Notizie correlate

31/07/1999
LA FIRMA DIGITALE

30/06/1999
PRIVACY 2000 - UN BACO DA CORREGGERE

31/05/1999
I SERVIZI INNOVATIVI DELLE BANCHE EUROPEE

30/04/1999
MANUALE PER IL PERFETTO HOME BANKING


31/01/1999
ITALIA IN RITARDO

EDITORIALE > Articoli
31/08/1999 - LA PRIMA OLIMPIADE DELLE BANCHE ITALIANE IN INTERNET
di Miran Pecenik

Sono passati ormai quasi quattro anni dall'uscita sul Web della prima banca italiana. Mi ricordo come fosse oggi. In una delle mie frequenti peregrinazioni in rete trovai, su un primordiale motore di ricerca, una dozzina di pagine della Cassa di Risparmio di Firenze. Era il 10 settembre 1995. Da lì a un mese eravamo diventate ormai una decina le banche connesse, come se esistesse un tacito accordo ad attendere la fine delle ferie estive per proporre la propria vetrina su questo nuovo canale comunicativo. Queste prime pagine finanziarie italiane erano molto primitive, alcune mancavano addirittura di un sottofondo. Gli argomenti erano semplici, per lo più delle copie di vecchie brochure cartacee.

Da quel giorno, per passione, ho iniziato a seguire l'entrata delle banche italiane in Internet. Oltre a ciò, sono tornato più volte sui siti delle banche presenti per coglierne l'evoluzione e per trovare dei servizi di pubblica utilità che segnalavo puntualmente sulle pagine della mia banca. Non c'erano altre pagine simili in rete, per cui, in pochi mesi, la pagina in questione divenne un punto di riferimento per articoli, ricerche, tesi di laurea e altri studi sull'approccio degli istituti bancari con il nuovo media. Parafrasando un famoso settimanale di cruciverba, posso dire che ho vantato numerosi tentativi di imitazione, sfociati in una ventina di liste alfabetiche, la maggior parte delle quali sono rimaste senza alcun aggiornamento. La mia lista invece continuò ad ingrossarsi, arrivando a superare le 270 banche italiane in rete, finché misi il tutto in un database chiamato www.banksoftheworld.com, dove è possibile fare delle interrogazioni gratuite sulle banche italiane in rete. Vediamo in dettaglio come si sono svolti i fatti …

I primi due anni (il '95 ed il '96) sono stati gli anni della sperimentazione, del primo contatto con il nuovo canale. Mi ricordo come nei primi mesi del '96 riscossi un grande successo mostrando in un convegno le pagine preparate per la mia banca, mentre una grossa casa di software venne accolta in modo abbastanza freddo quando annuncio un nuovo prodotto, senza però mostrare niente di già fatto. Erano gli anni dove le cose fatte avevano ancora più valore di quelle solo annunciate. Nel '97 ci fu la conferma dell'interesse delle banche verso il Web. Quasi tutte le maggiori banche italiane aprirono i loro siti, mentre chi c'era già apportò dei miglioramenti grafici e di contenuti. L'anno scorso è stato caratterizzato dall'introduzione delle prime applicazioni Web vere e proprie. Principalmente si trattava del home banking, della comodità di avere la propria banca sul PC casalingo o in ufficio (o, come dice Bill Gates, "on your fingertips" - sulla punta delle dita). Con questo salto di qualità la maggior parte della quarantina di banche che attualmente offrono la banca a domicilio si sono portate a casa tutta la tecnologia che all'inizio lasciavano su un non ben definito server del provider. In questo modo hanno dovuto aprire i propri supercalcolatori al grande pubblico, con tutte le problematiche di sicurezza che ciò comporta. In ogni caso, già il fatto di avere il "CICS on line" (l'ambiente applicativo disponibile per la propria clientela) rappresenta senza dubbio una svolta epocale, una dimostrazione di "coraggio informatico", specialmente dopo gli attacchi degli hackers al Web server di Bankitalia (1995) e quello ancora più clamoroso, al sito della CIA (1996).

L'anno in corso si sta delineando sempre più come l'anno del "fai da te" finanziario. Non si parla d'altro che di borsa, su come investire e disinvestire pacchetti d'azioni al momento giusto, per capitalizzare interessi di gran lunga maggiori di quelli che potrebbero maturare sugli investimenti fissi o sul conto corrente bancario.

Per il 2000 le previsioni sono molto discordi. Da una decina d'anni si parla della "banca del 2000" come di un'azienda completamente virtuale con macchine dotate d'intelligenza artificiale spinta, quasi a dover per forza sostituire i consulenti ed i promotori finanziari. Ebbene, ci siamo quasi arrivati, anche se molti fattori hanno relegato il concetto di innovazione in secondo piano. Basti pensare che nell'ultimo decennio abbiamo avuto molte rivoluzioni nel sistema bancario, quali la liberalizzazione valutaria, il nuovo Puma (ovvero le comunicazioni strutturate di vigilanza per la Banca d'Italia), varie leggi che hanno lasciato il segno come l'antimafia, la legge sull'usura e quella sulla trasparenza; per non parlare di cose più recenti come l'introduzione parziale dell'Euro, il Millenium Bug (i problemi connessi con l'anno 2000) ed il continuo cambiamento d'assetto dei vari gruppi bancari con fusioni e incorporazioni quasi all'ordine del giorno. Insomma, di problemi ce ne sono stati per tutti i gusti. Ogni istituto bancario, piccolo o grande, ha dovuto per forza includerli nel proprio piano strategico senza neanche rendersi conto di dover gestire delle contingenze. Per cui la ricerca del nuovo è stata un po' messa da parte.

