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Sat15Feb200309:00
Quando si viene alla diffusione di internet nelle famiglie italiane peggio di noi fanno solo Spagna, Grecia e Portogallo. Le cifre del rapporto della UE e un'opinione dei provider della AIIP.

Non c'è davvero di che essere orgogliosi per gli sforzi fatti dall'Italia nella diffusione delle tecnologie di rete presso le famiglie del nostro paese. Stando al rapporto finale del piano d'azione eEurope, con cui la Commissione tira le prime somme delle iniziative collettive per un'Europa digitale varate ormai diversi anni fa a Lisbona, l'Italia è davvero indietro.

Secondo i dati europei solo il 35 per cento delle famiglie italiane dispone tra le pareti domestiche di una connessione ad internet, un valore che scompare a fronte della pervasività della rete in paesi come l'Olanda, dove raggiunge il 68 per cento, la Danimarca o la Svezia (rispettivamente al 67 e al 66 per cento). Peggio dell'Italia in questo indice, che molto racconta delle politiche internettiane dei diversi paesi, fanno solo Spagna, Grecia e Portogallo.

Su questi numeri deludenti si è innescata la proposta di Ermanno Delia di AIIP secondo cui "anziché inseguire altri Paesi sul tema delle connessioni Internet" l'Italia dovrebbe anticiparli "con la diffusione dei servizi a larga banda da cui dipende, in parte, lo sviluppo dei dead capital di un Paese moderno. La partita della digitalizzazione si gioca sul campo dei nuovi servizi che la larga banda mette a disposizione di cittadini ed imprese: telemedicina, telelavoro, teleformazione, virtualizzione delle reti di imprese, network delle competenze".

Delia pone quindi l'accento anche sul fatto che l'Autorità TLC dovrebbe decidere rapidamente sull'offerta wholesale ADSL, soluzione attesa dai 600 provider italiani per essere messi "in condizione di poter supportare efficacemente lo sviluppo economico e sociale del Paese: ciascuno faccia la sua parte senza indurre ulteriori ritardi".

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