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Wed31Aug200509:00
L'uso di Internet nelle famiglie australiane
Analizzare le attitudini e i comportamenti connessi all'uso domestico di Internet, in particolare tra i bambini-utenti di età compresa tra gli 8 e i 13 anni e i loro genitori e capire le strategie da attuare nelle politiche di Internet safety. Questo ed altro si propone il rapporto "kidsonline@home - Internet use in Australian homes" curato da NetAlert Limited e dalla Australian Broadcasting Authority (ABA). I bambini accedono sempre più precocemente al Web. Più di un terzo dei bambini intervistati e di età compresa tra gli 8 e 9 anni ha iniziato a navigare tra i 5 e i 6 anni. Un dato significativo se confrontato con quello riferito ai bambini di età compresa tra i 12 e i 13 anni: la maggioranza di essi ha avuto i primi approcci con Internet tra i 9 e i 10 anni.

Internet è soprattutto usata, dalla grande maggioranza dei bambini (88%) per reperire informazioni utili a migliorare qualitativamente i compiti per casa. La rete è vista anche in chiave ludica, con l'80% dei bambini che frequenta siti che propongono giochi online. Quasi due terzi degli intervistati si connette per effettuare operazioni di posta elettronica e il 40% per usare servizi di messaggeria istantanea. Sorprendentemente bassa (26%) la percentuale relativa allo scaricamento di brani musicali e dell'uso delle chat (18%).

Praticamente tutti i genitori (99%) ritiene che Internet sia una risorsa importante per i propri figli. Una larga maggioranza (76%) è convinta che sia un indispensabile strumento di apprendimento e di supporto per la formazione culturale per i propri bambini.

Il coinvolgimento dei genitori nelle attività di navigazione dei propri figli è risultato essere una costante per la quasi totalità dei genitori (92%). Un dato, questo, che diminuisce all'aumentare dell'età dei giovani utenti Web. Un azione di monitoraggio sulle attività online dei bambini viene effettuata dal 67% degli adulti. Anche questo è un dato che decresce all'aumentare dell'età dei bambini.

L'uso di software di filtraggio dei contenuti è una pratica conosciuta per il 35% dei genitori. Di questi, il 29% li adopera con regolarità mentre il 6% occasionalmente. Nel 2001 la percentuale di genitori con figli di età sotto i 18 anni che ricorreva a software specifici per evitare contenuti inadatti era pari al 17%. Come si evince dai dati del rapporto, in quattro anni la consapevolezza da parte degli adulti di garantire ai propri figli un accesso più sicuro alla rete è notevolmente aumentata. Tutto ciò anche grazie alle campagne informative veicolate dai media e dalle istituzioni preposte del Paese. Essere informati sulle buone prassi da attuare per non avere sorprese di sorta durante le navigazioni nel Web è una questione che mette d'accordo sia genitori che figli. Riguardo alle istituzioni che dovrebbero diffondere strategie di Internet safety, i genitori australiani ritengono che tale compito spetti agli ISPs e alle agenzie governative.

La metodologia di ricerca si è basata su tre diversi fasi:

- la prima fase ha visto i ricercatori impegnati a raccogliere dati preesistenti circa i comportamenti online di bambini e adulti;

- la seconda fase ha riguardato interviste telefoniche a 502 bambini e ai loro genitori;

- la terza fase è stata caratterizzata da incontri nelle famiglie e l'avvio di gruppi di discussione tra genitori. MIT



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