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Il LRE@EGO-CreaNET fondato nel 1997 da alcuni ricercatori del Laboratorio di Ricerca Educativa della Università di Firenze ha perseguito l" idea delle necessita di accoppiare alla utilizzazione delle nuove tecnologie di comunicazione ...

... ad un profondo cambiamento delle basi cognitive al fine di creare una educazione "anticipativa" di rinnovate conoscenze in un sistema di trasformazione economico e sociale finalizzato allo sviluppo della Economia post-industriale della Conoscenza.


Dall" anno nuovo (2004) inizieremo a dar sviluppo ad una strategia di trasformazione di EGO-CreaNET in "Virtual International Agency" ("VIA") , finalizzata a creare un network progettuale tra quanti vogliano interagire per accelerare i processi di cambiamento dei fondamenti del paradigma cognitivo, che oggigiorno si rivelano necessari per determinare un sinergico mutamento dei criteri interpretativi della scienza, che purtroppo ancora perseguono logiche concepite del "meccanicismo" e piu' in generale delle strutture paradigmatiche del pensiero che sono state il riferimento della società industriale; cio' al fine di favorire la emergenza sul piano cognitivo della società della Economia della Conoscenza.


L"'idea di realizzare la "VIA" di internazionalizzazione di EGO-CreaNET è nata durante la realizzazione del Progetto Europeo "MENTAL-CHANGE" orientato a modificare le capacita di e.Govern in Europe sulla base di un più diretto e cosciente confronto in rete con i cittadini. Certamente il cambiamento concettuale ha necessità di avere esempi di riferimento che abbiano una base scientifica innovativa assai credibile in modo tale da permettere persuadendo l'insorgere di una ampia dimensione di riflessione e condivisione cognitiva, su come il contesto paradigmatico proprio di una di una determinata epoca, vada ad incidere direttamente sulla interpretazione scientifica e tecnologica e viceversa, come l" innovazione apportata dalla scienza e tecnologia contemporanea favorisca l" emergere di un nuovo contesto sociale di apprendimento e di sviluppo. Un recente esempio di Ricerca sulle sequenze dei Geni nel DNA che si propone ad una più ampia riflessione e costituito dalle recenti scoperte sulla struttura genetica e sua espressione proteica mediata da "Introni"


A tal proposito osserviamo come il riduzionismo di indole meccanica proprio delle modalità di pensiero in epoca industriale abbia fatto si che la attenzione alla genetica evolutiva degli esseri viventi fosse solo focalizzata sui "geni capaci di esprimersi nella produzione di proteine" e ben poco sulla complessità dell" intero codice genetico. Infatti il Paradigma di riferimento, per descrivere il funzionamento del DNA della cellula, è stato in tutta evidenza quello concepito analogicamente in termini di una fabbrica di proteine. Tale riferimento paradigmatico ha condotto direttamente ad limitare la capacita di pensiero creativo della Biologia Molecolare. Infatti solo di recente l"analisi dei dati ottenuti dal sequenziamento del genoma umano ha mostrato la presenza di una grande quantità di sequenze , che va ben oltre il 60% dell' intero DNA, che non sono funzionali alla produzione di Proteine e pertanto , essendo poste al di fuori di una logica direttamente produttiva , tali sequenze del DNA sono state considerate delle "inutili ridondanze,una specie di spazzatura", ereditata da epoche ancestrali , certamente non funzionali alla produzione delle sequenze di amminoacidi che costituiscono le proteine di cui sono fatti gli esseri viventi..


