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CAP.5 SICUREZZA
NEI SISTEMI EDI
5.1 GENERALITA' SUI SISTEMI
DIFENSIVI
La nascita di un sistema di
interconnessione telematica, fra partner commerciali interessati a scambiarsi
dati a carattere riservato, pone nuove problematiche che interessano la sfera
del trattamento dei dati, per prevenire le frodi. Nei sistemi EDI, i
software dedicati alla sicurezza proteggono il network interno dai rischi di
eventi inaspettati e non voluti, chiamati comunemente frodi. Quali sono le
frodi più comuni nellíuso di un sistema EDI ?
- Un partner commerciale può frodare
un'altra azienda negli affari.
- Un dipendente interno o di uníaltra
azienda può usare il sistema EDI, per acquisire denaro o benefici
personali.
- Una terza parte può intercettare il
flusso di dati e usarli per compromettere gli affari, sostituendosi al vero
partner commerciale.
Naturalmente non
cíè niente di nuovo nei rischi esposti sopra, si sono solo
individuati alcuni modi per truffare il prossimo che si stanno usando da molto
tempo ; la storia ci dice che dove cíè la possibilità di
commettere reati, cíè sempre qualcuno che lo farà.
La differenza fra il passato ed il presente, sta nel fatto che queste
moderne tecnologie si muovono in un ambiente del tutto nuovo, dove la
percezione di quanto grandi siano i rischi non è stata ancora
dimensionata in maniera precisa ; è molto facile in questo caso essere
ìsedottiî dalle nuove tecnologie, dimenticandosi della presenza di
organizzazioni criminali ben organizzate. Ogni società
díaffari, tollera un certo livello di ìdelinquenzaî,
perchè i costi legati alla sua eliminazione, sarebbero più grandi
dei benefici. Questo non significa che le aziende, che lavorano con i sistemi
EDI, siano disposte a tollerare il livello di truffe, che potrebbero essere
legate al nuovo ambiente. Un sistema di sicurezza avanzato, dovrebbe
essere in grado di risolvere, sia i casi di truffe ad alto costo (the big Job),
sia le truffe sistematiche e ripetute, legate a piccole somme di denaro ma che
a lungo andare si trasformano in una perdita consistente. Le truffe
legate agli ambienti telematici erano praticamente sconosciute dieci anni fa;
sono aumentate rapidamente negli ultimi anni, tanto che si può dire che
oggi rappresentino la vera sfida da vincere sulla via dell'informatizzazione
globale. E' molto difficile trovare qualche dato realistico
sull'importanza reale del problema perchè la scoperta di una truffa
è, per ovvie ragioni commerciali, normalmente soffocata
dall'organizzazione coinvolta. L'Associazione degli Industriali Inglesi stima
che le perdite annuali, legate a questo tipo di reato in Gran Bretagna, siano
più di 400 milioni. La stessa associazione stima la crescita annua di
questo fenomeno, al 20%. Un altro fattore molto importante, è
legato al fatto che, in un ambiente EDI, sono le macchine a controllare i
processi in corso di esecuzione ; si perde in questo scambio di ruoli tra uomo
e macchina la naturale propensione, legata allo spirito di curiosità
dellíuomo, di riconoscere una transazione con cifre e dati sospetti.
Proprio per questo difetto congenito, líambiente EDI è
considerato a più alto rischio, rispetto ai tradizionali metodi
cartacei. Questa situazione non deve però scoraggiarne l'uso, ma gli
utilizzatori devono rendersi conto che, alla rete, deve essere affiancato un
sistema di sicurezza adeguato. Un'altra ragione, ugualmente importante
per dotarsi di un sistema simile, è legata alla perdita accidentale di
dati. La possibilità dei partner commerciali di controllare a fine
giornata le loro transazioni finanziarie, facendole combaciare con i dati del
loro sistema interno, è uno dei numerosi servizi che un sistema di
sicurezza offre agli utenti. I rischi legati ad errori, molte volte possono
superare quelli legati ad eventuali truffe; il sistema di sicurezza deve
proteggere anche dal rischio di questo tipo. Il sistema EDI, riduce
intrinsecamente questi rischi perché diminuisce in maniera significativa
l'ammontare della digitazione umana di dati; infatti è essa stessa una
fonte di errori non indifferente. D'altra parte le transazioni sono
spedite con una maggior velocità e con una diminuzione notevole
dell'intervento umano; questo modo di lavorare può portare ad un aumento
di errori legato alla fretta e al controllo approssimativo dei dati in arrivo e
in partenza. Un software di alto livello, dovrebbe essere in grado di prevenire
e di correggere errori di questo tipo. Molte delle imprese che usano
queste tecnologie, utilizzano tecniche "just in time" per i propri magazzini;
questo nuovo modo di operare porta, sia ad un aumento significativo
dell'efficienza della produzione industriale, sia ad una maggiore
vulnerabilità del sistema informativo. Il rischio di un cedimento del
network, può portare a danni molto più consistenti, rispetto ad
un'industria tradizionale; il sistema di sicurezza, deve essere in grado di
garantire un veloce ed accurato ricovero dei dati, nel caso di un guasto
temporaneo. Un altro fattore importante è rappresentato dalla
possibilità reale di prevenire l'alterazione di qualche messaggio, senza
che nessuno dei controllori del processo telematico se ne accorgano.
