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Wed28May200313:00
3.2 L’integrazione informatica dei comparti bancari
Il sistema informativo integrato concepisce l’azienda come un insieme unitario, lo studia nel suo complesso, fondendo in un tutto unico i settori, le funzioni e le attività che in essa possono essere individuati e sviluppati.

Ogni operazione, ogni procedura posta in essere nell’impresa presenta collegamenti con altre operazioni o procedure. La complessità operativa dell’attività bancaria implica l’impossibilità di avvalersi di un’unica procedura. Così come in altre aziende, manifatturiere e di servizi, anche per le banche risulta necessario scomporre la gestione in aree che si caratterizzano per l’omogeneità delle problematiche da affrontare. Il sistema informativo di una banca risulta essere l’insieme di procedure preposte rispettivamente alla gestione della contabilità, dei depositi a risparmio, dei conti correnti, dei mutui, del portafoglio, dello sportello, dei sistemi di pagamento ecc.
L’integrazione ideale richiederebbe una analisi minuziosa delle singole procedure nell’ottica unitaria . Il sistema informativo ideale dovrebbe avere un software generalizzato condiviso da tutte le procedure per evitare le ridondanze operative.

Con l’avvento della tecnologia informatica già risultava un successo poter usufruire dell’automazione di alcuni comparti e non si riteneva fondamentale creare un raccordo tra le varie procedure . Successivamente i progressi della tecnologia e la diffusione delle conoscenze hanno indotto la creazione delle piattaforme procedurali che si caratterizzavano per l’integrazione.

L’esigenza di accentuare la richiesta di automazione, tra l’altro “integrata”, è nata con il varo a livello di tutto il sistema bancario della P.U.M.A. (procedura unificata matrice aziendale) che forniva i dati della matrice aziendale, della Centrale dei Rischi e le segnalazioni valutarie di vigilanza. Tale procedura forniva all’organo di vigilanza dei dati sull’andamento aziendale secondo determinati standard. Tali esigenze si sono consolidate con il varo nel gennaio 1989 della procedura PUMA2 che realmente ha permesso alla Banca d’Italia di acquisire dati omogenei da parte di tutto il sistema bancario . Oggi lo stesso impianto PUMA2, opportunamente implementato, viene utilizzato per fornire ulteriori dati tra cui le segnalazioni dei tassi antiusura.

Il concetto di integrazione risulta di facile comprensione ma per approfondire a pieno il suo ruolo fondamentale occorre esaminare alcune delle più importanti procedure bancarie. Nella gestione bancaria l’anagrafe di istituto si può considerare tra le procedure fondamentali. Questa procedura si avvale di un archivio dove sono riportati tutti gli estremi dei soggetti che hanno intrattenuto qualsiasi relazione, anche occasionale, con l’istituto bancario.

La corretta gestione dell’anagrafe di istituto permette di avere una situazione aggiornata della clientela dell’istituto perché riporta le complete generalità di ogni persona, eventuali legami con altri persone (fisiche e/o giuridiche), l’esistenza di rapporti continuativi ecc. .

Ad ogni soggetto viene associato un NDG (numero di direzione generale) univoco nell’ambito dell’istituto. Ad essa accedono quasi tutte le procedure sia in interrogazione sia in registrazione.

Con la procedura Antiriciclaggio vengono osservate tutte le disposizioni normative previste dalla legge 197/91 e successive modificazioni. Tale normativa prevede l’istituzione di un archivio unico informatico (A.U.I.) redatto secondo standard comuni a tutti gli intermediari finanziari individuati dalla legge 197 (sull’argomento si avrà modo di soffermarsi ulteriormente nel prossimo paragrafo). La procedura antiriciclaggio deve essere necessariamente alimentata dalla procedura di sportello in tempo reale oppure in batch per la movimentazione contabile, i programmi della procedura anagrafe inseriranno nell’antiriciclaggio un flusso con tutti i rapporti continuativi accesi. Prima che venissero create tali procedure, considerati comunque gli obblighi di segnalazione previsti dalle normative precedenti alla legge 197, l’operatore di sportello doveva eseguire l’operazione a terminale per poi distogliersi dall’attività di sportello per annotare manualmente su un registro cartaceo gli estremi dell’operazione, del presentatore e dell’ordinante. Il paradosso era che solo in rarissimi casi la magistratura accedeva a tali registri per l’impossibilità oggettiva di consultarli effettivamente. Ciò procurava un notevole incremento del carico di lavoro del singolo operatore senza un concreto utilizzo dello stesso.

Con la procedura Titoli vengono gestite tutte le attività legate alla gestione dei conti titoli. La relativa movimentazione verrà trasmessa, generalmente, via batch allo sportello e da quest’ultimo all’antiriciclaggio ed ai conti correnti. La variazione degli intestatari dei dossier modificherà direttamente l’anagrafe e alimenterà direttamente l’antiriciclaggio.

