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Wed15Oct200311:00
Perdita attesa, Perdita inattesa e diversificazione
Una prima componente di rischio è individuata nella perdita attesa (expected loss, EL), ossia il valor medio della distribuzione della perdita che un’istituzione creditizia si attende di subire su un portafoglio di prestiti. E’ evidente che, in quanto attesa, tale componente non individua l’effettivo livello di rischio; infatti se la previsione risulta corretta ex-post, ciò non dovrebbe comportare ripercussioni economiche in quanto la banca correttamente dovrebbe caricare la perdita attesa stimata ex-ante sul pricing.
La perdita attesa può essere determinata moltiplicando i tre seguenti elementi:

Ø probabilità attesa di insolvenza (detta expected default frequency, EDF),
Ø tasso di perdita in caso di insolvenza (loss given default, LGD, indicato anche come complemento a 1 del tasso di recupero, recovery rate, RR, nei confronti del creditore insolvente),
Ø esposizione attesa al momento dell’insolvenza (expected exposure at default, EAD).

Formalizzando: EL = EAD * LGD * EDF = EAD * ( 1 – RR ) * EDF.
Tutte le componenti costituenti la perdita attesa sono componenti attese di variabili casuali che trovano specifiche determinanti di formazione; ad esempio, la probabilità di insolvenza è condizionata dal merito creditizio e anche da fattori endogeni al contesto del prenditore (come può essere l’evoluzione del settore produttivo e della congiuntura economica).
Il tasso di recupero si lega alla natura del finanziamento e alle garanzie a supporto. Laddove la forma tecnica conceda discrezionalità al prenditore rispetto alle modalità e ai tempi di finanziamento, stabilendone solo l’importo massimo (è il caso delle aperture di credito in c/c), in questo caso, il verificarsi del default può trovare impreparata la banca che non può prevedere a priori il comportamento del cliente.

Minore attenzione è stata tradizionalmente rivolta alla vera componente di rischio, la seconda della nostra classificazione, cioè alla variabilità della perdita attorno al suo valore atteso (perdita inattesa o unexpected loss), che si riferisce alla possibilità che l’evento negativo sia superiore a quanto inizialmente stimato.

La terza componente infine è rappresentata dall’effetto diversificazione, generato dalla presenza di correlazione imperfetta tra le evoluzioni degli impieghi inseriti in portafoglio. Questo fenomeno fa sì che le posizioni oppure gruppi di esse siano in grado di svolgere un parziale ruolo “assicurativo” nei confronti di altre, reagendo in maniera opposta di fronte agli stessi stati del mondo.

La distinzione tra perdita attesa e perdita inattesa risulta rilevante dal punto di vista della diversificazione del portafoglio impieghi; infatti, se da una parte il livello di perdita attesa risulta pari alla media ponderata delle expected loss dei singoli impieghi (indipendentemente dalla loro natura), dall’altra la variabilità della perdita complessiva risulta tanto minore quanto minore è il grado di correlazione tra i singoli asset. Da ciò ne consegue che la prima componente – la perdita attesa – non può essere eliminata diversificando il portafoglio in termini di settori produttivi, aree geografiche o classi dimensionali di impiego. Essa può unicamente essere stabilizzata mediante l’ampliamento del portafoglio ossia il conseguimento di un numero di impieghi della medesima natura, tali da garantire, in base alla legge dei grandi numeri, che il livello di perdita media risponda alle condizioni di budget formulate.

Viceversa, la seconda componente – variabilità di tale perdita – può essere significativamente ridotta per effetto di una opportuna politica di portafoglio.

La distinzione tra unexpected e expected loss risulta particolarmente importante anche da un punto di vista contabile. Se da un lato la quota di perdita che ci si attende da un portafoglio di impieghi dovrebbe dare luogo a una corrispondente rettifica del valore dell’attivo passando attraverso il conto economico della banca, dall’altro la quota di perdita inattesa dovrebbe trovare adeguata copertura nel patrimonio. Così come gli azionisti beneficiano di eventuali risultati superiori alle aspettative derivanti da perdite inferiori a quelle attese, analogamente gli stessi devono supportare le perdite superiori alle aspettative.

Mariano Rossi - (This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.)
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