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Sat04Aug201210:00
ITALIA/Cabine telefoniche. Sono ancora 97 mila
Alla fine dello scorso anno erano ancora 97.376 le postazioni di telefoni pubblici in funzione in Italia, in pratica le vecchie cabine telefoniche o comunque i vecchi telefoni a gettone o scheda. 
Lo spiega il sottosegretario allo Sviluppo economico Massimo Vari, rispondendo ad un'interrogazione dei deputati Radicali, i quali ricordano che "l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni ha autorizzato Telecom Italia a rimuovere i telefoni pubblici, risparmiando solo quelli presenti in ospedali, scuole e caserme" e chiedono al governo "di quali elementi disponga in merito all'attuale mappatura geografica delle postazioni telefoniche pubbliche sull'intero territorio nazionale, con riferimento alle installazioni necessarie a garantire gli obblighi del servizio universale".
"La modifica dei criteri di distribuzione delle ptp operata dall'Agcom -ricorda il sottosegretario Vari nella risposta- discende da una drastica riduzione dell'utilizzazione delle ptp in Italia in conseguenza del mutamento delle abitudini degli utenti, che ricorrono sempre piu' alla telefonia cellulare, e dalla constatazione di un oggettivo sovrannumero delle postazione telefoniche pubbliche sul territorio se rapportato alla popolazione e confrontato con quello degli altri Paesi della Comunita'". E' previsto che "i risparmi di gestione, ottenuti tramite la rimozione delle ptp non utilizzate, saranno in parte reinvestiti nelle attivita' di manutenzione delle postazioni che restano attive sul territorio, a vantaggio degli utenti".
"Si segnala -afferma ancora il sottosegretario- che al 31 dicembre 2011 la consistenza degli impianti di telefonia pubblica risulta pari a 97.376. Il ministero dello Sviluppo economico, nell'ambito delle proprie competenze, non manchera' di verificare il rispetto, da parte della societa' Telecom Italia, degli obblighi derivanti dallo svolgimento del servizio universale, soprattutto con riguardo a quelle aree non coperte dal servizio di telefonia mobile e territorialmente disagiate".


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