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EDITORIALE > New banking
20/09/2001 - IL RUOLO GUIDA DELLE BANCHE NELLA SICUREZZA ON LINE: IL DESTINO DEL PKI
di Marcello Berlich



I problemi di sicurezza e privacy frenano il 60% degli utenti dall'effettuare acquisti on line. Gartner su questo fronte vede un valore aggiunto nell'utilizzo degli e - wallet come 'depositi' dei dati sensibili degli utenti, i quali saranno prudenti nei confronti dei pagamenti on line, finché gli standard per l'autenticazione e la sicurezza dei pagamenti non avranno preso piede.

Una recente ricerca di Jupiter ha verificato la riluttanza di molti di immagazzinare i propri dati presso un'azienda tecnologica, ma mentre in Maggio la stessa Jupiter ha affermato che il 60% dei consumatori non ha familiarità col concetto di 'e - wallet', il marchio Microsoft sembra aver procurato un margine per portali e ISP.

Robert Leathern (Jupiter) osserva che i consumatori tendono a gravitare attorno a quei 'centri' coi quali hanno già imbastito relazioni sicure, specificatamente le banche e gli emittenti di carte.

Per la stessa ragione, nota Laura Behrens (Gartner) nota che sebbene i consumatori non sono a loro agio con la divulgazione dei propri dati in rete, molti comunque vi ricorreranno, per ottenere la giusta combinazione di convenienza o soddisfazione.

Circa la metà degli utenti Internet americani compra beni e servizi on line, e ciò significa che le banche e chi offre tali beni e servizi hanno un ruolo centrale nel promuovere la convenienza e la sicurezza delle transazioni on line.

Le banche in particolare, devono incrementare la fiducia dei propri clienti, sviluppando un sistema di sicurezza interbancario, dove la tecnologia non sia appannaggio di uno o pochi, ma sia condivisa da tutti, avverte Jupiter.

Secondo Jupiter Media Matrix, gli utenti internet 'maturi' si fidano delle banche e dei merchant riguardo il trattamento dei loro dati, ma il 44% dei nuovi non si sentirà sicuro con nessuno di questi soggetti, al contrario del 34% dei veterani; per contro, il 27% dei 'novizi' si fida degli ISP per trattare in modo sicuro i propri dati, mentre il 25% dei 'veterani' confidano nell'emittente della propria carta di credito per trovare un 'deposito' sicuro per i propri dati.


Con circa vent'anni di vita, PKI è una delle soluzioni 'storiche' per la sicurezza in Internet, la sua sopravvivenza è oggi considerata fortemente a rischio, vista la presenza di una concorrenza sempre più aggressiva.

Jeanne Capachin (Meridien Research) è dell'opinione che la 'salvezza' di tale strumento risieda nell'utilizzo di esso da parte delle istituzioni finanziarie: se ciò non dovesse avvenire, il PKI diventerà definitivamente parte del passato.

Un recente documento, 'PKI: It's now or never', conclude che PKI è sotto utilizzato, manca di un'adeguata diffusione, ed è sprovvisto di soluzioni per la sicurezza mature, sebbene il mercato sembri maturo per il suo utilizzo, specie nel campo dei pagamenti B2B.

Capachin nota che, nonostante gli assegni siano una tradizione dura da superare, l'adozione del PKI, costituirebbe un passo nella giusta direzione, anche considerando che in tre - cinque anni, tutte le più importanti applicazioni ne B2B includeranno anche i pagamenti.

Con le stime a prevedere che il mercato del software e dei servizi PKI raggiungerà i tre miliardi di dollari entro il 2004, Meridien prevede che la attuale penetrazione di PKI sia già troppo estesa, perché si possa prevedere una scomparsa di esso in breve tempo.

Gli assegni sono ancora usati per l'80% dei pagamenti B2B, ma Meridien prevede che i pagamenti B2B conclusi con l'utilizzo di PKI emergeranno a partire dal terzo quadrimestre del 2001, visto che nella lotta per la profittabilità, degli scambi, si guarda anche alla 'liquidabilità' dei pagamenti.

Tuttavia le istituzioni finanziarie temono che se non implementeranno il PKI per i pagamenti effettuati via Web, subiranno una seria perdita, nonostante l'asserzione, proveniente da Meridien, secondo la quale i pagamenti B2B costituiscono un buon terreno dove iniziare l'utilizzo di PKI. Una seconda barriera all'utilizzo di questo è costituita dalle rilevanti differenze nei costi, e alla complessità delle ragioni alle loro spalle: molte importanti banche statunitensi hanno investito milioni nel PKI, ma i fornitori di questo, offrono soluzioni dai costi contenuti alle aziende con limitate capacità di investimento.

I costi del PKI hanno portato molte banche e imprese di media grandezza ad utilizzare passwords e SSL come sistemi di sicurezza per i loro servizi B2B, ma Meridien sostiene che all'SSL mancano l'autenticazione delle transazione, l''integrity checking' e la 'non repudiation' del PKI.

Alla fine, considera Meridien, l'inadeguatezza dei sistemi di sicurezza nei pagamenti B2B effettuati via - Web espone le organizzazioni e i loro clienti business a perdite finanziarie da pagamenti fraudolenti o non autorizzati.


epaynews/merdien research/cyberatlas
extracted by Marcello Berlich