La confidenzialità delle informazioni, che viaggiano attraverso la
rete, è altrettanto importante. Molte aziende pensano che non sia
obbligatorio tenere nascosto agli estranei tutte le operazioni commerciali che
l'azienda compie, ma che sia importante tenere nascosto solo alcune delle
operazioni più delicate. Se l'azienda si comportasse in questa maniera,
aiuterebbe molto gli eventuali pirati elettronici che stanno scegliendo la loro
prossima vittima; i criminali che commettono questo tipo di reati spendono
molto tempo nella ricerca e nell'analisi delle opportunità insite in un
particolare scambio commerciale. Il flusso di informazioni in chiaro, che
scorre attraverso la rete, può venire letto da chiunque e aiuta
moltissimo i pirati elettronici nella ricerca dell'azienda da colpire. Se tutti
i messaggi vengono cifrati il carico di lavoro, legato all'analisi dello
scambio elettronico di dati, viene moltiplicato e può risultare troppo
pesante, per le capacità informatiche del gruppo criminale.
Un'altra caratteristica importante è l'efficienza complessiva del
sistema; il network deve essere costruito con una capacità di recupero
elevata, nel caso di una rottura di un singolo componente. Per evitare il caos,
che potrebbe derivare da una perdita di sincronizzazione tra il server centrale
e i partner commerciali, il protocollo di trasmissione EDI, deve essere in
grado di salvare, dalla perdita accidentale, i dati riguardanti le transazioni
che al momento della rottura erano solo parzialmente completate.
L'effettiva possibilità di dotarsi di sistemi informatici
così sofisticati deriva anche dall'accoglienza che il personale
aziendale riserva a queste strutture di sistema: se sarà positiva, e la
si vedrà come un aiuto al proprio lavoro, il compito degli addetti alla
sicurezza verrà senz'altro facilitato. Purtroppo anche nelle aziende ci
sono forze interne che si oppongono al miglioramento dello standard di
sicurezza. Queste sono rappresentate dal personale che si esprime con frasi del
tipo: "Non mi capiterà mai", "I miei dati sono senza valore":
- "Non mi capiterà mai"= molti
informatici sbagliano nella valutazione della vulnerabilità del loro
sistema, dei rischi che corrono o dei potenziali costi che dovranno sostenere
nel caso ci sia una truffa. Conseguentemente, la sicurezza spesso diviene un
serio problema, solo dopo che la truffa è già avvenuta; i costi
per la sicurezza infatti sono sempre più difficili da giustificare e i
più facili da cancellare quando ci sono problemi finanziari.
- "I miei dati sono senza valore"=
"Nessuno verrebbe a truffarmi, i miei dati sono senza valore", questo
è uno dei commenti che si fanno più spesso ed è una
trappola in cui è molto facile cadere. Nel caso bancario il problema
è molto meno sentito rispetto alle altre aziende perché di solito
è facile da quantificare: le perdite potenziali sono molto alte e la
frase fra virgolette non è mai vera, nel settore bancario. La
difficoltà sorge nel momento in cui bisogna quantificare il valore dei
dati del sistema. L'analisi del rischio è l'informazione base, che aiuta
i manager a dare il giusto valore informatico ai dati.
La sicurezza informatica
significa molto di più che la semplice aggiunta di alcuni prodotti di
sicurezza alle applicazioni del sistema. Il punto di partenza è creare
un ambiente di lavoro che guardi positivamente al fattore sicurezza e che abbia
la forza di analizzare i punti deboli del sistema: la forza di un network
informatico è uguale alla debolezza dei punti di unione meno forti.
L'analisi di questi punti relativamente più deboli può essere
eseguita usando semplicemente la logica e l'esperienza o, meglio ancora, usando
una metodologia automatizzata come la CRAMM. La procedura seguita è
molto snella e semplice:
- Viene assegnato un valore ben preciso a
tutte le parti del sistema, sia fisiche che logiche.
