web di una società finanziaria che mette a disposizione
dei clienti le ricerche dei propri analisti o gli articoli di affermati
columnist economici sarà sicuramente più apprezzato
- e visitato, con un conseguente aumento degli introiti pubblicitari
- di quello di un concorrente che invece consente solamente l’acquisto
o la vendita di azioni.
2) Partnership commerciali: la home page del proprio sito
di servizi finanziari deve rappresentare per il cliente il "portale"
di ingresso alla Rete, lo strumento attraverso cui soddisfare ogni
esigenza di investimento, informazione e acquisto. Diviene pertanto
fondamentale stipulare accordi di natura commerciale con altre aziende
che offrono prodotti o servizi complementari ai propri: libri di
finanza, analisi e commenti specialistici, informazioni mirate.
L’esempio più eclatante di una politica così innovativa
e redditizia viene da Amazon.com, la famosa libreria on line che
ha fatto di questa nuova forma di "franchising" un fondamentale
punto di forza: chiunque possiede un sito può creare un programma
di collaborazione con il gigante editoriale e guadagnare il 20%
del prezzo di ogni libro venduto ad un utente che provenga dalle
proprie pagine. La creazione di network commerciali e accordi di
"vendita incrociata" sta oggi avendo un enorme successo e sulle
pagine di molte grandi e affermate società - Merril Lynch,
il New York Times o Il Sole 24 Ore - si possono già apprezzare
i frutti di queste politiche con link a librerie via Web (molto
attiva, anche se entrata in ritardo, è ad esempio Barnes
& Noble), negozi di hardware e software o fornitori di servizi
interattivi. Sebbene possa apparire strano - o, peggio, "poco onorevole"
- che una storica istituzione come, ad esempio, Merril venda sul
suo sito computer, automobili e magari anche figurine di personaggi
dei fumetti, è necessario però considerare che tale
scelta è frutto di un’attenta analisi dei bisogni e delle
preferenze della propria clientela: un’offerta completa e mirata
porta a straordinari ritorni economici e, soprattutto, ad una elevata
fidelizzazione del cliente, che sa di poter contare sui "suggerimenti"
del broker di fiducia per tutti gli aspetti della sua vita on line.
Al termine di questa breve analisi preliminare, appare evidente
l’esigenza di sfruttare al meglio tutti i nuovi strumenti messi
a disposizione dell’evoluzione tecnologica per trasformare la struttura
della propria società di servizi finanziari in un sistema
agile, dinamico ed estremamente reattivo agli stimoli esterni: non
esiste ovviamente "la" ricetta per sbarcare con successo nel mondo
del business on line e non sempre - anzi quasi mai, visto il pesante
bagaglio burocratico e culturale - le grandi e storiche società
di intermediazione sono riuscite ad affermarsi anche sulla Rete.
E’ certo comunque che uno dei "trucchi" più redditizi - sia
in termini economici che di penetrazione del mercato - consiste
nell’affrontare positivamente i profondi mutamenti della domanda
di strumenti di investimento. La "rivoluzione copernicana" che sta
inesorabilmente trasformando tutto il comparto finanziario è
un dato di fatto, e nell’intero settore è oggi - e sarà
sempre di più - il cliente ad essere il fulcro intorno al
quale ruota una gamma di servizi in espansione ed evoluzione costante:
solo attraverso una continua e attenta analisi delle esigenze del
mercato e dell’offerta dei propri concorrenti è possibile
avere un quadro preciso della situazione per effettuare le giuste
scelte strategiche e cogliere le opportunità migliori per
il proprio business.
