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L'Ungheria sarà il Paese ospite del Festival delle Nazioni di Città di Castello (PG), in Umbria, di scena dal 25 agosto al 7 settembre 2012 con la sua 45esima edizione. Il programma, presentato a Perugia a inizio giugno, ruota attorno alla partecipazione di celebri musicisti ungheresi e alla rivisitazione dei grandi classici, da Liszt a Brahms. Uno dei due filoni principali sarà dunque l'800, a partire dal concerto di apertura del 25 agosto quando la Savaria Symphony Orchestra di Tamas Vasary eseguirà musiche di Brahms e Liszt.
Stuzzica la curiosità degli intenditori la proposta del 28 agosto, quando l'Accentua Austria si esibirà in un'esplorazione delle melodie turco-ungheresi  nate tra il '400 e '500. Musiche che si legano a doppio nodo alla storia di questa parte d'Europa e che testimoniano come le invasioni di quegli anni, quella ottomana in questo caso, abbiano contaminato e arricchito le tradizioni dell'Europa continentale.

Si passa invece al Novecento il 29 agosto con la Franz Liszt Chamber Orchestra: sul palco il "Divertimento per archi" di Bartok, la "Sinfonia op. 110" di Shostakovich, e, ultimo ma rappresentativo dell'intera manifestazione, la "Rapsodia ungherese" di Ferenc Liszt, per orchestra d'archi n. 2. Il 30 agosto sarà la volta di uno strumento simbolo della tradizione ungherese, il cembalo, suonato da Kalman Balogh. L'altro repertorio protagonista della kermesse sarà la musica popolare: il primo settembre il Quartetto Kodaly torna dal pubblico di Città di Castello, che già lo conosce e lo apprezza, per presentare brani di musica da camera di Bartok e Kodaly. E ancora, il 2 settembre Roby Lakatos presenterà una selezione di brani della letteratura violinistica ungherese e tzigana. Per gli amanti dell'operetta il momento migliore arriverà il 5 settembre, con la Strauss Festival Orchestra di Vienna. Chiuderà l'evento l'Orchestra della Toscana diretta da Laszlo Kovacs, con il pianista Roberto Cappello. Dulcis in fundo, una sorpresa in anteprima: il festival vedrà la presentazione di due brani inediti commissionati ai giovani compositori Francesco Venerucci e Peter Toth, italiano il primo, ungherese il secondo.


Fonte: www.economia.hu



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