Queste sequenze ripetute sono state cosi considerate copie non funzionali di geni, note da tempo come "pseudo-geni", rispetto ai geni d"origine responsabili della espressione proteica; gli pseudo-geni , non essendo inquadrabili in una logica direttamente produttiva, si è ritenuto che contenessero difetti, quali la perdita del codone di inizio, la presenza di extra segnali di stop e l"assenza di regioni regolatorie fiancheggianti; pertanto essendo copie difettose, tali sezioni di DNA vennero chiamate INTRONI ( da INTRUSIONE) e considerate "sic et simpliciter" imperfezioni evolutive, datosi che tali tratti genetici sono in vero incapaci di produrre proteine funzionanti La scoperta della funzionalità degli Introni ( Intragenic regions) risale al 1997 a merito dei Prof.ri Phil Sharp and Rich Roberts già insigniti del premio Nobel per la Medicina nel 1993. Cio che è utile alla nostra riflessione sull" argomento sono alcune considerazioni che pongono il problema di come un paradigma di riferimento "meccanico" abbia condotto ad inibire la creatività nel quadro delle significazione della scienza . Infatti pur senza considerare le sequenze intercalanti degli Introni , il DNA è ridondante di molti altri segmenti aventi funzioni solo in parte note ( telomeri, trasposoni, ecc) che comunque non hanno funzionalità di produzione proteica. .


Mediamente solo il 2-5% del genoma è formato da geni produttivi di proteine mentre il 95-98% è composto da sequenze il cui ruolo è rimasto sconosciuto essenzialmente perchè non interpretabile nel quadro paradigmatico limitato a considerare unicamente le sequenze produttive e ben poco attento a considerare le capacita co-evolutive delle sezioni del DNA che costituiscono il programma di informazione sistema vivente. Ma il concetto di informazione non appartenendo ad una interpretazione "meccanica" , è stato considerato fuorviante e pertanto la genetica del secolo scorso ha principalmente focalizzato la porzione detta "c-DNA" capace di codificare proteine perseguendo un meccanismo di tipo della fabbricazione di oggetti e cosi si è posto una predominante attenzione alle sole porzioni del DNA che codificano proteine (Esoni) mentre le sequenze che non codificano (Introni) sono state considerate prive di ogni plausibile funzionalità evolutiva. Il dogma vincente è stato quello che considera le sequenze proteiche come unico fondamento della ereditarietà delle specie viventi dai batteri agli esseri umani. Il concetto basilare delle interazioni molecolari si è infatti fondato su un esempio assai limitativo della interattività molecolare che stato concepito in termini esclusivamente spaziali correlandolo ad una esemplificazione analogica delle relazioni tra "Chiave e Serratura", ciò come se il potenziale genetico di ogni specie fosse funzione lineare delle sole "sequenze" di vicinanza, incapace cioè di rispondere a condizioni spazio temporali ben definite in termini di "frequenze" di comunicazione.


Cosi si è ritenuto che la porzione di c-DNA effettivamente trascrivente realizzi la produzione proteica in quattro fasi interpretabili come un sistema meccanico: un enzima si aggancia al cromosoma e si accoppia con la sequenza di basi (ATGC) mediante un meccanismo di affinità chimica (non ben definito) in tal modo trascrive la sequenza di informazione che si trova sul gene attivo, questa unità di trascrizione detta RNA contiene anche gli Introni ma come ad un frutto si taglia la buccia per mangiarlo, così sempre meccanicamente gli Introni vengono tagliati via assieme ad altre parti non codificanti del trascritto iniziale e ciò che rimane viene ricongiunto in modo da costituire l" RNA Messaggero (m-RNA), che contiene il messaggio dove il "Macchinario" presente nella cellula (Ribosoma) provvede alla sintesi proteica.


Questa descrizione meccanica dell" informazione genetica è certamente limitata e spesso fuorviante . Si è calcolato infatti che il genoma umano contiene attorno a 27.000 geni codificanti che sono meno del 2% dell" intera sequenza del DNA umano, molti in meno di altre specie, per esempio le piante di riso ne hanno più geni codificanti degli esseri umani. E molto importante oggi notare che recentissimi studi comparativi delle sequenze di DNA mostrano come la quantità di DNA non codificanti, introni compresi, sembra essere direttamente proporzionale alla complessità della specie; ciò vuol dire che mentre i batteri hanno un numero di cosiddetti "Introni" assai limitato l" evoluzione delle specie viventi ha determinato un grande aumento delle sezioni non codificanti la produzione proteica ; ciò mette fortemente in dubbio i criteri meccanicisti di spiegazione utilizzati dalla genomica nell" interpretare la informazione genetica contenuta nel DNA ed il suo contributo alla evoluzione delle specie viventi. .


