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Fri17Oct200311:00
Stima della perdita attesa
La perdita attesa è il danno economico che la banca si aspetta mediamente di subire a fronte di un credito oppure di un portafoglio di crediti. Nel capitolo precedente abbiamo già visto l’espressione causale che caratterizza questa componente del rischio di credito:

EL = EAD * LGD ** EDF = EAD * (1- RR) * EDF

con

EL = expected loss,

EAD = expected exposure at default,

LGD = loss given default,

RR = recovery rate,

EDF = expected default frequency.

Il nostro interesse sarà indirizzato con maggiore intensità sulla EDF, cioè sulla probabilità di default, quantità chiave della presenza di rischio.Prima soffermiamoci sulle altre due componenti presenti nella perdita attesa.

EAD (esposizione al momento del default)

Le esposizioni bancarie sono operazioni che scaturiscono da un accordo tra la banca e il cliente, che beneficerà del credito messo a disposizione. Nella fattispecie, possiamo trovarci di fronte ad esposizioni a valore certo oppure a valore incerto, in funzione delle condizioni contrattuali stabilite all’inizio del rapporto con la controparte.

Sebbene l’importo del fido sia sempre determinato, poiché la banca, per ovvie ragioni, non può lasciare discrezionalità al cliente, tale importo massimo può però essere utilizzato in differenti forme e modalità: prestazione monetaria (finanziamento per cassa) oppure non monetaria, impiego in una sola volta oppure con soluzione graduale e ripetuta nel tempo. I finanziamenti non monetari sono rappresentati principalmente dai crediti di firma, cioè esposizioni fuori bilancio che non danno luogo ad alcun esborso finanziario anche se, a fronte di determinati eventi previsti dal contratto sottostante (ad esempio in caso di inadempimento di una specifica obbligazione da parte dell’affidato), la banca dovrà farsene garante ed eventualmente coprire economicamente.

Per la stima del rischio di credito, è importante distinguere tra differenti situazioni che si possono presentare:

  • presenza di un credito di firma;
  • concessione al cliente del prestito in forma diretta (ad esempio, attraverso lo sconto o l’anticipazione);
  • utilizzo immediato del prestito per il suo importo massimo;
  • utilizzo parziale del credito concesso (usuale è il caso dell’apertura di credito in c/c).

Le prime tre categorie sopra riportate possono essere classificate come esposizioni a valore certo, mentre l’ultima può essere considerata come una esposizione a valore incerto.

Mariano Rossi - (This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.)
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