- Attraverso questa procedura le parti
maggiormente vulnerabili vengono identificate.
- Ad ogni anello debole viene assegnato un
valore rappresentante il grado di probabilità che questo si spezzi.
Viene assegnato un altro valore che quantifica il danno associato all'evento.
I rischi che fanno parte del
sistema possono così essere identificati. In ogni caso questa è
una procedura praticamente obbligatoria se si vuole veramente fronteggiare
l'eventualità di truffe informatiche.
5.2 UNA COMPARAZIONE TRA SISTEMI EDI E SISTEMI TRADIZIONALI
Quando un documento viene
spedito attraverso il sistema postale tradizionale, esso viene recapitato in
una busta sigillata. Questo modo di spedizione, ci fornisce un alto grado di
riservatezza e confidenzialità, soprattutto nel caso di posta
raccomandata con ricevuta di ritorno. In questo tipo di posta infatti,
oltre al normale livello di confidenzialità della normale
corrispondenza, si ha la certezza praticamente assoluta dell'identità
del mittente; sarebbe molto difficile per un truffatore aprire la
documentazione riproducendo poi, in maniera perfetta, la necessaria
autenticazione della lettera o del pacco. Quando la busta viene
aperta, chi la riceve può assicurarsi della sua provenienza da molti
altri indizi. Ci si può chiedere per esempio, se la carta usata è
quella intestata della ditta che ha spedito la lettera, se la firma finale
è di una persona conosciuta, esiste anche la possibilità di
scoprire se ci sono state alterazioni, da alcuni particolari che possono essere
notati dal ricevente. Tutti questi controlli di provenienza, non possono essere
fatti nel caso di una transazione elettronica, anche se alcune tecniche molto
sofisticate sono a disposizione delle aziende, per ovviare a questi problemi.
Oltretutto una firma, apposta su un ordine d'acquisto o su una
fattura, costituisce la prova originaria che ha la forza di autorizzare quella
particolare transazione monetaria. Se c'è un problema di accettazione
dell'ordine, la firma diventerà l'unico elemento di prova in grado di
distinguere tra un ordine vero ed uno fraudolento. Questi metodi del
sistema postale tradizionale, vengono usati ormai da secoli ed hanno raggiunto
un grado di raffinatezza difficilmente conseguibile con i metodi telematici.
Tuttavia, chi vuole dotarsi di tecnologia EDI, deve prevedere una protezione
simile nello svolgimento dei propri affari; è una questione che tocca i
temi della non repudiabilità e della autenticità di un documento
elettronico. I problemi associati all'informazione digitale sicura,
sono molto più complessi rispetto a quelli della posta tradizionale; una
ragione sta innanzitutto nella facilità di manipolazione dei dati
elettronici, senza che gli stessi soffrano di un detrimento della loro
qualità trasmissiva. Un documento che viaggia attraverso una rete
può venir copiato, cancellato, esteso, salvato e ritrasmesso con
facilità; sono proprio queste notevoli qualità, a fare della
tecnologia digitale una piattaforma ideale per le applicazioni tecnologiche
commerciali. La maggior parte dei sistemi EDI fornisce una qualche
forma di protezione contro frodi o casi di spionaggio. Alcuni controlli
d'accesso, possono essere forniti al sistema per prevenire accessi non
autorizzati, ma i messaggi, quasi sempre, per essere trasmessi, devono passare
attraverso dei network pubblici, i quali non offrono il necessario livello di
sicurezza voluto dalle aziende commerciali. Se qualcuno intercetta una
comunicazione o riesce ad aggirare il meccanismo, che controlla gli accessi al
sistema, non ci sarà modo di scovare la perdita di
confidenzialità, integrità e autenticità dei messaggi in
arrivo. Le aziende che vorranno proteggersi da queste frodi informatiche,
dovranno dotarsi di sistemi digitali che assicurino un elevato livello di
sicurezza, soprattutto nel campo delle transazioni finanziarie, punto focale
per arrivare ad un servizio home banking, via Internet, sicuro ed efficiente.
5.3 I REQUISITI DI UN BUON SISTEMA DI SICUREZZA
5.3.1 INTRODUZIONE
L'esplosione commerciale di
Internet ha portato in rete numerosissime attività commerciali che
offrono al visitatore molti servizi interessanti. La maggior parte di queste
aziende però non ha ancora cominciato a vendere prodotti su Internet e
si limita a fornire semplici informazioni su di esse e sulle novità dei
suoi prodotti. C'è molta diffidenza nei confronti della Rete e
la presenza di numerosi articoli trattanti questi temi proprio su Internet, non
fa che confermare l'importanza di queste perplessità. Le industrie
sembrano non riconoscere che la crittografia, anche se è un componente
critico di un network sicuro, non è sufficiente per proteggere il
commercio elettronico dalle frodi. La crittografia fornisce un metodo valido
per la sicurezza delle transazioni, ma non fa abbastanza per prevenire accessi
non autorizzati alle informazioni e ai conti correnti. Oltre alla crittografia
c'è bisogno di altri due componenti per un adeguato livello di
sicurezza:
- Un Firewall per proteggere il server
interno dell'azienda, dall'accesso Internet.
