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Mon09Feb200400:45
La regolamentazione di Internet: un'impresa impossibile
Al Summit mondiale sulla società dell'informazione  (WSIS - World Summit on the
Information Society) a Ginevra è stato dibattuto il complesso e controverso problema della regolamentazione di Internet, ma senza che si sia trovato un punto di accordo tra i partecipanti.

Imbrigliare in un sistema di regole il Web, che è sempre stato sinonimo di libertà, è una questione talmente delicata che i leader mondiali hanno deciso di rimandare ogni decisione al prossimo convegno sulla società dell'informazione che si terrà a Tunisi nel 2005, come riporta Vnunet. La mancanza di un accordo sulla cosiddetta Internet Governance, che si era già registrata nell'ambito delle riunioni preparatorie al Summit, ha spinto i partecipanti a rinviare la decisione sull'eventuale trasferimento a un organo dell'Onu del potere di controllo del Web, un provvedimento al quale si sono fermamente opposti gli Stati Uniti. “Per Washington e altri paesi sviluppati, è fondamentale che il controllo di Internet resti nell'ambito privato e non sia trasferito a un'agenzia dell'Onu, come invece hanno proposto Cina e Brasile”, spiega Vnunet. “I paesi firmatari hanno dichiarato che la gestione internazionale di Internet dovrebbe avvenire in modo multilaterale, trasparente e democratico, con la piena partecipazione degli Stati, del settore privato e della società civile e degli organismi internazionali”.

“Nessun singolo ente - università, impresa, governo, istituzione non-profit - gestisce Internet. Internet non appartiene a nessuno, non è finanziata da istituzioni, governi o organizzazioni internazionali e non è un servizio commerciale”, commenta Vnunet. “Questa realtà costituisce contemporaneamente sia la forza che la debolezza di Internet. La forza poiché tale rete planetaria non può essere soggetta a nessuna influenza esterna assumendo quindi un'indipendenza assoluta; la debolezza poiché la sua connotazione acentrica ed in un certo senso ‘anarchica' comporta tutti quegli inconvenienti derivanti dalla mancanza di un effettivo controllo dall'alto, con la nascita di nuove fattispecie criminose. Internet non è un'entità fisica o tangibile, ma piuttosto una gigantesca rete che interconnette un numero infinito di gruppi più ristretti di reti informatiche collegate fra di loro. Si tratta dunque di una rete di reti.

A Ginevra, quello del “governo di Internet”, e dell'eventuale definizione di quale sia il soggetto più appropriato per la gestione internazionale della Rete, è stato uno dei temi centrali sul tavolo delle discussioni, come ricordato anche dal ministro dell'Innovazione Stanca che ha guidato la delegazione italiana al WSIS. “Si contrappongono due visioni”, ha spiegato il ministro nell'audizione (online in formato pdf) al Parlamento sul summit di Ginevra: “la prima che vede il ruolo dei Governi limitato alle sole politiche pubbliche per la tutela degli interessi collettivi, lasciando al mercato l'orientamento delle risorse; l'altra che vorrebbe una regolamentazione più stringente e centralizzata da parte dei Governi. Anche in questo caso la posizione dell'Italia e dell'Unione Europea è chiara: è giusto che i Governi siano coinvolti per questioni che riguardano l'interesse pubblico, tuttavia non spetta ai Governi gestire e controllare Internet”. (Patrizia Licata)

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