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Tue08Apr200318:39
Innovazione tecnologica e software libero
Pubblichiamo di seguito la mozione della Federazione Provinciale dei Verdi di Lecce, riguardo all'uso di software Open Source da parte delle Pubbliche Amministrazioni. 1. Economia locale ed informatica

Internet e le nuove tecnologie informatiche possono svolgere un ruolo determinante nella crescita e nella modernizzazione della società. La Provincia di Lecce si è contraddistinta in ambito nazionale per la creazione di piccole e medie imprese impegnate nel settore ICT, esprimendo forte sensibilità verso un comparto industriale decisamente innovativo e nei metodi di produzione e nelle modalità di commercializzazione, metodi e modalità che risultano essere spesso compatibili con l'ambiente, se non addirittura fonti alternative non inquinanti al pari di quelle naturali . I Verdi credono nella diffusione di modelli di produzione industriale collegati all'informatica ed alle nuove tecnologie, e si impegnano nel sostenere iniziative delle Amministrazioni locali finalizzate all'educazione ed all'incentivazione all'uso dello strumento informatico, e nel sostegno ad iniziative d'impresa nel settore ICT. Allo stesso modo i Verdi si impegnano in attività di sviluppo e sostegno della diffusione di energie alternative, quali quella eolica e fotovoltaica, oltre alla diffusione dell'idrogeno quale mezzo di combustione ecocompatibile ed alternativo al petrolio.

2. Pubblica Amministrazione ed informatica

Quanto all'informatica nella Pubblica Amministrazione, i Verdi intendono dare impulso alla realizzazione di piani di e-government ed in particolare alla realizzazione del protocollo informatico. Il Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie ha recentemente emanato una Direttiva sulla "Trasparenza dell'azione amministrativa e la gestione dei flussi documentali": dal 1° gennaio 2004, la gestione e l'archiviazione di tutti i documenti della Pubblica Amministrazione avverrà in via elettronica. Questo consentirà di trasformare le pratiche presentate agli uffici pubblici in documenti digitali, permettendo la trasmissione e la gestione interna della pratica per via telematica ed eliminando il trasferimento fisico del fascicolo cartaceo. Grazie al protocollo informatico sarà possibile migliorare l'efficienza interna degli uffici attraverso l'eliminazione dei registri cartacei e la razionalizzazione dei flussi documentali. In questo modo anche cittadini e imprese - collegandosi in rete ai siti della Pubblica Amministrazione - avranno la possibilità di verificare lo stato delle pratiche.

Sono a tutti note le difficoltà in cui versano, nei momenti di maggiore ingolfamento delle attività, i servizi anagrafici e demografici dei Comuni. Difficoltà che potrebbero essere superate ricorrendo ad un incremento dell’organico ma anche all’automazione di parte dei servizi. Postazioni elettroniche nei principali punti della città, interrogate dal cittadino-utente, possono offrire, in tempo reale, il documento o certificato di cui si ha bisogno.

La cultura digitale, l’efficienza propria delle nuove tecnologie informatiche dovrà permeare l’attività della Pubblica Amministrazione. Il sito Internet dell'Amministrazione Locale dovrà essere realmente interattivo, essere cioè quella che i tecnici chiamano una “rete civica”; non un sito vuoto e di propaganda, ma un luogo di incontro tra il cittadino e gli amministratori. Si potranno richiedere certificati, informazioni, consultare atti del Consiglio e della Giunta, inviare richieste a consiglieri ed amministratori via e-mail o lasciando messaggi in forum di discussione tematici, alimentati dal cittadino e dagli amministratori stessi. Il sito dell'Amministrazione dovrà poi consentire, all’utente che vi si registra, di ricevere periodicamente messaggi sms che lo informino sugli eventi culturali, politici della città e della provincia, sulle opportunità di lavoro offerte da pubblico e privato nella città e in provincia, ma anche provenienti da altre zone della Regione e del Paese.

Dovranno essere pianificati investimenti in tecnologie ed in idee imprenditoriali, privilegiando quelle che possano avere dei ritorni per la collettività (assistenza sociale e pedagogica, attività culturali e ricreative, manutenzione degli spazi verdi) e quelle orientate verso la New Economy (commercio elettronico, servizi informativi etc.).

3. Software libero ed open source

L’art. 97, co. 1, della Carta costituzionale prevede che “i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge in modo che siano assicurati il buon andamento e la imparzialità dell’amministrazione.
Il principio del buon andamento impone che l’amministrazione agisca nel modo più congruo, adeguato e conveniente possibile.
Articolazioni ed estrinsecazioni di tale principio sono considerati, poi, i criteri di economicità ed efficienza dell’azione amministrativa, ora espressamente indicati dall’art. 1 l. 8 agosto 1990, n. 241 quali principi cardine dell’attività delle p.a.

Il primo impone la realizzazione del massimo risultato in relazione ai mezzi a disposizione; il secondo di farlo con la migliore combinazione di mezzi possibili.

Una rigorosa applicazione dei suindicati principi al campo dell’informatizzazione della p.a., impone l’adozione di software libero all’interno dei pubblici uffici, giacché più economico e maggiormente efficiente.
Ulteriore ragione per caldeggiare l’utilizzo da parte delle p.a. di programmi dei quali si conosca il codice sorgente, consiste nella doverosa attuazione delle norme in materia di tutela della privacy.
Infatti, sempre più frequentemente le pubbliche amministrazioni gestiscono banche dati contenenti informazioni suscettibili di tutela ai sensi delle disposizioni normative che proteggono la riservatezza dell’individuo.
Utilizzare programmi ed applicazioni software delle quali non si conosce il codice sorgente, significa anche mettere a repentaglio la privacy di coloro che sono inseriti in tali banche dati; e questo perché la non conoscenza del sorgente non permette di escludere che l’applicazione utilizzata apra delle backdoors, ovvero esegua operazioni occulte che possano comunque rivelare a terzi dati ed informazioni inseriti nella macchina usata.

Le Pubbliche Amministrazioni dovranno dunque dotarsi di software e sistemi operativi “Open Source”, che consentono indubbi vantaggi in tema di costi - sono infatti gratuiti o quasi - che assicurano performance migliori e più stabili rispetto ai sistemi ed ai software “proprietari” delle multinazionali dell’informatica come Microsoft, che obbliga le Amministrazioni a sborsare svariate decine di milioni all’anno in licenze d’uso.
L’adozione di sistemi e programmi propri dell’”informatica alternativa”, che tanto successo riscuote tra i giovani in Italia ed all’estero, consente all’Amministrazione di agire nel rispetto dei principi di contenimento dei costi, buona amministrazione ed efficienza sanciti dalla legge. In Paesi evoluti come Francia, Germania, Svezia, molte Pubbliche Amministrazioni hanno deciso di abbandonare i sistemi operativi ed i software proprietari a vantaggio della filosofia “Open Source”. I Verdi della Federazione Provinciale di Lecce si impegnano pertanto a promuovere l'adozione del software libero ed open source nelle amministrazioni locali, sostenendo il Ddl in materia presentato al Senato dal Senatore dei Verdi Fiorello Cortiana.by Manuel Buccarella
della Federazione Proviciale di Lecce dei Verdi



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