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15/11/2001 - STRETTAMENTE ATTUALE IL PROBLEMA DELLE FRODI

di Marcello Berlich



L’ammontare delle frodi nel credito on line raggiungerà, entro la fine dell’anno , i nove miliardi di dollari, nell’ambito di un tasso di crescita del 600% del totale delle ‘cyber frodi’ negli ultimi due anni: é quanto conclude Al Cameron (Digital River, società di soluzioni per il commercio elettronico); nel suo intervento alla conferenza dell’Association of Certified Fraud del mese scorso, Cameron ha spiegato che le frodi on line costano alle società Web, il doppio in termini di dati sensibili e il triplo in termini di introiti di quelle off line.

Il problema principale, ha spiegato Cameron, sono le frodi riguardanti l’identità, e ha portato l’esempio di un numero di carta di credito utilizzato per più di 14000 ordini di pagamento in una settimana, tutti fraudolenti.

Secondo un sondaggio della National Consumer’s League, più del 43% dei consumatori on line statunitensi teme che il proprio numero di carta di credito venga rubato; un ulteriore 59% pensa, erroneamente, che utilizzare ordinare mediante contante o assegno, sia più sicuro che usare la carta di credito per gli acquisti on line.

Tenendo presente questo, la NCL, invoca carte di credito che rendano sicuri gli scambi on line, in particolar modo i numeri di carta di credito ‘monouso’, che costituiscono un ulteriore misura contro il crimine informatico.

Anche nel settore del B2B è disponibile il software per effettuare frodi sull’identità, così come ordinare senza un numero di carta di credito valido, o ricevere un ‘report’ di conferma.

“I modelli odierni di frode al venditore seguono gli stessi schemi dei tempi antichi”, dice Timothy Galvin ( vicepresidente di Xanalys Inc.), tranne per il fatto che le frodi stanno prendendo piede con la crescita delle transazioni elettroniche.

Una volta che sia stato installato il software per l’individuazione delle frodi, comunque, avverte Cameron, le aziende devono ‘imparare ad usare le informazioni internet catturate da tali software.

Secondo un recente rapporto di Celent Communications, il 10% delle falsificazioni di identità avviene in rete, un dato che arriverà al 25% entro il 2005. Nel periodo 2000 - 2005, gli incidenti segnalati legati al furto degli ID passeranno da 500.000 a 1,7 milioni con un incremento superiore al 300%, mentre le istituzioni finanziarie affronteranno un incremento annuale del 30% nei costi correlati a tali tipologie di crimine, superando gli otto miliardi di dollari nel 2005.

Una recente ricerca di BAIGlobal attenua queste cifre, mostrando come il 19% dei 2000 interpellati sono incorsi in frodi relative all’identità durante lo scorso anno, derivate non solo dal furto, ma anche dallo smarrimento di una carta, bancaria o no. BAIGlobal attribuisce l’aumento dei furti di ID alla crescita nel numero di consumatori che utilizzano una carta per comprare on line, col 41% degli interpellati in un sondaggio di quest’anno che hanno effettuato tale tipo di acquisto, contro il 27% dell’anno scorso.

Sebbene, come dice Andrew Davidson (vicepresidente di BAIGlobal), uno su cinque stia sperimentando qualche tipo di frode, si tratta comunque di un dato che non è cresciuto rispetto al totale dell’anno scorso.

Il rapporto di Celent segnala in modo analogo come Internet sia per la criminalità un canale emergente dove perpetrare frodi sull’identità: avendo accesso a migliaia di negozi online, i criminali possono infliggere danni considerevoli al credito della vittima in poche ore.

Le istituzioni finanziarie avevano pianificato di introdurre sistemi contro il furto di identità già prima dell’11 settembre, e Celent tiene conto di queste pratiche sicure nelle sue previsioni per il 2005.

Adottando tali protezioni anti - frode nei loro conti, la crescente scala degli ‘identity theft’ è apparente, ma Sang Lee (Celent) prevede un ulteriore rafforzamento legislativo nella persecuzione di tali crimini.

I numeri e le opinioni di cui sopra stimolano qualche considerazione: si tratta di dati contrastanti nei trend e nelle dimensioni e non c’è da stupirsene, riflettendo sul fato che il mondo della rete, essendo strettamente legato ad un progresso tecnologico caratterizzato da grande velocità, è destinato ad essere un campo minato per ogni tipo di previsione.

Immediato è il confronto con la situazione italiana, dove il problema delle frodi legate al commercio elettronico è ben lungi dall’esplodere, essendo tale pratica solo agli inizi da noi, per il grado non elevatissimo di alfabetizzazione informatica, che si iscrive nel più vasto panorama di un ritardo fisiologico nei confronti degli USA in termini di strumenti di pagamento avanzati: occhi aperti, dunque, sulla realtà americana, poiché, come recitava un vecchio spot, ‘prevenire è meglio che curare’.

In terzo luogo, è da notare come l’11 settembre, al di là della retorica sul ‘nulla mai più come prima’, suscitata dall’emozione collettiva dell’immediato e successivamente banalizzata e ridotta ad un vuoto slogan, stia comunque condizionando certe procedure: la riduzione della privacy colpirà innanzitutto le comunicazioni telefoniche e digitali, portando a inevitabili ripercussioni, invisibili agli utenti, nel monitoraggio dei flussi di dati nella rete, ed è probabile che a tale giro di vite consegua anche una più efficace strategia contro le frodi informatiche.



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extracted by Marcello Berlich