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Mon11Aug200311:00
4.2.1. E-Banking: verso l'integrazione globale del mondo finanze delle imprese
Oggi Internet ha profondamente modificato il rapporto banca-azienda, i ruoli, le strategie di vendita, di produzione e di approvvigionamento, le strutture organizzative e i servizi offerti. Secondo una recente indagine ABI il 33% delle imprese afferma che la scelta dei servizi finanziari viene effettuata sulla base dell’efficienza dell’offerta (sono infatti pressanti le richieste di servizi bancari più veloci e personalizzati) e sono quindi disposte a cambiare banca per ottenere prodotti e servizi che meglio rispondano alle proprie esigenze. Il trend degli ultimi anni è stato, sia per le imprese che per le banche, quello di dotarsi sempre di più di strumenti telematici evoluti, allo scopo di ampliare e di migliorare al massimo le proprie aree di affari.

Attualmente, il rapporto tra banche e imprese, è ancora in fase di evoluzione e di perfezionamento: le banche entrano nei nuovi mercati e offrono servizi bancari e non, e le imprese, da un lato, cercano di ridurre la loro dipendenza finanziaria dagli istituti creditizi, e dall’altro, ne ricercano la collaborazione come partner tecnologico per la razionalizzazione dei loro processi di business e come partners imprenditoriali e finanziari per sviluppare nuove aree di affari. Quindi, da controparti delle imprese, gli istituti creditizi devono accreditarsi come partners delle società; diventano necessari servizi possibili solo in rete: l'e-cash management (gestione dei flussi di liquidità delle imprese), il bill presentment (incasso e gestione fatture per conto delle imprese), la consulenza sul financing. Gli obiettivi dell’arricchimento del sistema bancario con nuovi servizi da offrire alle imprese hanno i seguenti obiettivi:
-- acquisire nuovi business in termini di transazioni economiche intercettate;
-- rafforzare l’immagine istituzionale senza perdita di quote nel mercato tradizionale con possibilità di acquisirne nel nuovo;
-- migliorare la fidelizzazione dei propri clienti;
-- stimolare la domanda da parte dei clienti verso nuovi servizi attraverso la disponibilità delle informazioni.

Si realizzano “market place” che le banche mettono a disposizione delle imprese per le trattative e le compravendite; questo tipo di operatività rappresenta un grande traguardo per le banche italiane: diventare un virtual universal provider. L'attuale Corporate banking interbancario rientra in questo progetto di trasformazione perché consente una circolarità telematica senza vincoli tecnici in base al quale gli istituti bancari, su disposizione del cliente, possono elevare ordini d'incasso/pagamento, ottenere rendiconti, gestire dossier titoli.

Tuttavia il Cbi rientra ancora in una logica della old economy visto che l'impresa si trova a dialogare solo con la banca. Per passare nella logica della new economy occorre offrire un servizio che permetta alle imprese di dialogare direttamente fra loro attraverso infrastrutture di servizi messe a disposizione dalle banche. Ciò significa che se in rete si comprerà una fornitura di pneumatici, se ne riceverà la relativa fattura e se ne potrà disporre il pagamento tramite bonifico. Un ulteriore passo avanti sarà l'operatività della firma digitale. Ciò significa che le infrastrutture telematiche potranno dialogare anche con Internet utilizzando gli stessi protocolli (Wap e Umts) .

L'Information and Communication Technology permette a tutti coloro che partecipano al ciclo economico di lavorare sulla stessa piattaforma virtuale condividendo le stesse informazioni, integrando le loro procedure e i loro sistemi con il preciso obiettivo di arrivare allo “STP end-to-end” , ossia all'integrazione globale del mondo finanziario, all’eliminazione della carta e dei lavori manuali di più basso livello.

I maggiori benefici sono:
1- aggiornarsi sugli scenari e le tendenze evolutive nell’area del cash management, della tesoreria, dell’electronic banking, dei pagamenti e dell’e-commerce a livello europeo e mondiale;
2- confrontarsi con alcune delle realizzazioni più significative di progetti di payment factory europea, di gestione elettronica delle fatture e le novità sulle piattaforme amministrative e finanziarie;
3- capire come si sono evoluti gli standards nella messaggistica finanziaria;
4- conoscere quali sono le novità nell'offerta dei servizi on-line dalle banche;
5- comprendere come centralizzare gli incassi e i pagamenti nazionali e crossborder a livello di gruppo .

Tuttavia, notiamo che tante pagine e molti servizi bancari offerti tramite il world wide web sono dedicati soprattutto al trading on-line e ai correntisti privati, mentre del rapporto banca-impresa un silenzio quasi assoluto. Un vero peccato, vista la cronica sotto capitalizzazione delle imprese italiane; se un imprenditore racconta a qualcun altro della sua azienda, prima o poi il discorso finisce con il parlare della sua banca (o delle sue banche, visto che in Italia spesso le aziende operano con più di un istituto di credito).

Quella tra banche e imprese è una relazione complessa, a volte controversa, ma sicuramente centrale e di vitale importanza per l’economia, soprattutto nel sistema italiano, che vede le aziende di piccole e medie dimensioni come perno dell’economia, una frequente sotto capitalizzazione e che affida alle banche ordinarie anche il ruolo di investment bank. Della complessità di questo rapporto su Internet c'è poca traccia, a volte anche un silenzio assoluto. E' forse un rapporto troppo intimo per parlarne sul world wide web? Questo spunto di critica è stato tratto da Giallo, il business nel web.

tratto dalla tesi di laurea di Alma Laratro, dal titolo
LA COMUNICAZIONE ESTERNA NEL WEB BANKING
2003 - Università di Roma Tre

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tesi di laurea della dott.ssa Alma Laratro