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Mon09Jun200313:00
4. Evoluzione dei sistemi informativi: riflessi economici e soluzioni innovative
Nei capitoli precedenti sono state esaminate le caratteristiche dei sistemi informativi delle aziende di credito, in particolare sono stati considerati i vantaggi relativi all’utilizzo delle soluzioni più sofisticate.

4.1 L’analisi dei costi di un sistema informativo

La conoscenza di costi e di benefici permette di realizzare l’analisi dei costi/benefici. La stessa analisi, limitata ai sistemi informativi, non permette di raggiungere un risultato matematico univoco . Infatti la quantificazione dei benefici è possibile solo in parte. Ai benefici tangibili, infatti, quali la riduzione del personale, sono associati numerosi benefici intangibili difficilmente quantificabili, ma certamente avvertiti dal sistema azienda nell’esercizio delle attività tipiche. Pertanto, considerate le difficoltà sopraindicate, in questa sede non verrà effettuata una analisi costi/benefici, bensì verranno esaminati i costi relativi ai S.I. e l’andamento, in termini di incremento e/o riduzione, degli stessi.

L’analisi dei costi è notevolmente più semplificata rispetto ai benefici. Essi possono essere riassunti, infatti, in costi per la pianificazione, per la realizzazione e per la gestione del sistema informativo . Nel caso delle aziende di credito, comunque, in considerazione della duplice veste operativa e direzionale del S.I. (v. par. 2.1), risulta difficoltoso riassumere tutti i costi legati al S.I., mentre è molto agevole individuare quelli strettamente legati agli investimenti tecnologici ed alle spese correnti .

Gli investimenti sono costituiti dall’acquisizione di hardware e software. Una banca, dotata di un centro di elaborazione dati interno, deve impiegare notevoli somme per l’acquisizione dell’hardware che si sostanzia in mainframe (elaboratore centrale), unità disco e nastro, robot per la gestione della nastroteca, stampanti laser o ad impatto, modem, apparati di crittografia, ecc. . Pur se la durata di tali strumenti risulta diminuita rispetto agli anni scorsi, questi vengono comunque sottoposti al procedimento di ammortamento, magari per periodi più brevi. A completamento dell’hardware centrale si deve considerare l’hardware periferico composto da una serie di personal computer - generalmente collegati in rete e che interfacciano con l’elaboratore centrale - da stampanti locali, lettori della code-line magnetica degli assegni e degli effetti, modem, ATM ecc. . Anche l’hardware periferico viene ammortizzato per più esercizi anche se il processo di obsolescenza è più rapido rispetto all’hardware centrale. Infatti, alcuni istituti sono portati a considerare come intero costo di esercizio l’intero costo di un personal-computer con relativo software di sistema .

Il software può essere acquistato all’esterno da software house presenti sul mercato. Anche il costo per l’acquisizione del software, sia esso di sistema o gestionale, è rilevante e, pertanto, in considerazione dell’utilità usufruibile per esercizi successivi, viene anch’esso ammortizzato.

Tra le spese correnti di un S.I. vengono individuate i canoni per il noleggio di hardware (in sostituzione dell’acquisizione), i canoni per il leasing di hardware (in sostituzione dell’acquisizione), i canoni per le licenze di software, i canoni per il noleggio delle linee di trasmissioni dati, i canoni per la manutenzione dell’hardware, i canoni per la manutenzione del software, gli oneri per l’assistenza EDP, gli oneri per la formazione e l’addestramento ed i costi di struttura e materiali.

Considerata la complessità del volume dei costi da sostenere per gestire un S.I., la rilevazione dei costi dei S.I. bancari non è facilitata dall’attuale fermento nel mondo bancario. Considerata tale situazione, l’A.B.I. ha esaminato i costi dei S.I. nell’ambito della annuale rilevazione dello stato dell’automazione del sistema creditizio. L’esame dei costi dei S.I. bancari è stato uno degli obiettivi dell’A.B.I. nell’ambito della annuale Rilevazione dello stato dell’automazione del sistema creditizio. L’indagine veniva condotta nell’ambito di un campione di banche suddivise per classe dimensionale (v. appendice – elenco aziende di credito). Le classi dimensionali erano : maggiori (8), grandi (14), medie (22), piccole A (22), piccole B (42), minori A (44), minori B ( 107), istituti m/l termine A (12), istituti m/l termine B (22), filiali di banche estere (52). Questa impostazione della rilevazione permetteva a ciascuna azienda di prendere visione dell’andamento complessivo dell’intero campione ma anche dello specifico campione di riferimento.

Con la spinta alla fusione e all’incorporazione tra istituti si è venuta a stravolgere la composizione delle classi eliminando la possibilità di effettuare qualsiasi comparazione tra serie storiche. L’ultima rilevazione disponibile per l’analisi citata risale al 1995, che è stata distribuita dal gennaio 1997, in quanto la stessa ABI ha riferito che la rilevazione generale sullo stato dell’automazione dei sistema creditizio non viene più effettuata. I dati del 1995 ci saranno comunque utili per comprendere la tendenza dei costi e le conseguenti ripercussioni in tema di riduzione degli stessi.

Pur se tali dati non esemplificano la situazione per ogni singola azienda di credito sono utili a livello di sistema creditizio italiano. La spesa complessiva EAD per l’anno 1995 (costi ed ammortamenti) è rimasta sostanzialmente in linea con quella degli anni precedenti .

