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TELEFONO ANTIPLAGIO, nel suo ruolo di comitato di volontariato in difesa delle vittime di ciarlatani e santoni e contro gli abusi nelle telecomunicazioni e nei confronti di minori, intende stigmatizzare svariati organi di informazione - in particolare Il Processo di Biscardi - che, a proposito del saluto romano messo in atto dal calciatore Paolo Di Canio all'indirizzo dei tifosi del Livorno, non hanno fatto altro che affermare che il giocatore della Lazio ha commesso un reato penale. Sarebbe opportuno sottolineare, invece, che la Corte di Cassazione, a suo tempo, ha sentenziato:
''Il saluto romano, di per se' solo insufficiente ad integrare gli estremi del reato previsto dall'art.5 Legge 20 giugno 1952, nr. 645, acquista rilevanza se fatta da persona armata di manganello in occasione di un comizio elettorale, per il pericolo di suscitare nel pubblico suggestioni ed incitamenti miranti alla riorganizzazione del disciolto partito fascista'' (Cassazione1, 18 gennaio 1972, 704).
Un'altra sentenza della Cassazione, del 23.6.1988, ha espresso analogo parere.
Paolo di Canio, quindi, non ha commesso alcun reato.
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