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La presenza della comunità italiana in Slovenia e della comunità slovena in Italia "costituisce un vero serbatoio di ricchezza e un prezioso fattore di dinamismo, non solo sotto il profilo culturale, ma anche in campo economico e commerciale, in una fase in cui chiediamo ai nostri sistemi produttivi di sviluppare maggiore competitività su scala globale". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso del brindisi al pranzo di Stato offerto ieri dal presidente della Repubblica di Slovenia, Danilo Turk, a Lubiana.

Insieme Napolitano ed il "caro amico" Turk hanno affermato "la disponibilità a rivisitare le problematiche delle minoranze nazionali, affinché si faccia tutto il necessario per migliorarne le condizioni e per assicurarne la piena integrazione nel Paesi in cui vivono, nel rispetto della loro identità e delle loro tradizioni". Si tratta dell'ennesima "conferma delle relazioni fitte e cordiali esistenti tra i nostri due Paesi".

Grazie anche alla "visione positiva e lungimirante del comune futuro europeo della Slovenia, dell'Italia, dei Balcani e dell'Adriatico" di Turk, negli anni "si è instaurato tra di noi un solido rapporto di reciproca stima e simpatia", ha riconosciuto Napolitano. "Attraverso ripetuti incontri abbiamo compiuto un cammino decisivo per la completa riconciliazione tra i nostri popoli, voltando risolutamente le spalle alle pagine tragiche che oscurarono la nostra storia".

"Corrono ormai le lancette dell'orologio del mio ultimo anno di mandato", ha ricordato Napolitano. "L'essere riuscito a rinnovare lo spirito che anima il rapporto fra i nostri due popoli, liberandolo dalla schiavitù del passato per nutrirlo di fiducia nel futuro, è un risultato del quale sono particolarmente orgoglioso. Abbiamo raggiunto insieme - e insieme al presidente croato Josipovic - questo storico traguardo", ha aggiunto il presidente Napolitano, rievocando il concerto di Trieste nel luglio 2010: "avverto ancora le emozioni profonde e l'empatia che la visita a luoghi simbolici di quella città e poi quella magica serata ci hanno trasmesso".

"La vicinanza fisica, le affinità culturali, il continuo movimento di genti travalicano l'artificialità dei confini", ha osservato poi Giorgio Napolitano. "Eppure, come scrive Claudio Magris, profondo conoscitore delle frontiere della Mitteleuropa, "l'identità nelle aree di confine certamente è fragile e questa fragilità porta qualcuno nelle nostre terre ad accentuarla, ad esaltarla, ad una continua messa in scena che io trovo molto pericolosa... Insomma, il vero modo di vivere correttamente l'identità sarebbe quello di viverla spontaneamente e poi dimenticarla". Vanno invece ritrovate matrici comuni in un dialogo tra le nazioni e sovranazionale. Questo, in essenza, è il nostro comune futuro europeo. Nell'Europa multi-linguistica e multi-etnica in cui si iscrivono le nostre rispettive identità nazionali, il confine si trasforma in una linea di congiunzione, che esalta le complementarietà e i reciproci arricchimenti".

Napolitano lo ha più volte ribadito: "l'appartenenza comune al più ampio spazio europeo ed euro-atlantico" è "la dimensione in cui abbiamo il dovere di costruire una ancora più intensa collaborazione, guardando al futuro e alle aspirazioni delle nuove generazioni".

Quanto alla crisi economica e finanziaria che ha investito l'Eurozona, "Italia e Slovenia condividono la necessità di proseguire con determinazione nel difficile cammino di risanamento dei conti pubblici e di riforme strutturali, congiungendovi scelte essenziali per la ripresa e per la crescita". Anche per questo, ha sottolineato il capo dello Stato, "abbiamo bisogno di un'Unione Europea più coesa e più determinata, capace di affrontare la crisi con la necessaria autorevolezza, e di offrire una prospettiva a cittadini disorientati e senza saldi punti di riferimento per il futuro dell'Europa. Il messaggio del Consiglio Europeo di fine giugno ha dato un forte e chiaro messaggio in questo senso. Slovenia e Italia hanno contribuito attivamente a questo risultato, cui occorre ora dare subito un concreto seguito attuativo. E soprattutto bisogna innestarvi un processo di risoluto avanzamento verso una Unione politica a vocazione federale".

"Stabilità, sicurezza e prosperità sono i parametri di riferimento della nostra visione dei rapporti internazionali, che pone al centro la tutela dei nostri valori fondamentali, della libertà e della democrazia, del ripudio della violenza e di ogni discriminazione etnica o religiosa. In nome di questi valori", ha ricordato ancora Napolitano, "le Forze Armate dei nostri due Paesi sono impegnate fianco a fianco in missioni internazionali di pace, oltre ad avere messo in campo forme avanzate di collaborazione bilaterale e transfrontaliera".

Sul piano economico come su quello culturale, si è avviato a concludere Napolitano, Italia e Slovenia hanno "visto svilupparsi una fitta rete di legami interattivi alimentati dalla contiguità geografica e da sincera comprensione. La comune sensibilità nei confronti dei Paesi dei Balcani occidentali ha dato vita a forme di fruttuosa cooperazione anche nell'ambito dell'Iniziativa Adriatico-Ionica, embrione della nuova Macroregione europea, che auspichiamo possa configurarsi durante la Presidenza di turno slovena".

"Nel segno di questa forte consonanza di aspirazioni e di obiettivi, che in tanti campi sta dando seguito al comune proposito di cooperazione sempre più intensa fra i nostri due Paesi", Napolitano ha infine alzato "il calice per brindare all'amicizia tra Slovenia e Italia e alla prosperità". 




Fonte: AISE



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