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CAPITOLO 4 - I SISTEMI DI PAGAMENTO ONLINE
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4.7 LA CARTA DI CREDITO
4.7.2 LA SICUREZZA
E' evidente che un, se non il, fattore critico per lo sviluppo dei
sistemi di pagamento on line è quello della sicurezza delle transazioni.
Il problema si pone in termini completamente nuovi rispetto a quello
dei pagamenti nei circuiti interbancari, costruiti su reti chiuse
e dedicate. In internet mancano misure generalizzate di controllo
degli accessi e di protezione dei messaggi scambiati tali da garantire
che essi non siano intercettati o alterati 295.
Infatti la rete permette di tentare attacchi a computer remoti,
anche in altri continenti, senza dover spendere capitali in telefonate
o dover prima ingannare i sistemi della società telefonica; la rete
consente inoltre di nascondersi presentandosi come se i messaggi
fossero originati da altri computer (spoofing) e, addirittura, di
poter sfruttare frammenti di informazioni carpite dai messaggi in
transito (sniffing) 296.
Le banche dovranno fare in modo di sfruttare questa criticità a
loro favore, evitando di essere marginalizzate da attori appartenenti
ad altri settori e di trasferire potere contrattuale agli esperti
del settore, come le aziende di software e di tecnologia.
Aspetti quale la definizione di specifiche tecniche, di protocolli
di colloquio e di standard di sicurezza ricopriranno un ruolo di
primo piano nel mondo virtuale 297.
Il protocollo SSL - Secure Socket Layer
Questo protocollo adotta una soluzione crittografica asimmetrica
e permette di creare un canale di comunicazione sicuro tra le parti
di un rapporto di compravendita.
Se un potenziale cliente decide di effettuare una transazione in
un negozio virtuale la connessione viene così stabilita:
- all'atto del collegamento il cliente riceve la chiave pubblica
del negoziante (Kpubblica) ed un certificato che garantisce la reale
appartenenza di quella chiave a quello specifico esercizio completo
della firma elettronica di una entità garante;
- il programma del cliente genera quindi un numero random, sempre
differente per ogni collegamento, ed invia un messaggio cifrato
con tale numero (Krandom) al negozio. Per consentire il colloquio
invia anche tale numero (Krandom) cifrandolo con la chiave pubblica
del negoziante (Kpubblica). Solo al negoziante in possesso della
chiave di decrittazione abbinata alla Kpubblica riportata nel certificato
sarà possibile decifrare il messaggio e conoscere così la Krandom
generata dal cliente. Chiunque deve registrare questo colloquio
non può entrare in possesso della Krandom e quindi non può conoscere
il numero della carta di credito del cliente o altre informazioni
sensibili.
Una volta che il protocollo è stato attivato, si avvia una sessione
di lavoro sicura in quanto si ha:
- un canale privato dove tutte le comunicazioni sono cifrate;
- un canale autenticato perché il certificato garantisce l'identità
del commerciante 298.
L'inconveniente che questo protocollo comporta è quello di un appesantimento
non trascurabile delle operazioni, come conseguenza del fatto che
tutte le informazioni che vengono trasmesse devono, necessariamente,
essere crittate e decrittate ogni volta 299.
Il protocollo SET - Secure Electonic Transaction
All'elaborazione di questo protocollo hanno collaborato: Visa, MasterCard,
GTE, IBM, Microsoft, Netscape, SAIC, Terisa e VeriSign. Esso è specificamente
nato per il commercio elettronico e per consentire il pagamento
con carta di credito. Non si pone, quindi, come obiettivo la possibilità
di stabilire una connessione sicura come invece accade utilizzando
il protocollo SSL.
Il progetto è stato sviluppato cercando di garantire a tutti i soggetti
in gioco sia la segretezza sia la certezza della legittimità della
controparte.
