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Wed11Jun200313:00
4.2 Una soluzione ai crescenti costi: l’outsourcing
Il contenimento della spesa informatica, da parte delle aziende di credito, non è facilmente attuabile.

La consapevolezza che il sistema informativo è una struttura portante del sistema banca, impone una attenta valutazione delle possibilità che consentono una sostanziale riduzione dei costi sostenuti dalle aziende di credito. La scelta attuata da numerose aziende di credito è l’esternalizzazione della gestione del sistema informativo, tale scelta si concretizza nell’outsourcing. Con il contratto di outsourcing, l’azienda bancaria conferisce all’outsourcer il mandato a gestire il proprio sistema informativo. Gli obblighi ed i diritti delle parti si concretizzano nella redazione del contratto ad-hoc stipulato.

Il contratto di outsourcing viene articolato secondo le esigenze della banca e le richieste dell’outsourcer . In alcuni casi si parlerà di facility management, mentre nei restanti di outsourcing vero e proprio .

La gestione del sistema informativo richiede generalmente l’utilizzo di un elaboratore centrale dotato di una elevata capacità di calcolo (mips ) e di una adeguata serie di unità disco da riservare alle procedure ed agli archivi da utilizzare. Per le aziende di maggiori dimensioni ha un senso acquistare un elaboratore particolarmente potente, dotare gli immobili dei sistemi di protezione necessari per fronteggiare calamità naturali o eventi delittuosi, predisporre piani di disaster-recovery ecc.. Queste spese vengono ripartite su un numero elevato di strutture operative (uffici, filiali ecc.). Per le aziende di piccole dimensioni il costo fisso rappresentato dalla predisposizione di un elaboratore centrale, pur nella sua configurazione minima, è comunque molto elevato.

In passato tali problemi non si ponevano e quasi tutte le banche avevano il proprio centro di elaborazione. Le problematiche appena citate divenivano trascurabili grazie alla stabilità del sistema bancario, all’elevata differenza dei tassi praticati sugli impieghi e quelli sulla raccolta ed all’esigenza di privacy sugli archivi aziendali. Con l’evoluzione del mercato dell’informatico tecnhology e con il diffondersi dell’esternalizzazione in settori industriali si sono creati i presupposti per far valutare anche al settore bancario la necessità di razionalizzare i costi esternalizzando quelle attività non rientranti direttamente nel “core-business”.

L’evoluzione verso forme di esternalizzazione è avvenuta gradualmente. In un primo momento, le banche di piccole dimensioni, generalmente unite dalla stessa natura giuridica, hanno creato delle società preposte alla gestione dei singoli sistemi informativi. Così sono state create società informatiche preposte alla gestione dei S.I. delle sole Casse Rurali oppure delle Casse di Risparmio. Successivamente, si è diffusa la cultura dell’outsourcing e sono sorte delle società ad hoc costituite. All’inizio si cercava di sopprimere i costi legati alla gestione dell’elaboratore centrale utilizzando su di un elaboratore esterno le procedure di proprietà dell’azienda di credito. In questo modo si cercava di concentrare la propria attenzione sul core-business.

Oggi l’outsourcing si è consolidato ed in alcuni casi sono le stesse banche che tendono a costituire aziende ex novo distaccando il personale specialistico. Questa politica permette di ottenere notevoli riduzioni del costo del lavoro in quanto le aziende informatiche a livello di contratto di lavoro sono inquadrate nel settore metalmeccanico che presenta un contratto di lavoro meno oneroso del contratto dei lavoratori bancari.

L’outsourcing dei S.I. ha rivoluzionato totalmente il modo di considerare l’azienda bancaria. Infatti sono stati prodotti cambiamenti significativi che hanno richiesto l’abbandono degli schemi consolidati e non più adeguati alla realtà . L’azienda bancaria grazie all’outsourcing riesce a ridurre in modo consistente gli investimenti in hardware ed in software, riuscendo a trasformare dei costi fissi in costi variabili all’utilizzo.

Le attenzioni delle aziende di credito devono essere indirizzate alla razionalizzazione delle modifiche organizzative dettate dal ricorso all’outsourcing. In alcuni casi, infatti, la scelta dell’esternalizzazione viene vanificata dal mantenimento nell’ambito aziendale di funzioni che non avrebbero motivo di esistere, complicando addirittura gli iter operativi. La valutazione dell’inevitabilità del ricorso all’outsourcing deve permettere di distogliere tutte le risorse precedentemente utilizzate per la gestione dei sistemi informativi, creando esclusivamente degli uffici preposti alla supervisione e valutazione delle prestazioni dell’outsourcer .

Un altro fattore da tenere in considerazione prima di procedere all’individuazione dell’outsourcer è quello di valutarne le potenzialità ed allo stesso tempo di schematizzare in modo ottimale il contratto tra le parti.
Occorre procedere ad una scrupolosa valutazione della struttura e dei servizi offerti dall’outsourcer. Sostanzialmente, si deve verificare che sia dotato della idonea tecnologia, che possa usufruire delle prestazioni lavorative di personale altamente qualificato, che abbia adeguati piani di disaster recovery, che riesca a mantenere la segretezza dei propri archivi anche operando con altre aziende di credito. La valutazione delle caratteristiche del contraente da preferire è abbastanza delicata e richiede, generalmente, l’acquisizione di referenze da parte di tutti gli istituti già serviti dall’outsourcer. Per sottolineare l’impegno economico sostenuto dalle aziende di credito per il ricorso all’outsourcing è opportuno fare riferimento all’accordo decennale stipulato nel 1997 dal Banco Ambrosiano Veneto con la Debis systemhaus, società tedesca del gruppo Daimler-Benz, per un valore di oltre 1,2 miliardi di DM .
In Italia le società più qualificate per la fornitura di servizi di outsourcing sono: Debis, Banksiel, Cedacrinord, CSE, EDS, Euros Consulting, GSI, IBM, SEC/Andersen Consulting, ecc. .

tratto dalla tesi di laurea di Lucio Torre, dal titolo
"Aspetti e problemi dei sistemi informativi nelle aziende di credito"
Università degli studi di Salerno


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