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Mon30Jun200311:00
1.7. I riflessi delle nuove tecnologie sul sistema economico
Gli effetti prodotti dalle nuove tecnologie sul sistema economico sono molto discussi; le questioni maggiormente dibattute riguardano la produttività, la dinamica dei prezzi, le relazioni verticali fra le imprese e il nuovo ruolo degli intermediari.

Per quanto riguarda la produttività, una delle tesi sostenute ritiene che la maggiore efficienza delle industrie che producono le nuove tecnologie determini un incremento nella produttività totale dei fattori (total factor productivity, TFP). Tuttavia, l'argomento è oggetto di discussione, soprattutto negli Stati Uniti, dove si sta avallando l'ipotesi che i maggiori guadagni di produttività dei settori utilizzatori delle nuove tecnologie siano semplicemente il riflesso dei maggiori investimenti effettuati, piuttosto che di un aumento della TFP nell'intera economia.

Anche gli effetti indotti sulla dinamica dei prezzi non sono ancora ben chiari. Si diffonde l'idea che le nuove tecnologie e, soprattutto, la diffusione del commercio elettronico determinino una possibile riduzione dell'inflazione. Le motivazioni addotte riguardano principalmente la diminuzione dei costi di ricerca, la riduzione delle barriere all'entrata in molti settori e il conseguente aumento della concorrenza, i minori costi di gestione delle scorte e dei magazzini, il miglioramento qualitativo e la continua discesa dei prezzi dei prodotti dell'ICT. Tuttavia, le evidenze empiriche a sostegno di questa tesi sono piuttosto deboli, soprattutto in Europa, dove il fenomeno è ancora nuovo.

Un'altra importante conseguenza della diffusione dell'ICT consiste nella variazione delle relazioni verticali fra le imprese. L'effetto principale riguarda “l'estensione dei vantaggi derivanti da una maggiore integrazione dei sistemi informativi delle aziende operanti nella filiera produttiva a categorie di imprese che in passato non avevano trovato conveniente accedere alle reti EDI (Electronic Data Interchange) - VAN (Value Added Network) per gli ingenti investimenti richiesti” .

In altre parole, Internet consente di avere a disposizione efficienti canali trasmissivi a costi contenuti, permettendo, anche alle aziende minori e meno capitalizzate, di avere sistemi informativi altamente integrati con le imprese a monte e a valle della catena produttiva. Ciò, a sua volta, determina cambiamenti radicali nelle strategie produttive e distributive: aumenta la flessibilità nei rapporti fra le imprese (l'utilizzo di contratti a breve termine sostituisce le tradizionali relazioni di lungo periodo) e si riducono al minimo le scorte di prodotti intermedi e i tempi di consegna del prodotto finito, grazie alla trasmissione in tempo reale degli ordini. Secondo stime accreditate (OECD) , negli USA, le imprese che praticano il commercio elettronico Business to Business beneficiano di una riduzione dei costi totali compresa tra il 13 e il 22.5 per cento, a seconda dei settori.

La diffusione dell'ICT determina anche lo sviluppo di nuove tipologie di intermediazione. Se da un lato Internet favorisce il contatto diretto tra acquirente e venditore, dall'altro, l'enorme mole di dati che circolano in rete rispetto alle capacità individuali di ricerca e selezione aprono ampi spazi operativi per i soggetti specializzati nell'organizzazione delle informazioni. Desario suggerisce che questa “nuova” intermediazione si sviluppa essenzialmente nei seguenti aspetti:

1- aggregazione della domanda e/o dell' offerta: l'obiettivo è quello di convogliare domanda e offerta verso una direzione univoca, al fine di limitare i costi per la ricerca delle informazioni, soprattutto per i beni altamente differenziati e/o venduti su mercati molto frammentati;

2- abbinamento tra domanda e offerta: l'intermediario dovrebbe favorire, da un lato, la ricerca delle migliori condizioni di prezzo, qualità e tempestività nella consegna da parte dell'acquirente e, dall'altro, la selezione del cliente più affidabile, sotto il profilo della solvibilità, da parte del venditore;

3- funzione di garanzia: la presenza di un intermediario stabile limita i rischi di comportamenti scorretti da parte dei contraenti, tipici delle relazioni di breve periodo.

Concludendo, si può quindi osservare come il quadro delineato evidenzi numerose possibilità di utilizzare le nuove tecnologie in chiave strategica, in vari settori dell'economia; in particolare, per quanto concerne l'industria bancaria, le nuove tecnologie inducono importanti cambiamenti sia nelle strategie che nei rischi d'impresa. Nel paragrafo successivo presento i principali risultati di uno studio condotto dalla BCE sul sistema bancario europeo.



tratto dalla tesi di laurea di Alma Laratro, dal titolo
LA COMUNICAZINE ESTERNA NEL WEB BANKING
2003 - Università di Roma Tre

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