La procedura Portafoglio permette di seguire tutte le attività relative alla presentazione di effetti allo sconto, salvo buon fine e dopo incasso, effettuate direttamente dalla filiale. Inoltre, è un valido ausilio per effettuare il trattamento materiale dei titoli, marcatura degli effetti con caratteri magnetici, archiviazione in caveau dei titoli ed estrazione alla scadenza sulle banche domiciliatarie. Queste ultime attività vengono generalmente eseguite in sedi accentrate proprie dell’istituto e da società in service. All’effettuazione delle lavorazioni di sconto, al maturare delle valuta s.b.f., o al riconoscimento dell’accredito al dopo incasso, la procedura portafoglio effettuerà un travaso automatico di informazioni sugli archivi della procedura dello sportello.
Le procedure conti correnti e depositi a risparmio provvedono alla gestione dei rapporti in termini di condizioni applicate, alla gestione dei movimenti con relativa produzione degli estratti conto e scalari interessi, calcolo competenze e bolli. Inoltre, la procedura effettua la stampa degli estratti conto ed il relativo inoltro tramite corrispondenza o agenzie di recapito a secondo del domicilio dell’intestatario.

La procedura certificati di deposito cura la gestione dei certificati sia al portatore che nominativi. La gestione prevede l’emissione, l’estinzione, il rimborso delle cedole, l’ammortamento dei titoli ecc.. Esiste anche la gestione dei titoli in polizza con la smaterializzazione dei titoli ed accredito automatico su c/c della quota capitale o interessi. La procedura ha subito notevoli modifiche con l’introduzione del tasso variabile che assoggetta a continue modifiche del tasso di riferimento prescelto. Infine la procedura effettua le relative contabilizzazioni in procedura contabilità generale per le movimentazioni di quote capitali o interessi.

Con la procedura assegni circolari si gestiscono tutte le fasi dalla gestione della assegni in bianco, l’emissione/estinzione, rendicontazione delle movimentazioni, gestione dei titoli estinti ed eventuali raccordi con le procedure interbancarie di troncamento degli assegni.

La procedura mutui segue tutte le fasi relative al perfezionamento del mutuo a la relativa erogazione, alla redazione del piano di ammortamento, alle modifiche dei tassi variabili alla variazione dei valori di riferimento, all’emissione delle quietanze, alla gestione dei pagamenti, ai calcoli relativi agli interessi di mora per eventuali pagamenti in ritardo, alle attestazioni fiscali e relative contabilizzazioni nella procedura contabilità generale ecc.
La procedura rapporti interbancari gestisce tutti i flussi che si intrattengono con gli altri istituti, con appostamenti automatici determinati dalle altre procedure quali: Assegni Check-Trunkation e fuori stanza, portafoglio, bonifici, ecc.

Dopo aver esaminato dettagliatamente le procedure informatiche bancarie, l’integrazione consiste nell’approccio unitario che deve essere seguito nelle fasi di pianificazione, di realizzazione e di manutenzione del sistema informativo.

L’integrazione comporta un’adeguata organizzazione nella gestione delle fasi del S.I. . Precisamente, occorre definire dei gruppi di lavoro preposti alla gestione dei singoli comparti secondo le direttive impartite dall’unità di coordinamento di tutto il S.I. . Per facilitare la gestione del sistema informativo integrato, l’unità di coordinamento deve essere composta anche dai componenti dei singoli gruppi di comparto. La partecipazione dei responsabili di comparto permette di assicurare il perseguimento di obiettivi comuni e di ricevere opportuni stimoli legate alle problematiche specifiche ai comparti. Oltre ai benefici derivanti dal sistema informativo integrato, sono da considerare anche gli elevati costi dello stesso derivanti da pianificazione, gestione e sviluppo.

La pianificazione di un sistema integrato ha una maggiore durata per la necessità di far collimare tutte le esigenze dei comparti. Questo determina la necessità di creare un gruppo di sviluppo costituito da specialisti dell’informatica ed organizzativi.

La gestione del S.I. integrato è importante anche al fine di ottimizzare l’uso delle risorse tecnologiche ed umane. La gestione di un sistema informativo, infatti, prevede l’utilizzo di un centro elettronico attivo 24 ore su 24. Si ha la necessità di schedulare opportunamente le attività da compiere per evitare utilizzi dell’elaboratore centrale negli orari di apertura dello sportello al pubblico. Si deve procedere alla elaborazione di una “catena” per ottimizzare le alimentazioni reciproche delle procedure, ossia effettuare negli orari notturni le elaborazioni batch, inoltrando le eventuali report tramite distribuzione elettronica.

Lo sviluppo del S.I. integrato deve prevedere implementazioni che siano coerenti con quanto progettato in fase di impianto per non far decadere le prestazioni dello stesso sistema informativo. Si deve evitare il compromesso con soluzioni provvisorie per snellire l'attività di sviluppo.

tratto dalla tesi di laurea di Lucio Torre, dal titolo
"Aspetti e problemi dei sistemi informativi nelle aziende di credito"
Università degli studi di Salerno


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