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Wed28May200311:00
4.4. Il bilancio ambientale nelle banche
Il settore bancario si è avvicinato al concetto di rischio ambientale soprattutto negli ultimi quindici anni , in seguito ad alcuni sviluppi di natura legislativa legati alla gestione del credito: negli Stati Uniti, infatti, alcune banche sono state ritenute corresponsabili dei danni procurati all’ambiente da aziende da loro finanziate e pertanto sono state chiamate a coprirne i costi di ripristino . Inoltre il rispetto dell’ecosistema assume nelle gestioni bancarie ulteriori connotazioni dovute alla specificità del loro operato: un comportamento ambientale consapevole da parte di tali aziende si qualifica per una valenza più estesa, ascrivibile alla possibilità di attivare fecondi processi di diffusione di valori etico-ambientali nelle imprese non bancarie.

Nel contesto creditizio, il rischio ambientale, generato dall’attività di un’azienda debitrice, può trasformarsi in rischio per la banca in due modi. Per prima cosa esso è uno dei fattori che determinano la redditività dell’impresa finanziata e, in quanto tale, influisce sulla sua solvibilità: questo perché il mercato si fa più sensibile alle questioni ecologiche e perché interventi di politica economica come la carbon tax influiscono sui costi delle risorse. Inoltre l’introduzione di nuove normative in campo ambientale sembra indirizzarsi verso una ridefinizione del concetto di responsabilità, che può implicare il rischio ulteriore per una banca di essere chiamata a rispondere in prima persona dei danni causati dall’attività di un cliente. Questo accade già negli Stati Uniti, dove un criterio di attribuzione della responsabilità è il controllo sulla gestione, mentre in Europa è un problema ancora in fase di discussione.

Le valutazioni del merito creditizio che vanno al di là dei classici parametri di riferimento, che cioè si avvalgono di una politica di credito nel cui ambito il rischio di insolvenza viene valutato considerando anche l’area ambientale a carico dei soggetti finanziati, sono i grado di contenere l’effetto boomerang sul sistema bancario di errate (o addirittura assenti) gestioni ambientali delle imprese clienti.

Oltre ai riflessi generati dai processi produttivi interni di supporto, assumono pertanto estrema rilevanza quelli dei processi core, i cui indicatori più segnaletici possono essere ricondotti ai seguenti:
-- per la concessione del credito, la percentuale del portafoglio prestiti sottoposta ad analisi ambientale ;
-- per la politica degli investimenti, la quota ad elevato valore innovativo nell’ottica ambientale;
-- per l’asset management, lo sviluppo dei fondi ambientali;
-- per l’attività assicurativa, il numero e l’entità delle richieste di pagamento per danni ecologici;
-- per la Ricerca & Sviluppo, il numero e la diffusione dei prodotti verdi predisposti dall’impresa.

La capacità del sistema finanziario, e più in particolare del settore bancario, di giocare un ruolo importante verso la sostenibilità viene fatta solitamente coincidere con la sua possibilità di indirizzare le risorse verso attività più pulite. In realtà quest’area, per quanto sia quella potenzialmente più interessante e dagli effetti più significativi da un punto di vista globale fa spesso dimenticare le altre aree in cui il sistema finanziario può intervenire da un punto di vista ambientale, come ad esempio nelle proprie operazioni interne, nei rapporti con i fornitori e nella formazione personale. Il controllo delle operazioni interne dovrebbe rappresentare il punto di partenza per una politica ambientale di un operatore finanziario di una certa dimensione; le operazioni interne sono infatti direttamente sotto il suo controllo e una loro gestione, che se è efficiente può determinare significativi risultati sia sul fronte ambientale che su quello dei costi.

Fatta eccezione per i rapporti ambientali citati in precedenza, nelle imprese bancarie le informazioni in materia di ambiente compaiono in casi limitati e per di più con contenuto assai scarno, il tutto giustificato dall’osservazione secondo cui la natura dell’attività creditizia non solleva particolari problematiche ambientali. Così, Banca 121 , dopo aver premesso che il carico inquinante del lavoro, sostanzialmente d’ufficio, è esiguo, sottolinea il suo impegno sul fronte della tutela ambientale, come sponsor ufficiale del WWF, contribuendo alla realizzazione di molti suoi progetti; la Banca CARIGE afferma di attuare gli adempimenti richiesti dalla norma vigente in materia, in modo da prevenire possibili rischi di inquinamento (per esempio la Banca ha provveduto alla dismissione degli estintori a gas halon, preferendo quelli in polvere, decisamente meno inquinanti).

Le informazioni ambientali sono previste anche da alcuni modelli predisposti da organismi di categoria. Per esempio, lo schema di Federcasse contempla una sottosezione sulla finanza etica in cui si suggerisce di elencare i finanziamenti erogati per la diffusione di una cultura ecologica e dello sviluppo sostenibile; lo sviluppo dell’agricoltura biologica e biochimica; la gestione del patrimonio ambientale; la gestione e lo smaltimento ecologico dei rifiuti; l’utilizzo, anche sperimentale, di fonti energetiche alternative o rinnovabili.

Inoltre, il modello della Banche di Credito Cooperativo richiama alcuni interventi ambientali su cui ciascuna BCC dovrebbe riferire: lo smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi e della carta; il risparmio energetico e l’emissione della minor quantità possibile di gas inquinanti.
Infine, il modello ABI/IBS per la redazione del bilancio sociale articola la sezione dedicata alla relazione sociale in molteplici aree fondamentali, di cui quella riguardante la collettività tratta anche dell’ambiente. In questo caso vengono elencati come requisiti fondamentali:
-- i sistemi di gestione ambientale e gestione del rischio;
-- la formazione e l’educazione;
-- gli interventi qualificanti (green saver: energetico e di materiali);
-- gli eventuali certificazioni ambientali;
-- gli indicatori di performance ambientali;
-- i rating ambientali per i finanziamenti;
-- gli sconti per finanziamenti ad imprese che dimostrano di rispettare l’ambiente;
-- i sistemi del bilancio ambientale.

Se tali bilanci sociali, redatti da singole banche ovvero predisposti da appositi gruppi di studio in forma unificata, contengono qualche riferimento alla gestione aziendale inquadrata nell’ottica in discorso, ben diversi sono il bilancio socio-ambientale di UniCredito, che si distingue per il taglio nuovo, nel senso che i temi tipici dell’etica vengo qui amalgamati con quelli ambientali (vedi § 3.1.1.), e il rapporto ambientale di Banca Monte Paschi di Siena di cui parleremo.


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tratto dalla tesi della dott.ssa Elisabetta SCALA
LA RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA
E IL BILANCIO SOCIALE NELLE AZIENDE DI CREDITO
Università di Genova - Facoltà di Economia - 28/01/2003