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Thu25Mar201017:27
Ultimo atto di Google in Cina
Google è fuori dalla Cina e non ve n'è traccia né sulla terraferma né su Hong Kong.

Il governo cinese, riferendosi alla scelta di Google di ritirarsi dalla Repubblica Popolare, si è espressa con toni molto forti giudicando l'atteggiamento della compagnia americana “totalmente sbagliato”. Pare però, secondo il governo cinese, che quest'azione non avrà ripercussioni sugli investimenti stranieri in Cina e che, dopotutto, la sortita di Google non abbia una gran rilevanza per il pubblico di internet, il quale preferisce utilizzare il motore di ricerca cinese Baidu. Le stime governative infatti riportano delle cifre sensibilmente tendenti a favore di Baidu – il 60% dei cinesi lo usa abitualmente contro il 30% di utenti di Google -.

Il vicedirettore della School of International Studies presso la Renmin University of China, Jin Canrong, afferma che il ritiro dalla scena cinese di Google non è altro che una tattica commerciale, messa a punto per sospendere il non redditizio business in Cina per un più redditizio ritorno di immagine.

Come ultimo tentativo per sfuggire alle maglie della censura, Google ha cercato di deviare le utenze del continente sul sito di Hong Kong, non soggetto alle stesse leggi sulla censura, provocando la reazione del governo che ha provveduto a disabilitare la connessione con Google Hong Kong.

Alla domanda se questa incresciosa vicenda possa intaccare i rapporti tra Usa e Repubblica Popolare cinese il portavoce del Ministro degli Esteri, Qin Gang, risponde che la situazione non avrà nessuna ripercussione “a patto che la vicenda non venga politicizzata”. La Casa Bianca, tuttavia, si dice “delusa” dal fatto che una compagnia americana debba essere costretta a un simile passo.



Antonio Liaci

 


(fonte Xinhua, Renmin Ribao)




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