Il problema principale che si incontra usando i sistemi di cifratura
a chiave asimmetrica consiste nel dover essere certi che la chiave
pubblica che ci viene consegnata appartenga realmente ad una certa
persona o ad una specifica organizzazione con la quale vogliamo
scambiare messaggi. E', infatti, possibile che un hacker metta in
circolazione una chiave pubblica dicendo che appartiene, per esempio,
ad una banca. In questo caso tutti i messaggi cifrati con quella
chiave ed indirizzati a quella banca potrebbero essere letti dall'hacker
il quale potrebbe utilizzarli a suo beneficio. Per evitare questo
problema sono sorte un certo numero di aziende, la più famosa è
la VeriSign, che rilasciano dei certificati elettronici con i quali
garantiscono che una certa chiave appartiene ad un certo individuo
e firmano questo documento con le loro chiavi elettroniche. Le firme
sono facilmente controllabili in quanto presenti su siti internet
noti e ben protetti e i certificati sono praticamente a prova di
falsario. Ecco che se una società emittente una carta di credito
rilascia ai suoi clienti, oltre al normale tesserino di plastica,
un certificato elettronico ed una coppia di chiavi, questo cliente
può presentarsi ad un negoziante su internet con tutte le credenziali
per dimostrare che sia il legittimo proprietario di una specifica
chiave pubblica, mostrando il certificato. Al tempo stesso anche
il negoziante verrà fornito, come della vetrofania per il negozio
reale, di un certificato da mostrare nel suo negozio virtuale in
modo da garantire gli acquirenti della sua abilitazione ad accettare
pagamenti con carta di credito 300.
Quindi, per poter utilizzare SET:
- il cliente e il negoziante devono farsi rilasciare un certificato
e le rispettive chiavi di cifratura;
- l'organismo che svolge la funzione di acquirer e che verificherà
la validità della carta prepagata per il pagamento, concedendo l'autorizzazione
deve essere munito di un certificato e delle relative chiavi.
Il protocollo prevede lo scambio di messaggi cifrati ed autenticati
solo tra entità in possesso di un certificato valido. Ogni attore
(cliente, commerciante, banca) può decifrare solo le informazioni
che lo riguardano e verificare le firme dei messaggi che riceve
(prezzo, conferma di addebito ecc…).
Il vantaggio di questo protocollo è dato dal fatto che un cliente
potrà essere certo, che se un negoziante presenta un certificato
valido ed è in grado di condurre una transazione secondo le specifiche
di SET, esiste anche una convenzione sottostante fra venditore e
banca la quale avalla indirettamente la credibilità del primo 301.
Grazie a questa tecnologia, inoltre, è possibile operare un controllo
in tempo reale dei dati forniti dal possessore di carta di credito,
così da accettare o meno la transazione in corso 302.
Poiché la crittazione dei dati viene effettuata solo per le informazioni
di natura riservata (nome, dati della carta di credito, ecc.) e
non per la trasmissione delle pagine che vengono visualizzate sul
video dell'utente (cioè le pagine del sito Web del fornitore), queste
ultime possono essere realizzate con tutta la grafica che si desidera,
dal momento che, a differenza di ciò che avviene per il protocollo
SSL, esse non vengono crittate e, pertanto, la loro trasmissione
non ne risulta appesantita 303.
Note
295 - FAZIO A., Relazione della Banca d'Italia
31 maggio 2000,in Bancaforte set,ott 2000 pag. 27
296 - SALVATICI A., La sicurezza delle informazioni
che transitano su internet, in I nuovi canali distributivi del settore
industriale, bancario, finanziario e della P.A., ed. Paradigma 1997
297 - SANTACECCA D., All'attacco o in difesa?,
in Bancaforte gen,feb 1999 pag. 30
298 - SALVATICI A., op .cit.
299 - MORELLI M., La comunicazione in rete, FrancoAngeli
1999 pag. 81
300 - SALVATICI A., op. cit.
301 - SALVATICI A., op. cit.
302 - FEDERICI T., FERRACCHIATI A., op. cit. pag.
30
303 - MORELLI M., op .cit. pag. 81
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