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Il più famoso sito al mondo di file-sharing gratuito, costretto a chiudere i battenti nel 2001, è pronto per un ritorno in grande stile a Natale, riporta il notiziario online Smau.it.

“Rilanceremo Napster nel pieno rispetto delle leggi”, fanno sapere dalla Roxio, la software house proprietaria del marchio. La scelta della data per il nuovo debutto dell'ex paradiso dei fan degli Mp3 non è casuale, continua l'e-zine: “L'obiettivo è di sfruttare in pieno il periodo natalizio per riempir subito cassa.

La casa produttrice di software Roxio, dal novembre 2002 proprietaria di tutte le tecnologie sviluppate da Napster ‘ferme' ormai dal luglio 2001, ha infatti annunciato che offrirà agli utenti un catalogo online di file musicali, coperti dal diritto d'autore, scaricabili solo a pagamento. Il nuovo servizio si chiamerà Napster 2.0. Del suo predecessore, quindi, conserverà solo il nome. Niente più servizi considerati fuorilegge dalle major”. Il catalogo del rinato servizio online sarà ricchissimo: oltre 500 mila canzoni. Gli utenti potranno abbonarsi al servizio con una sottoscrizione mensile oppure pagare ogni singolo file scaricato.

Non tutti però hanno accettato di buon grado l'idea del grande ritorno, soprattutto gli artisti: alcuni di loro si sono rifiutati di concedere canzoni per riempire il catalogo di Napster. L'ombra del vecchio file-sharing gratuito è ancora spaventosa, a quanto pare, e molti utenti di Internet che scaricano musica dalla Rete continuano la loro battaglia contro l'industria discografica in nome di un Web libero. “Di fronte all'offensiva delle major, che hanno deciso di denunciare i singoli utenti, un'associazione indipendente, la Electronic frontier foundation (Eff), ha deciso, infatti, di dare un supporto al popolo del peer-to-peer”, riporta Il Nuovo.it. “Sul proprio sito Internet, l'Eff ha messo a disposizione un database con i nomi di chi è stato citato in giudizio dalla Riaa, l'associazione dei discografici statunitensi. L'obiettivo è aiutare le persone a proteggere meglio la loro privacy e fornire le informazioni per affrontare queste citazioni, come ha spiegato l'avvocato del gruppo Fred von Lohmann. Sul sito della Eff, sono pubblicati gli pseudonimi di chi scarica canzoni accanto a una lista di citazioni a comparire istituita presso la corte di Washington: nell'ultima settimana ne sono state emesse 900. Chi trova nel database il proprio nickname può prendere visione della citazione con tanto di copia elettronica, nome dell'internet service provider, una lista delle musiche scaricate e il suo indirizzo internet. La Eff sta inoltre offrendo consigli ai file-sharers per proteggersi da future denunce”. “Le persone accusate di pirateria potrebbero essere portate in giudizio e obbligate a pagare danni da 750 a 150.000 dollari, in base alle legge sul copyright americano”, ricorda ancora Il Nuovo.it. “Insieme all'americana Internet industry association, ha creato un sito, su cui si possono trovare dettagli legali o liste di avvocati pronti a difenderli”. (Patrizia Licata)

Bernabe.it



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