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EDITORIALE > New banking
17/09/2002 -
Le chip cards devono connettersi all'infrastruttura corrente
di Marcello Berlich




"La sfida cruciale per le smart cards è inserirsi nell'infrastruttura esistente" e lavorare con quello che già vi opera, in termini di usabilità presso i terminali POS, dice George Wallner , 'chief strategist' di Hypercom.


Per un'industria, "per muoversi in maniera efficace sul fronte dei costi", il progresso "deve essere evolutivo, visto che non si può semplicemente tentare un cambiamento rivoluzionario", avverte Wallner.


L'adozione delle chip cards può essere stabilizzata mantenendo operative le attuali infrastrutture, e sviluppando prodotti per la durata, dato che le versioni 'miniaturizzate' dei prodotti chip card "possono abbassare il costo del terminale, ma l'uso 'povero' dell'interfaccia" ne complica l'uso da parte dei merchants.


Secondo Wallner, "la strada per risolvere l'equazione dei bassi costi non passa attraverso terminali più semplici, ma nella capacità di fare di più con essi" in termini di facilità d'uso.


Considerando il volume transato dalle chip cards, Consult Hyperion prevede una crescita annua media del 35% fino al 2007.


La gestione delle smart card sarà una fonte di ricavi particolarmente lucrativa, vista la prevalenza di schemi di licenza per-card, anche se la maggior parte di tali ritorni non è associata ai download post - emissione sulle carte multi funzione.


Cards Worldiwide riporta che gli operatori mobili, ad esempio, "si stanno attrezzando per la spedizione di SMS... per modificare le caratteristiche di un'applicazione STK già in funzione "anziché caricare nuove applicazioni, tramite connessione, occupando le linee.




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extracted by Marcello Berlich