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UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MILANO-BICOCCA

FACOLTÀ DI ECONOMIA



CORSO DI LAUREA IN
ECONOMIA E COMMERCIO

 

LOCALIZZAZIONE DEGLI SPORTELLI E ACCESSO REMOTO:
UN'ANALISI DELLA CONCORRENZA
NEL SETTORE BANCARIO ITALIANO

 

 

tesi di laurea di:

Barbara Nicoletta MANONI
(Matr. 532299)

Relatore: Prof. Paolo Manasse
Correlatrice: Dott.essa Vittoria Cerasi

 

 

Milano, 27 settembre 2001

mail to: barbara.manoni@libero.it

 

 



Capitolo Primo
LA NUOVA DINAMICA CONCORRENZIALE E
LA RIDEFINIZIONE DELLE STRATEGIE
DISTRIBUTIVE NEL SETTORE BANCARIO



1.2 LE DETERMINANTI DELLA NUOVA DINAMICA CONCORRENZIALE
1.2.1 Le determinanti normativo-istituzionali

1.2.1.3 Deregolamentazione, liberalizzazione ed integrazione europea



Nel corso degli anni Novanta, la produzione normativa diventa molto intensa, sia in termini quantitativi sia in termini di impatto sulla struttura del sistema e, più in particolare, sull'operatività delle banche. La filosofia di fondo che caratterizza l'azione del legislatore (comunitario prima e nazionale poi) muta completamente rispetto al periodo precedente: l'azione legislativa diventa più permissiva e liberista, offrendo -di fatto- alle banche la possibilità di fare tutto quanto non espressamente vietato. Si adotta un approccio fondato sulla liberalizzazione dei comportamenti e sulla convinzione che devono essere le forze della concorrenza a determinare le condizioni per la creazione, e lo sviluppo, di un unico mercato a livello europeo.

Gli ambiti di liberalizzazione e deregolamentazione nei quali si interviene riguardano essenzialmente tre aspetti dell'attività bancaria: le aree di operatività delle banche; gli assetti istituzionali e proprietari e la normativa sui processi di crescita.

Con la Direttiva n.646 del 15 dicembre 1989 (II Direttiva Bancaria) si cerca di armonizzare, all'interno dei Paesi membri dell'Unione, le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative all'accesso degli operatori all'attività creditizia e il suo esercizio. Gli ambiti disciplinati sono innumerevoli: di tipo istituzionale, con riferimento alle partecipazioni detenibili dalle banche nelle imprese e viceversa; di tipo patrimoniale, con riferimento ai livelli di capitalizzazione da rispettare sulla base delle attività svolte; di tipo dimensionale, con riferimento alle opportunità di sviluppo attraverso operazioni di crescita esterna; di tipo operativo e funzionale, con riferimento alle attività che le banche possono svolgere e alle modalità con le quali possono farlo.

Mi soffermerò solo sull'ultimo punto in quanto direttamente connesso agli argomenti trattati nella tesi.

La normativa comunitaria (poi recepita a livello nazionale)
15 introduce importanti variazioni nel modo di definire la banca e le sue attività, che sono essenziali per comprendere le linee di evoluzione strategica e competitiva delle banche italiane: si riconosce "il carattere imprenditoriale dell'attività bancaria" 16 e viene ampliato l'insieme di operazioni che la banca può svolgere, ammettendo "ogni altra attività finanziaria, secondo la disciplina propria di ciascuna, nonché attività connesse e strumentali" 17. E' chiaro che un dettato del genere costituisce un eccezionale leva propulsiva alla diversificazione e all'ampliamento dei propri prodotti e servizi. Il Testo Unico disciplina anche un altro aspetto importante dell'operatività: quello relativo al profilo temporale. L'erogazione del credito a medio e lungo termine non è più appannaggio esclusivo degli istituti di credito speciale, così come la raccolta a breve termine non si concilia più soltanto con impieghi di pari scadenza. Ne consegue una modificazione dei confini concorrenziali che si estendono ulteriormente in quanto gli istituti che, in precedenza, effettuavano solo operazioni a medio e lungo termine, si trovano ora a competere con istituti che si occupavano soltanto di attività strettamente commerciali e viceversa.

Ci sono altri due provvedimenti -sempre di derivazione comunitaria- che determinano effetti rilevanti sul funzionamento delle banche, seppur destinati a disciplinare attività di intermediazione finanziaria diverse da quella bancaria. Il primo, emanato nel luglio del 1996, è il decreto legge Eurosim, attuativo della direttiva comunitaria 22/93 sui servizi di investimento. Attraverso la riforma dei mercati regolamentati, questo provvedimento apre nuovi spazi operativi nell'ambito dell'intermediazione mobiliare, consentendo l'accesso alle negoziazioni a tutti gli intermediari autorizzati, tra i quali possono rientrare anche le banche. Il secondo testo normativo che disciplina lo svolgimento dell'attività di intermediazione mobiliare è il Testo Unico della Finanza
18. In particolare, l'istituzione delle Società di Gestione del Risparmio (SGR) è da intendersi positivamente da un punto di vista strategico ed economico, in quanto esse, seppur distaccate dalla banca, consentono un'ottima interazione con il mercato e con le mutevoli esigenze della clientela, in un momento in cui l'attività di gestione del risparmio si rivela come un fattore critico di successo essenziale.

Oltre a questi aspetti, relativi alla liberalizzazione dell'attività bancaria sotto il profilo operativo e funzionale, il decreto Eurosim prima e il Testo Unico Bancario
19 poi, dettano norme ispirate al c.d. "principio del mutuo riconoscimento". Secondo tale principio, un'impresa d'investimento comunitaria, autorizzata ad esercitare l'attività nel proprio Paese d'origine, può offrire i servizi ammessi al mutuo riconoscimento in qualsiasi Stato membro dell'Unione. Questa ulteriore liberalizzazione, che interessa il profilo geografico dello svolgimento dell'attività bancaria, ha come obiettivo di estendere la concorrenza anche sotto il profilo spaziale.

Si conclude dunque affermando che la filosofia comune ai testi normativi degli anni Novanta (e alla base del processo di integrazione europea) è quella di favorire la liberalizzazione dei comportamenti dei soggetti finanziari, al fine di allargare lo spazio competitivo, sia in termini operativi che geografici.





Note:
15 - La direttiva 646/89/CEE è recepita in Italia inizialmente con il d.lgs. 481/92 che contiene una nuova definizione di attività bancaria e introduce il modello della banca universale; tutta la materia è poi definitivamente riorganizzata e sistematizzata nel decreto legislativo n. 385 del 1o settembre 1993 (Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia).
16 - D.lgs. 385/93- Art. 10, comma 1.
17 - D. lgs. 385/93- Art.10, comma 3.
18 - D. lgs. 24.02.1998, n. 58, " Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria".
19 - Titolo II, Capo II, art.15-18.




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LA NUOVA DINAMICA CONCORRENZIALE E LA RIDEFINIZIONE DELLE STRATEGIE DISTRIBUTIVE
1.2 LE DETERMINANTI DELLA NUOVA DINAMICA CONCORRENZIALE
1.2.2 Le determinanti economiche