- Un sistema operativo sicuro per proteggere
le informazioni, sia dai pericoli interni che da quelli esterni; infatti, il
sistema operativo UNIX standard, è particolarmente vulnerabile alle
manipolazioni non autorizzate.
5.3.2 CRITTOGRAFIA
La crittografia permette la
totale segretezza, di qualsiasi tipo di dato che viaggi attraverso le reti
pubbliche. Esistono due grandi campi d'azione in cui si può applicare la
crittografia: i messaggi elettronici e la cosiddetta firma elettronica. Ognuna
di queste aree d'utilizzo, deve sottostare a dei particolari requisiti:
- Il messaggio elettronico è bene che
possegga le seguenti caratteristiche :
- il mittente deve avere la
possibilità di sigillare il messaggio.
- solamente il ricevente deve possedere
la chiave elettronica per aprire la "busta".
- una terza parte estranea non deve
poter manomettere o leggere il messaggio.
- il trattamento da parte di estranei
del messaggio deve avvenire in tutta sicurezza.
- La firma digitale deve essere:
- molto resistente alle
contraffazioni.
- non ripudiabile dall'autore.
- facilmente verificabile da
qualsiasi persona che debba controllarne l'autenticità.
- identificabile univocamente
dall'autore.
Oltre a ciò, tutti i
meccanismi che vengono usati in questi concetti dell'ambiente digitale, devono
mostrare caratteristiche di utilizzo facile ed efficiente, per renderli
disponibili anche agli utenti meno esperti.
TECNOLOGIE CRITTOGRAFICHE
I metodi per crittare un
messaggio si dividono in due grandi famiglie: la tecnologia a chiave simmetrica
o segreta e quella a chiave asimmetrica o a doppia chiave. La
crittazione dei messaggi è vecchia quanto il genere umano ma, solamente
con la moderna tecnologia informatica, si è arrivati a scoprire metodi
di crittazione con un'elevata sicurezza intrinseca. Il grande salto di
qualità è stato compiuto con la tecnica crittografica a doppia
chiave la quale è indubbiamente molto più sicura della tecnica
simmetrica e offre molti vantaggi nella autenticazione del documento in arrivo.
Con il sistema a chiave simmetrica, un messaggio è crittato e
decrittato usando la stessa chiave; questa deve essere conosciuta sia dal
mittente che dal ricevente. La chiave passa dall'uno all'altro, attraverso una
transazione separata, ma il sistema è vulnerabile perchè essa
può venir rubata nel momento in cui attraversa la rete. Il
sistema a chiave pubblica invece, usa chiavi separate per crittare e decrittare
il messaggio. Niente al di fuori del messaggio deve passare da una persona
all'altra perché si abbia una transazione sicura. Ogni persona
coinvolta in questo tipo di transazione, ha bisogno di una Key Pair (coppia di
chiavi). Una Key Pair consiste in due chiavi, con una relazione particolare fra
di loro; ciò permette ad una, di crittare un messaggio che l'altra
può decrittare. Una di queste chiavi può essere divulgata mentre
l'altra deve rimanere strettamente privata: nessuna persona estranea deve
conoscerla. Un messaggio cifrato, con una chiave pubblica personale,
non può essere decrittato con la stessa chiave; la funzione usata per
crittare il messaggio è una funzione a senso unico e non può
essere resa reversibile. In questo modo, solo la persona che ha la chiave
privata corrispondente a quella pubblica, può decifrare il messaggio e
leggerlo. Le chiavi private possono essere tenute nel disco fisso del PC,
protette da una password, oppure possono essere disponibili, attraverso
speciali lettori connessi al computer.
La crittografia viene
utilizzata in ambito commerciale per raggiungere tre obiettivi principali:
- Un'azienda può identificare un
proprio partner commerciale ed essere sicura di dialogare con il giusto
cliente. Questa possibilità è realizzata attraverso l'uso della
firma digitale, la cui legittimità è stata introdotta in molti
stati americani. In pratica avviene che se un cliente manda alla banca un
messaggio crittato con la sua chiave privata, la banca userà la sua
chiave pubblica per decifrarlo, e potrà essere certa del fatto che solo
questo cliente poteva spedire un messaggio cifrato in quel modo.
