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17/09/2001 - KEYWORD DI GUERRA SUI MOTORI DI RICERCA
di Miran
Pecenik
In questi giorni mi è arrivata una lunga mail di un information provider
(Wordtracker) che ha stilato la classifica delle 300 keyword cercate su
alcuni motori di ricerca il giorno 14 settembre 2001, tre giorni dopo
l'attacco alle Twin Towers di New York e al Pentagono. Nella stessa mail
c'era anche la classifica delle 200 keywords più usate negli ultimi due
mesi.
Ad una prima occhiata, cade subito l'occhio sulla rivoluzione dell'interesse
dei cercatori dopo il tragico attentato. Sono sparite le ricerche pornografiche,
si sono più che dimezzate tutte quelle relative ai divertimenti ed è scemato
l'interesse per il consumo e l'acquisto di beni mobili.
All'incontrario, si fa strada una pensierosa keyword: Nostradamus. Sembra
che molti vogliano sapere quali fossero le vere previsioni di questo profeta.
Si fa luce anche una certa ignoranza, in quanto Nostradamus viene ricercato
in una decina di modi diversi, con sbagli che fanno chiaramente capire
la madre lingua inglese (per certi anche francese) di chi chiedeva lumi
ai motori.
Altra cosa che ci fa riflettere è che al top della classifica troviamo
un certo "Osama Bin Laden" che oggi tutti conosciamo.
Troviamo però anche altre keyword angoscianti: alcuni nomi delle vittime,
specialmente quelle più illustri, qualche azienda che aveva la sede nelle
torri gemelle, un interesse molto vivo per le assicurazioni e qualche
sito che sembra predicasse già questa immane tragedia, e che ora fa profezie
su un attacco nucleare su Sion (Israele), Roma e Washington. A rendere
queste profezie ancora più angoscianti ci ha pensato anche la televisione
pubblica che oggi (sabato, 15 settembre) ha comunicato che un famoso esperto
mediorientale ha avvisato che il prossimo obiettivo dei terroristi potrebbe
essere il Vaticano.
Cosa pensare di tutto questo?
Ci sono momenti in cui una persona si sente il padrone del mondo (come
quando ci si laurea, nasce un figlio o quando si trova il primo lavoro)
e ci sono altri momenti (come questi) in cui ci si sente piccoli piccoli,
come tante formichine che lavorano giorno e notte e poi, se un'automobile
passa sul formicaio, bisogna ricominciare tutto daccapo. Il problema sta
solo nel fatto di capire quando l'automobile passerà sul formicaio e se
resteranno un numero congruo di formichine per poterlo ricostruire. Per
fortuna, però, queste domande le formichine non se le fanno .....
miran@pecenik.com
PS: per la classifica completa, elaborata dal nostro staff, clicca
qui
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