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Sun30Jul200613:10
Pubblicità interattiva: cos'è?
Tutti la vogliono, tutti la invocano, ma cos’è? Stiamo parlando della pubblicità interattiva, la versione 2.0 dell’online advertising. Dei format della comunicazione multimediale, che riceveranno il testimone da “re banner”. Sono i piccoli miracoli ancora in gestazione, nei quali molte aziende guardano per i futuri loro investimenti pubblicitari, quelli complementari alla televisione.

Di questo clima di attesa generale, mi sono divertito a leggerne sul blog di Marco Formento -Cailloux- e a confrontare le performance di comunicazione su stampa, online, tv e altri nascenti media, come il digitale terrestre, il DVB-H, l’IP-TV.

E sono rimasto sorpreso di come Internet stia mangiando margini a tutti gli altri e ne stia rappresentando -allo stesso tempo- il terreno di sperimentazione “a basso costo”, per poi copiare nuove strategie di comunicazione “partecipativa”.

Il tutto all’insegna di una parola che amo molto: “contaminazione”. Di essa ho ampiamente discusso con Layla Pavone, Presidente di IAB Europa, ospite di questa Peppersushi. Ci siamo confrontati, interrogati, abbiamo analizzato insieme i dati –promettenti- di crescita dell’advertising su Internet per il 2006.

Abbiamo molto parlato di blog e di “nuovo consumatore”, vero artefice e propulsore dei cambiamenti del modo di comunicare sul web. Di un tacito patto che stanno stringendo le marche con i loro “fan”, che si riassume nel concetto di comunicazione “partecipativa”.

Tra marchi e clienti, tra innovazione di mercato e opinion leader, tra impresa e consumatore, si delineano nuovi reciproci ruoli che appaiono promettenti e contagiosi.

Qui si cela tutta la creatività per “fare” la pubblicità di domani, dentro i blog, le community e i siti come YouTube - 1mln di dollari al mese di banda- che stanno in piedi anche se una certa finanza li vorrebbe presentare come gli ennesimi oggetti in perdita della "new economy".

Sono i “digital brand” che costruiscono relazioni con i propri consumatori/referenti/leader d’opinione/testimonial. Quanto valgono? Nessuno lo sa! Quanto costano? Parecchio! Restituiranno l’investimento in futuro? Bo!

Dove dovete investire voi che pianificate le campagne di marketing per i vostri clienti? Ma qui è ovvio!

Una pubblicità interattiva sempre più partecipativa, dunque per natura; ma che qualcuno teme anche invasiva, intrusiva, violenta!

Il tema della privacy -e di come garantirla- è sempre più spesso associato all’advertising interattivo man mano che si scoprono le possibilità delle "sofisticazioni tecnologiche". Inutili i riferimenti alle intercettazioni telefoniche politiche e sportive delle ultime settimane. A voler ben vedere, ogni tecnologia digitale –telefonini, DVD-R, TiVo, pc, navigatori satellitari- permette ormai un monitoraggio di ciò che fa il ricevente mentre le utilizza.

Piccoli occhi-telecamera che invadono i device e la banda larga –fissa e mobile - in grado di informare dell’operato di chi sta davanti al video nel giro di millisecondi. Software di elaborazione dati che restituiscono nel giro di qualche decina di minuti profili dettagliati dei navigatori/spettatori e possibili azioni commerciali per compiacerli.

La “spia” più che controllare i movimenti si limita -per ora- a provare a delineare “tratti mediatici”. Ma siamo solo all’inizio, alla simulazione commerciale … e quindi ben venga!

Stiamo attenti, comunque, perché il rifiuto delle tecnologie da parte dei consumatori è dietro l’angolo -e non solo per il possibile eccesso di messaggi promozionali- e questo vuol dire abortire il mercato del digitale ancor prima di sentirne il primo chiaro vagito! Peppersushi - Editor, Lele Dainesi