Piano dell’opera
Il testo che segue vuole essere uno spunto di partenza per chiunque
desideri intraprendere uno stimolante "viaggio" di conoscenza e
studio all’interno di questo nuovo quanto importante settore dell’attuale
mondo finanziario: per un ulteriore approfondimento, al termine
del volume è stata predisposta una bibliografia - per lo
più "virtuale", cioè composta da documenti elettronici
presenti online - suddivisa per argomenti di interesse. Per quanto
riguarda l’organizzazione interna dell’opera, dopo una breve descrizione
generale della questione si passerà ad un approfondimento
- storico, terminologico e analitico - degli strumenti concreti
che hanno portato all’attuale evoluzione informatica ed economica:
al centro dell’analisi vi sarà Internet, la sua nascita,
la sua evoluzione e i suoi riflessi sul business del trading e sugli
strumenti di investimento in generale. Una volta chiariti i concetti
basilari che fungono da pilastri teorici alla Rete Globale, sarà
possibile affrontare le principali strategie di marketing presenti
sul Web e, soprattutto, i loro possibili sviluppi nel settore al
centro del nostro studio: questa trattazione ci porterà a
evidenziare quali sono i principali problemi, di natura tecnica,
economica, legale e psicologica, che il trading online deve oggi
combattere e vincere per affermarsi con forza trainante della nascente
"new economy". Il primo capitolo si chiuderà con una breve
panoramica sull’attuale situazione del mercato sia italiano che,
soprattutto, internazionale. Il successivo capitolo sarà
interamente dedicato ad una delle questioni più delicate
e importanti dell’intera economia digitale, e in particolar modo
delle transazioni telematiche: la sicurezza. Dopo aver chiarito
i rischi connessi e dunque l’importanza di un sistema sicuro, si
presenterà una breve panoramica della tecnologia attuale
nel campo: infine i concetti esposti verranno sintetizzati in una
breve analisi costi-benefici da cui si evinceranno i notevoli vantaggi
di una gestione professionale e attenta dei problemi inerenti la
sicurezza dei propri dati. Una volta formato il bagaglio culturale
necessario ad affrontare in maniera pienamente cosciente lo studio
dei dati, si potranno affrontare le pagine di analisi più
prettamente statistica e numerica: l’attuale trend di crescita del
mercato, il numero degli utenti e la loro classificazione in profili,
le profonde esigenze di mutamento del ruolo stesso del broker. FantaStock,
un sito web creato ad hoc per aiutare nella compilazione di questa
tesi di laurea, verrà poi presentato e saranno analizzati
i dati raccolti durante i 10 mesi di vita dell’iniziativa: dati
significativi e importanti per comprendere le dinamiche più
profonde del mercato, e in particolar modo gli atteggiamenti psicologici
che determinano comportamenti a volte inspiegabili da un punto di
vista meramente economico.
La convinzione di chi scrive - e la tesi ultima che ci si propone
di dimostrare con questo documento - è che l’evoluzione tecnologica
sia un fenomeno irreversibile e, soprattutto, entrato in maniera
indissolubile nella vita di ciascun individuo. Questa conclusione,
apparentemente banale e ripetuta senza sosta sui principali media
dei Paesi industrializzati, si deve però necessariamente
tradurre in un’evoluzione concreta dell’atteggiamento di ogni soggetto
economico che desideri giocare un ruolo da protagonista nella "new
economy". La questione verrà affrontata principalmente nel
settore del trading e della finanza personale, ma le considerazioni
vorrebbero essere il più generali e ampiamente applicabili
possibile. Cambiamento è la parola d’ordine: cambiamento
nell’atteggiamento verso il cliente, cambiamento della struttura
informatica, finanziaria, manageriale, cambiamento nella stessa
visione e missione aziendale. Sarebbe un’impresa vana e controproducente
cercare di affrontare le innovazioni continue con le strutture mentali
di un tempo: è lo stesso modo di pensare il proprio ruolo
- in quanto impresa e in quanto espressione di interessi collettivi
più ampi del semplice profitto aziendale - che deve aggiornarsi
e liberarsi dei pesanti vincoli che hanno sempre frenato il mondo
della gestione del risparmio. Il mondo industriale di ogni Paese
moderno si nutre soprattutto delle risorse che un avanzato mercato
dei capitali riesce a veicolare efficientemente verso le iniziative
più redditizie e utili: è la creazione di questa "locomotiva"
dell’intera economia nazionale la sfida da vincere per competere
senza timori e pregiudizi sul palcoscenico della globalizzazione
e dell’innovazione.
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