- Le aziende di solito desiderano proteggere
la confidenzialità di informazioni finanziarie dei propri clienti o di
altri dati personali. Un ipotetico cliente può spedire un messaggio alla
propria banca, usando la chiave pubblica dell'azienda bancaria, avendo la
certezza che solo essa potrà decrittare il messaggio, usando la propria
chiave privata. Nell'altra direzione la banca può spedire informazioni
confidenziali al cliente, usando la sua chiave pubblica e solo il cliente a cui
è rivolto il messaggio, potrà decrittare il messaggio con la
propria chiave privata.
- L'uso commerciale di Internet è
sicuramente molto utile per le imprese, ma il livello di sicurezza dei dati che
scorrono in Rete deve essere molto elevato. Questo risultato si consegue
attraverso l'uso di "cryptographic hashes". Al messaggio che deve essere
spedito è assegnato un numero basato sulla lunghezza e sulle sue
caratteristiche; l'argomento appena assegnato, viene cifrato e spedito insieme
al documento principale. Il ricevente calcola come deve essere l'argomento del
messaggio che ha decrittato e lo confronta con quello che ha ricevuto; se i due
non coincidono, il messaggio è stato alterato durante il percorso e deve
essere ritrasmesso. Questo metodo è particolarmente utile, per scoprire
eventuali tentativi di intercettazione, da parte di pirati informatici e per
porvi rimedio al più presto.
Tutti questi metodi
crittografici ad alta tecnologia, possono essere usati con i più diversi
protocolli di trasmissione come il PEM o il PGP per E-Mail o i protocolli dei
server WEB SSL e S-HTTP. La possibilità della firma digitale
per il cliente e per l'azienda, è considerata dall'ambiente del
commercio elettronico, come una condizione indispensabile per l'effettivo
decollo dei negozi virtuali. La firma digitale è necessaria per arrivare
all'identificazione del cliente, per essere sicuri che l'azienda, facendo
affari su Internet, conosca precisamente chi si trova all'altro capo del filo.
In passato, molti negozi virtuali del WEB hanno trattato i loro affari senza
sapere con precisione chi stava al terminale; il numero della carta di credito
era per loro sufficiente. Le banche, tuttavia, vogliono un software
crittografico che comprenda la firma digitale. Con l'avvento della
crittografia a chiave pubblica, la necessità di scambiare informazioni
attraverso la posta elettronica diventa più sicura, ma anche più
difficile da conseguire. Un'azienda che voglia mettersi in contatto con un
cliente utilizzatore del metodo a doppia chiave, incontrerà
difficoltà ad entrare in possesso della chiave pubblica dello stesso. Le
regole non scritte del galateo informatico infatti, vietano di spedire ad un
estraneo richieste di informazioni a scopo pubblicitario. La creazione
di una directory ad accesso libero via Internet, di tutte le chiavi pubbliche
aggiornata in maniera puntuale, potrebbe risolvere questi problemi di
comunicazione. L'azienda che voglia mettersi in contatto con qualche estraneo,
non farebbe altro che scaricarsi sul proprio terminale la chiave pubblica
corrispondente e tentare di instaurare un nuovo rapporto d'affari.
FIRMA E MESSAGGI
DIGITALI
Un messaggio digitale,
può essere creato dal mittente, attraverso la crittazione del messaggio;
i dati con questo sistema viaggiano attraverso la rete in maniera del tutto
sicura. Il ricevente poi potrà decrittarlo con la chiave che solo lui
conosce. Questo processo soddisfa i requisiti di sicurezza, visti nel
precedente capitolo, ma implica l'approntamento di alcune misure di sicurezza,
per fornire un canale distributivo adeguato alla trasmissione delle chiavi
segrete; un processo che deve avere, anche, un alto grado di efficienza.