L'innovazione è arrivata quasi per gioco. In Internet c'è infatti una componente ludica introvabile in altre architetture o applicazioni bancarie. Abbiamo dovuto smettere il "doppiopetto grigio" ed indossare la più consona t-shirt (o addirittura i jeans !) per calarci nella realtà dei visitatori dei nostri siti. In questo modo, negli ultimi anni, sono nati dei siti bancari che stanno proponendo quiz, giochi o intere sezioni "scherzose" con l'obiettivo di far rimanere il visitatore (in tutti i progetti precedenti era chiamato esclusivamente "cliente") sulle proprie pagine per convincerlo che questa potrebbe essere la banca "primaria" per le sue attività.

Per il cosiddetto "effetto calamita" la componente ludica è solo il primo elemento utile. Per incollare il visitatore al proprio sito la tecnica attualmente più usata è quella dei portali. Il portale è una aggregazione di informazioni utili, quelle per le quali l'utente si collega ad Internet (per esempio, le previsioni meteorologiche, il listino cambi o il valore dei titoli in borsa, informazioni su aziende, prodotti e servizi, news dell'ultima ora, ecc.). L'utilità per una banca di proporre informazioni non di sua pertinenza sta nel fatto di poter "controllare" il visitatore (con la tecnica dei cookies possiamo intrattenere con lui dei rapporti prolungati nel tempo, sapendo perfino quali sono i suoi interessi) e per proporre, tramite dei banner (striscioni) pubblicitari il prodotto che più potrebbe interessargli, sia esso nostro, sia di terzi.

Oggi ci sono dei siti che vivono di sola pubblicità verso terzi, proponendo ogni tipo d'informazioni. Fino a poco tempo fa c'era una distinzione netta tra i motori di ricerca (Altavista, Excite, Lycos, ecc.) ed i siti con argomenti divisi per categoria (Yahoo e le varie pagine gialle). Col passare del tempo questa specializzazione è venuta meno. Ci si è accorti che è strategico far navigare le persone sul proprio sito. Parzialmente lo hanno capito anche le banche, che propongono sempre più servizi non bancari, dalle varie promozioni di vendita, magari condita con qualche tipo di pagamento on line, fino a dei "Web center", dove si può trovare manualistica ed informazioni dettagliate.

Oltre ai portali, è in arrivo una vera e propria "killer application": l'Internet sul telefonino. La tecnologia si chiama WAP ed è già attiva presso tre primari costruttori di cellulari. Il problema è ancora nelle dimensioni del display di questo tipo di telefonini, agganciato anche a un parziale uso del linguaggio HTML (Hyper Text Marked Language) che viene oggi usato per la visualizzazione delle pagine sui più comodi monitor dei personal computer. D'altro canto oggi vi sono in Italia qualcosa come 25 milioni di telefonini, per cui il target è molto vasto, anche se, per usare questa nuova tecnologia, bisognerebbe che tutti cambino i cellulari GSM con i "tele-fonini" WAP. Non sta a me dirlo, ma con una simile massa di persone e con il telefonino agganciato al conto corrente (attraverso il contratto che lo regola), ci dovrebbe essere il tanto agognato salto di qualità anche nel commercio elettronico. Diretto concorrente del nuovo telefonino è il palmtop, l'agenda elettronica con tastiera e telefonino inclusi, anche se è opinione comune che questi ed altri tipi di vettori verso il Web (dagli infodomestici fino al copilota intelligente nell'automobile) dovrebbero prendere piede non prima di due o tre anni. In questo momento, l'unica integrazione tra la banca ed il telefonino avviene attraverso gli SMS (Short Message System). Al compimento di certi eventi (per esempio l'arrivo di un bonifico) o al raggiungimento di certi valori minimi o massimi preimpostati (il valore di un'azione o il saldo del conto corrente), scattano automaticamente dei piccoli messaggi testuali, lunghi al massimo 160 caratteri, che avvertono on line il cliente.

Tirando le somme di quanto detto e immedesimandoci nella componente ludica che ci ha portato Internet, potremmo giocare ad organizzare la prima Olimpiade virtuale riservata alle banche italiane in rete. Ognuna potrebbe gareggiare in più discipline, dall'impostazione grafica ai contenuti applicativi, dall'interattività alla completezza delle informazioni proprie, dall'utilità delle pagine gestite, fino alla componente tecnologica e di marketing utilizzata. Non ci sarebbero comunque degli istituti che farebbero man bassa di medaglie d'oro. Guardando la situazione odierna, ogni banca ha dato maggior importanza ad un paio di parametri espressi in precedenza, senza una visione globale del tutto. A mio modesto parere, almeno una ventina di banche diverse che meriterebbero sicuramente una medaglia.

E per le prossime olimpiadi? Se è possibile prevedere le prossime discipline (trading on line, home banking completo, commercio elettronico attivo, portalizzazione del sito, sito dedicato ai telefonini e/o ad apparecchiature dotate di Windows CE, joint-venture con società informatiche, ecc.) è quasi impossibile prevedere chi saranno i futuri attori protagonisti. Con il continuo cambiamento di composizione dei gruppi bancari e con la venuta delle prime banche "semi-virtuali" italiane (semivirtuali in quanto si appoggiano tutte ad un istituto bancario tradizionale), ci sarà una variazione significativa del peso e dell'importanza data all'innovazione all'interno del piano strategico aziendale ed agli sforzi formativi per il recepimento di queste nuove funzionalità da parte della base della banca.

Di certo possiamo solo affermare che l'impiegato con i paragomiti e con il frontino è andato definitivamente in pensione.




Banca on line
Credito Cooperativo 8-9/1999