L’analisi sulla distribuzione dei costi per “natura economica” relativa al 1995, pone in risalto l’incidenza dei servizi da terzi (39,59%), seguita dalla spesa dell’hardware (24,67%), per il personale (17,41%), per il software (13,38%) e per i costi diversi (4,9%). L’esame del trend di spesa nel triennio 1993-1995 denota un graduale contenimento delle spese per l’hardware, un costante aumento dei servizi da terzi, mentre le restanti voci sono tendenzialmente stabili. Tali dati sono determinati dalla frequenza del ricorso all’esternalizzazione di alcune attività tipiche legate ai S.I. le quali rendono possibile, da un lato, contrarre i costi hardware e dall’altro sostenere i costi per la prestazione dei servizi da terzi. Questa situazione viene accentuata in tutte le classi dimensionali ad eccezione delle maggiori che hanno ricorso in misura ridotta ai servizi da terzi.

I costi relativi all’hardware e alle telecomunicazioni, come già precisato in precedenza, sono in diminuzione. La spesa relativa all’hardware centrale è influenzata dal ricorso all’outsourcing . La spesa relativa all’hardware è determinata dalla diminuzione dei costi delle apparecchiature (P.C.), che generalmente presentano anche un incremento di prestazioni. Anche le spese relative alla manutenzione sono in diminuzione grazie alla possibilità di stipulare contratti di manutenzione con società specializzate diverse da quelle fornitrici dell’hardware (TPM ).

La spesa sostenuta in telecomunicazioni per il collegamento con tutte le strutture operative risente anch’essa dell’incremento delle prestazioni legate all’utilizzo di apparecchiature sofisticate e dal progresso delle infrastrutture del gestore della trasmissione dati. Si rileva che il costo dei canoni assume una certa rilevanza nei confronti del costo delle attrezzature necessarie. Nel prossimo futuro, grazie all’ingresso di altri gestori si dovrebbe assistere ad ulteriori riduzioni dei costi sostenuti dalle banche per quanto riguarda i canoni delle linee di trasmissione dati ed al costo del traffico effettuato .

I costi del software acquisito dall’esterno sono relativi ai prodotti orientati al sistema, ai pacchetti applicativi, alle applicazioni “chiavi in mano”, ai prodotti per personal computer ed ai sevizi di analisi e programmazione. L’andamento dei costi del software nel periodo 1993-1995 è generalmente in aumento anche se si può riscontrare un sostanziale incremento (+20%) per le maggiori e le medie ed una notevole flessione (-40%) per le minori B che ricorrono in misura maggiore all’outsourcing.

I costi per il personale includono gli oneri sostenuti per gli addetti al sistema compresi gli oneri per l’addestramento e la formazione del personale EAD. I dati rilevati per il 1995 sono contrastanti; per le classi maggiori e grandi si assiste in alcune classi all’incremento dei costi per il rinnovo del CCNL e per un fenomeno di insourcing di una sola banca, mentre per altre classi (medie, piccole B e minori A e B) sono intervenuti fenomeni di outsourcing che hanno determinato la riduzione dei costi.

I costi sostenuti per i servizi ricevuti da terzi sono da ricondurre al facility management, all’outsourcing, al disaster recovery, alla gestione esterna della rete trasmissione dati, all’assistenza sistemistica, alla consulenza, alla registrazione dati, alla marcatura magnetica e trattamento documenti, alle banche dati, all’installazione apparecchiature ed alla Rete Nazionale Interbancaria. A questi servizi possono essere ricollegate tutte le forme di riduzione dei costi volte a razionalizzare anche la struttura organizzativa della banca. Per l’anno 1995 si è verificata una crescita generale dei costi sostenuti con un picco del +27% nella classe medie.

Dopo aver effettuato delle considerazioni sulla struttura e sull’andamento dei costi e opportuno precisare, per grandi linee, l’individuazione della metodologia più adatta per il ribaltamento degli costi del S.I. agli utenti. Questa necessità viene imposta dal controllo di gestione. Ad ogni ufficio sono facilmente ricollegabili i ricavi sulle operazioni attive, i costi sulle operazioni passive ed i costi di struttura quali: personale, fitto o ammortamento locali, spese telefoniche, vigilanza, ecc. .

Tra i costi non direttamente ricollegabili alle strutture operative, hanno una sostanziale rilevanza i costi legati al S.I.. Per l’imputazione dei costi relativi al S.I. si deve fare riferimento a indicatori di riferimento particolarmente significativi. Tra gli indicatori utilizzabili vi sono il volume di transazioni effettuato dalle strutture operative, il numero degli addetti, il numero dei rapporti gestiti dalla struttura, il volume dei ricavi e/o dei costi ecc.

L’individuazione di un unico metodo di imputazione apprezzabile risulta difficoltoso e comunque criticabile. Affidarsi al criterio del numero delle transazioni potrebbe, infatti, penalizzare chi eseguendone di particolarmente significative ne effettua in misura inferiore rispetto ad altre strutture. Infatti, concedere un mutuo richiede un’attività valutativa particolarmente gravosa rispetto ad un prestito personale di qualche milione erogabile in pochi minuti. Per rendere particolarmente attendibile la suddivisione dei costi, occorre individuare un mix dei criteri innanzi citati.

tratto dalla tesi di laurea di Lucio Torre, dal titolo
"Aspetti e problemi dei sistemi informativi nelle aziende di credito"
Università degli studi di Salerno


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