Una firma digitale invece, può essere fatta dal mittente, attraverso
la preparazione di un argomento crittografico di un messaggio. La spedizione
assieme ai dati, avverrà in modo che il ricevente possa controllarne la
provenienza. Quando l'argomento viene verificato e trovato simile al messaggio
l'integrità dello stesso è sicura. Se la chiave
crittografica, usata per generare la firma, è conosciuta unicamente dal
proprietario, come potrà il gruppo di persone che lavora con lui
verificarne l'autenticità, e come potrà usare le chiavi
crittografiche, senza perdere la necessaria sicurezza contro le contraffazioni
? Questa è una domanda, a cui la moderna tecnologia, ha dato
una risposta sicura e molto efficiente, con le tecniche crittografiche
asimmetriche o a doppia chiave. Una chiave rimane privata, mentre l'altra,
essendo pubblica, può essere usata per verificare l'autenticità
del messaggio elettronico. L'azienda leader nel mondo in questo
settore è la RSA, la quale ha sviluppato questa tecnica il cui sistema
di trattamento è molto semplice. Tutte le chiavi pubbliche, possono
essere rese disponibili su un file del sistema, mentre le chiavi private devono
essere tenute al sicuro dai loro proprietari. Le chiavi non devono essere mai
rinnovate, vista la complessità delle stesse che sono praticamente
inattaccabili da qualsiasi elaboratore. Il sistema a doppia chiave
possiede alcuni punti deboli che devono essere risolti per evitare lo stallo
del sistema trasmissivo. Un problema molto grave è la necessaria
protezione contro le contraffazioni che possono avvenire nella fase di
trasmissione delle chiavi pubbliche: un pirata elettronico infatti, potrebbe
sostituire la chiave pubblica di un utente, intercettandola e sostituendola nel
momento in cui il proprietario la spedisce alla directory pubblica. Avendo la
chiave pubblica per decrittare i messaggi spediti al legittimo proprietario, il
criminale potrà leggere tutti i messaggi spediti a questa persona.
Potrà in questa maniera leggerli e spedirli alla legittima proprietaria
usando la chiave pubblica originaria fugando ogni dubbio sulla sicurezza
trasmissiva della rete. Ovviamente tutto questo potrebbe essere bloccato nel
caso in cui tutti gli utenti controllassero la coincidenza fra la chiave
pubblica messa in rete e quella in loro possesso. La soluzione a questo
problema è la creazione di un organo di controllo sulle chiavi pubbliche
che verificherà la spedizione delle stesse, obbligando i mittenti ad
accompagnarle con una firma digitale creata con la chiave pubblica
dell'autorità di controllo. Ogni coppia di chiave, con questo metodo,
viene inserita nella directory pubblica insieme ad una speciale certificazione
che è impossibile da contraffare. Quando una chiave pubblica
è usata da un utente essa è recuperata dalla directory pubblica
insieme al suo certificato che contiene la firma elettronica del possessore ;
ogni utente può verificare, in questa maniera, la provenienza della
chiave. Il processo di crittazione e decrittazione, attraverso questi
metodi a chiave asimmetrica, ha però un difetto piuttosto evidente: non
è adatto alla spedizione di messaggi molto lunghi. Tutti e due i
processi infatti sono piuttosto lenti perché impegnano notevolmente la
potenza matematica del microprocessore; proprio per questo motivo, molti usano
le chiavi simmetriche quando devono spedire documenti particolarmente lunghi.
Le chiavi segrete, per cifrare i messaggi, vengono generate con un processo
casuale che mantiene un elevato grado di sicurezza. La singola chiave viene
cambiata ad ogni spedizione.
5.3.3 FIREWALL
Per erigere una barriera tra
il network interno e l'accesso Internet, un'azienda può installare un
Firewall. Esso controlla il traffico telematico in entrata ed in uscita al
server interno, fornendo un singolo punto d'accesso, dove il controllo dei dati
può essere svolto e imposto con maggiore facilità. Il
risultato pratico si traduce nel fatto che utenti esterni non autorizzati, non
potranno direttamente accedere al server interno; gli utenti autorizzati
interni potranno passare attraverso il punto di controllo ed usufruire
dell'ampia gamma di servizi Internet. Se un utente di un'azienda vuole
dialogare con un suo partner commerciale che fa capo ad un'altra
organizzazione, egli deve entrare in contatto con il Firewall e quest'ultimo
dialogherà con l'altro computer. Lo stesso avviene nel caso inverso;
esiste sempre un sistema di sicurezza che fa da tramite alle conversazioni
elettroniche. I Firewall possono supportare un gran numero di comunicazioni
contemporaneamente e sono abilitati al controllo dei software di scambio dati
via Internet, come il File Transfer Protocol (ftp) e il Telnet. Il
motivo che spinge un'azienda privata ad installare un Firewall è sempre
quello di proteggere il proprio network privato dalle intrusioni. In molti
casi, il problema è quello di prevenire l'accesso ad utilizzatori non
autorizzati o di diminuire il rischio del trafugamento di informazioni
confidenziali. Le aziende che sono connesse ad Internet vedono
quest'ultima eventualità come la più pericolosa; in ogni caso,
non si deve rispondere a questo problema cancellando l'accesso Internet del
proprio network e lasciandolo così indifeso ad un eventuale collegamento
pirata via modem. L'eventualità di un collegamento pirata da parte di un
dipendente interno, potrebbe compromettere la sicurezza globale del sistema.