Di conseguenza dobbiamo constatare come la biologia come ogni altro sistema complesso sia ormai fuori controllo cognitivo, probabilmente proprio in quanto le informazioni genetiche così come quelle basate sul sistema di produzione delle macchine in una epoca di interattività globale della informazione storicamente non rispondono più a criteri interpretativi di indole meccanica.


In conclusione dovremo divenire coscienti del fatto che LE DINAMICHE DI RELAZIONE INTERATTIVA che appartengono sia all" interpretazione del nostro codice genetico, ma anche per estensione alle logiche di regolamento sociale e produttivo contemporanee , debbono essere ripensate in modo "Cosciente" , e pertanto proprio perseguendo una tale convinzione LRE/EGO-CreaNET iniziò individuare le possibilità di concepite il cambiamento dei fondamenti per favorire una educazione anticipativa di nuove conoscenze mediante una estesa riflessione sulle relazioni evolutive rivisitate in termini di relazioni tra Energia Materia ed Informazione. Dato che il significato etimologico di Coscienza proviene dal latino ( Con-Scire = Conoscere Assieme) ,l" idea odierna di realizzare EGO-CreaNET "VIA" emerge proprio dalla necessita di favorire la crescita della "consapevolezza" in un sistema di network basato su una logica co-evolutiva, che implichi un cambiamento mutuo della conoscenze nel quadro di un ampio sistema collaborativi trans-nazionale permesso dall" utilizzazione sinergica delle moderne tecnologie di Informazione e comunicazione (TIC).


Pertanto così come i geni codificatori possiedono delle sequenze intercalanti "Introni" che hanno una funzionalità catalitica che anticipa la conversione della trascrizione del codice genetico in RNA messaggero per attivare la produzione proteica, cosi EGO-Creanet "VIA" si propone di elaborare strategie programmatiche di una educazione "anticipativi" capace di favorire nei giovani le condizioni cognitive ed interpretative del loro futuro scientifico e sociale, favorendo lo sviluppo da sistemi co-evolutivi di apprendimento mutuo (Net-Learning) mediante sistemi di utilizzazione interattiva e pro-attiva della comunicazione TIC) .


In tal guisa il sistema di Ricerca ed Innovazione Educativa di EGO-CreaNET "VIA" sarà basato su una rete di collaborazioni tra Scienza, Formazione e Società presentando una stretta analogia con lo sviluppo multidisciplinare della genomica contemporanea, dove la complessità di un organismo vivente non è più ritenuta funzione esclusiva dei numero di geni produttivi, ciò proprio in quanto l"evoluzione ha privilegiato lo sviluppo delle relazioni di complesse reciprocità di comunicazione della informazione, generando ampia flessibilità di risposte adattative e creative nelle quali vige il "principio di fertilità evolutiva", per il quale una crescita di energia correlabile alle funzioni di informazione, trova corrispondenza con una diminuzione di disordine nelle relazioni tra materie ed energia. .


BIBLIO LINK :


Considerazioni sulla creazione della conoscenza http://www.edscuola.it/archivio/lre/considerazioni.html


Dalla Scuola dell' Essere a quella del Divenire. http://www.edscuola.it/archivio/lre/essere_divenire.html


EGO-CreaNET "VIA" : http://www.chim1.unifi.it/group/education/FoundationEGOvia.pdf


Progetto Eu Mental Change : http://www.edscuola.it/archivio/lre/mental/index.html


Discovery of Introns: http://www.mun.ca/biochem/courses/3107/Lectures/Topics/Introns.html


Introns : http://www.panspermia.org/introns.htm


CREATIVITY and SCIENCE : http://www.edscuola.it/archivio/lre/kno.html ; http://www.edscuola.it/archivio/lre/science.html


Dal Mondo degli atomi al mondo dei bit: http://www.edscuola.it/archivio/lre/atomi.html


La luce l" onda e la particella : http://www.edscuola.it/archivio/lre/luce.html


Caos Cosmos Cronos : http://www.edscuola.it/archivio/lre/caos.html


Dinamiche cognitive di trasformazione: http://www.edscuola.it/archivio/lre/dinamiche_cognitive.htm

prof. Paolo MANZELLI, Università di Firenze



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