CONFIGURAZIONI
POSSIBILI
Nel configurare un Firewall,
la decisione maggiore nei riguardi del tipo di sicurezza che si vuole ottenere
è spesso dettata dalla politica aziendale. Una decisione deve essere
presa attraverso un bilanciamento maggiore o minore di due fattori
fondamentali: sicurezza e facilità d'uso. Ci sono due approcci
fondamentali che riassumono questo conflitto:
- Quello che non è espressamente
permesso è proibito.
- Quello che non è espressamente
proibito è permesso.
Nel primo caso il Firewall
deve essere disegnato per bloccare chiunque; gli accessi ai servizi devono
essere rilasciati caso per caso solo dopo aver valutato, con attenzione, rischi
e bisogni. Questa gestione molto rigida del sistema può avere un impatto
negativo sugli utenti: essi possono vedere il Firewall come un ostacolo alla
loro attività lavorativa. Nel secondo caso, l'amministratore di sistema
reagisce in maniera reattiva, deve predire che tipo di azioni pericolose la
popolazione degli utenti potrebbe prendere e prepararsi a difendere il sistema
da questi attacchi.
LE MINACCE ESTERNE
Ci sono moltissimi modi in
cui un Firewall può cadere o perdere una parte delle sue
funzionalità. Nessun sistema è ottimo, alcuni sono decisamente
mediocri. Il problema di molti sistemi difensivi è il blocco
d'accesso; se qualcuno riesce a trovare una scappatoia, che gli permetta di
sondare il sistema, è chiaro che il pericolo che tutto il network venga
compromesso è molto elevato. Un'altra più pericolosa situazione
avviene se qualcuno riesce ad irrompere nel sistema e lo riconfigura in modo
tale che qualsiasi entità esterna possa entrare. E' estremamente
difficile quantificare il danno risultante da un'operazione di questo genere,
denominata "distruttiva". Un'importante misura della capacità
di resistenza di un Firewall è la capacità dello stesso di
individuare, velocemente, il possibile attacco. La cosa da evitare
assolutamente è una situazione in cui il sistema venga irrimediabilmente
compromesso, senza nessuna traccia di come l'attacco abbia preso forma. Nella
migliore delle ipotesi il Firewall dovrebbe individuare l'attacco, informare
l'amministratore del pericolo e bloccare il tentativo di pirateria. Un
modo per capire quale parte sia stata danneggiata durante un attacco di
"hackers", è individuare e definire le cosiddette zone a rischio; nel
caso di un network interno che è direttamente connesso ad Internet senza
nessun sistema di sicurezza, il server sarà inevitabilmente molto
vulnerabile. Il tipo d'attacco più pericoloso e più
difficile da sconfiggere, è quello che prevede l'accesso illegale al
Firewall. Il pirata elettronico di solito riesce a procurarsi un login
d'accesso e da questa base sicura comincia un tipico attacco "island hopping"
che distrugge mano a mano tutti gli host secondari. In questa situazione
c'è ancora qualche speranza di recupero, fino a quando il pirata lascia
delle tracce nel Firewall e può essere localizzato. Se invece il sistema
difensivo è completamente distrutto, il network privato può
subire attacchi da qualsiasi sistema esterno; ricostruire la dinamica
dell'attacco diventa quasi impossibile. I Firewall secondo gli
sviluppatori che li hanno progettati, possono essere visti come degli strumenti
che riducono le zone di rischio ad un singolo punto di debolezza. Nella teoria
questa sembra una cattiva idea, ma l'esperienza pratica ha dimostrato il
contrario. Per un network abbastanza ampio, esistono sempre degli
hosts vulnerabili ad un attacco di pirati elettronici; molte aziende hanno
adottato delle linee di condotta che formalmente sono progettate per rimediare
a queste debolezze, ma è utopico pensare che queste siano sufficienti.
Un Firewall aumenta la sicurezza degli hosts, attraverso una sorta di
strettoia, dove è possibile intercettare più facilmente i pirati
elettronici. Il Firewall è come un castello medievale costruito con
intelligenza che ha molte difese ed alcuni punti di interruzione delle stesse.
In questa maniera l'attaccante è costretto a transitare attraverso
questi passaggi obbligati; lì i difensori possono concentrare la maggior
parte della loro forza d'urto, rendendo molto difficile la riuscita
dell'attacco.
5.3.4 SISTEMA OPERATIVO SICURO
Nel campo delle reti il
sistema operativo maggiormente usato è lo UNIX. Qualsiasi utente che
conosca i sistemi operativi che girano su PC (DOS e Window), nota subito la
grande differenza in termini di prestazioni a favore del primo. Infatti, UNIX
è stato sviluppato proprio per questi ambienti, avendo come obiettivo
una grande flessibilità d'uso, per permettere a differenti tipologie di
computer di comunicare fra di loro. Questa caratteristica, molto apprezzata in
ambienti di ricerca universitari, è però un grosso difetto negli
ambienti aziendali, dove la flessibilità del sistema porta
inevitabilmente alla difficoltà di difesa, nel caso di attacchi di
hackers. Per l'uso commerciale, la flessibilità si è
trasformata in una mancanza di fiducia e nel non saper valorizzare la sicurezza
dei dati elettronici. Gli enti governativi preposti, hanno così pensato
di sviluppare una versione del famoso sistema operativo, maggiormente orientata
alla sicurezza (trusted version); un numero sempre crescente di aziende
informatiche, come l'HP, IBM, e la SCO, offrono sistemi operativi UNIX
modificati in questo senso. Il problema fondamentale di questo sistema
è la sua progettazione, attorno alla figura di un super-utente, con un
proprio account specifico che gli riserva dei poteri di gestione molto al di
sopra dei normali utenti. Ciò consente l'accesso a tutto il sistema. Per
esempio:
- Ogni amministratore di sistema, deve avere
la possibilità di fare cambiamenti nella configurazione di sistema, deve
vantare dei poteri specifici in questo senso.
- Per muovere una semplice periferica, da un
ufficio ad un altro, un amministratore ha bisogno dello status di superuser, il
quale conferisce anche l'autorità di aggiungere nuovi utenti o di
cancellarne.
- Il personale che provvede a fine giornata,
a completare il nastro di backup di sistema, deve avere accesso al root
account.
Oltre ai rischi legati agli
abusi che qualche persona autorizzata può compiere, l'esistenza di un
account così particolare, crea un altro problema: quando qualcuno viene
a conoscenza di quest'ultimo, il terminale non ha la possibilità di
capire che chi sta lavorando è un pirata elettronico. Maggiore
sarà il numero di persone che hanno accesso al root account, maggiore
sarà la possibilità per una persona qualsiasi, di abusare del
sistema, proprio perché non potrà venir identificato. Le
aziende che lavorano con questo software, hanno cercato di migliorare la
situazione attraverso una segmentazione degli amministratori di sistema,
dividendoli in fasce con differenti responsabilità. Ogni
posizione d'autorità, avrà la necessaria capacità d'azione
per quel solo tipo di responsabilità; questo è il concetto di
"least privilege" ed è considerato un sistema molto flessibile. Il
profilo del manager può essere creato associando i poteri appropriati
con la posizione che gli compete; se per esempio qualcuno deve muovere una
periferica da un ufficio ad un altro, si possono concedere i poteri necessari
per un limitato periodo di tempo solamente. Il concetto del "least
privilege", può essere applicato anche al controllo d'accesso ai dati e
ai files. L'azienda, per esempio, può volere che solo le persone nel
dipartimento finanziario, abbiano accesso alle informazioni sui salari, e solo
i product managers abbiano accesso al piano e alle previsioni sul business
aziendale. Con una versione Unix modificata, ogni file può essere
classificato in accordo con chi ha il potere di vedere, copiare, stampare o
alterare il contenuto dei files. Un altro vantaggio, nella divisione
in parti del root account e nella allocazione dei poteri in maniera
appropriata, è legato al controllo nel caso di danni al sistema. Con una
versione standard del sistema operativo, un pirata elettronico che riuscisse ad
entrare attraverso il Firewall ed a prendere possesso dell'account
dell'amministratore, avrebbe un potere amplissimo nelle sue mani. Il sistema
Unix modificato, invece, mette al riparo da questo pericolo; non esiste nessun
super-account come obiettivo; i poteri di gestione sono spezzettati in molte
persone, e conseguentemente in molti account di potenza media che non offrono
al criminale una vera supremazia. Un sistema Unix di questo tipo,
può consentire ad un'azienda di stabilire un'azione particolare svolta
solo con l'assenso di due persone; per esempio, far entrare nel sistema un
nuovo utente, potrebbe essere un compito che prevede un primo assenso per la
creazione dell'account, mentre una seconda persona avrebbe il compito di
attivarla. L'esistenza di questo tipo di azioni, potrebbe essere voluta
dall'azienda per aumentare la sicurezza, attraverso una decisione presa da
più persone simultaneamente. Naturalmente, il sistema, è
in possesso di un classico Audit Log che consente la ricostruzione degli eventi
avvenuti: se avvengono tentativi di accesso illegale o problemi legati alla
gestione degli utenti interni, ciò viene registrato ed è
disponibile per le successive indagini.
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