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Fri16May200311:00
3.7. L’Oscar di Bilancio
L’Oscar di Bilancio e della Comunicazione Finanziaria nasce alla metà degli anni Cinquanta, ideato dall’Istituto Relazioni Pubbliche (IRP) per diventare poi, nei primi anni Novanta, un’iniziativa della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (FERPI). L’iniziativa è nata con l’intento di stimolare le aziende ad una migliore presentazione, redazione e diffusione della relazione annuale di bilancio, che, per la prima volta, viene presentato come strumento per far conoscere la realtà aziendale ad una molteplicità di pubblici: dal cittadino come al consumatore dei prodotti ai pubblici poteri, al risparmiatore, all’azionista, ai dipendenti, a clienti e fornitori, allo studioso di economia aziendale. Inoltre, solo attraverso una comunicazione costante ed efficace, l’impresa può instaurare col mercato un rapporto continuo e puntuale . Per vent’anni, dal 1955 al 1975 – nell’assoluta indifferenza del mondo politico ed economico e nella scarsa attenzione dei media – il Premio viene assegnato alle aziende che, al di là del semplice adempimento legale, riescono a fornire informazioni abbastanza chiare ed adeguate, o quantomeno approssimative circa il valore del patrimonio sociale in funzione della sua capacità di reddito (motivazione della prima edizione del Premio assegnato alla Motta). L’assegnazione del Premio viene poi sospesa tra il 1976 e il 1982.

Nei primi anni ’80 l’IPR viene rilevato dalla FERPI, con l’obiettivo di farne un organismo di studio, di ricerca, di formazione non settoriale, aperto a tutto il mondo della comunicazione. L’Oscar di Bilancio viene giudicato l’eredità più valida e più attuale, anche perché in Italia, proprio in questi anni, sono evidenti i primi sintomi di attenzione all’informazione societaria e ai mercati finanziari. L’Oscar, però, non può essere riproposto come venticinque anni prima, quando il contesto è totalmente diverso, senza una revisione dei criteri di valutazione e senza individuare giudici credibili, figure super partes. Il lavoro richiede tempo e la collaborazione delle associazioni ed organizzazioni coinvolte nella comunicazione finanziaria: Associazione Italiana Analisti Finanziari (AIAF), Associazione Nazionale Direttori Amministrativi e Finanziari (ANDAF), Associazione Revisori Contabili (ASSIREVI), Borsa Valori di Milano, Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti e del mondo accademico e della ricerca rappresentato dall’Università Bocconi di Milano e dall’Associazione per lo Sviluppo e degli Studi di Banca e Borsa, che da allora sono partner dell’iniziativa. Con il loro contributo viene impostato il nuovo regolamento e vengono stabiliti i nuovi criteri di valutazione.

Oggi, si tratta di un riconoscimento molto ambito e prestigioso, che da più di trenta anni riscuote grande interesse presso il mondo aziendale e finanziario.

La vita dell’Oscar di Bilancio è quindi la storia del camino e del progresso che l’informativa societaria ha compiuto in tutti questi anni. Gli sforzi fatti in questa direzione evidenziano la consapevolezza maturata presso le agenzie di ogni dimensione e settore merceologico circa l’importanza di fornire un’informazione precisa, puntuale e tempestiva su di sé, sui propri obiettivi, sulle proprie strategie. Questo è confermato non solo dal fatto che, in pochi anni, il numero delle adesioni all’iniziativa dell’IRP si è decuplicato, ma anche dal notevole miglioramento dello standard qualitativo.

Nel 1992 nasce il premio speciale per il bilancio ambientale e nel 1995 per il bilancio sociale

L’Oscar di Bilancio viene assegnato a:
-->> imprese, divise in cinque categorie:
-- società quotate: industriali, commerciali e di servizi;
-- grandi imprese non quotate: industriali, commerciali e di servizi;
-- piccole e medie imprese non quotate: industriali, commerciali e di servizi;
-- imprese di assicurazioni: quotate e non quotate;
-- imprese bancarie e finanziarie: quotate e non quotate;
-->> istituti ed enti pubblici;
-->> imprese non profit, per le categorie:
-- ambiente;
-- assistenza sociale e sanitaria;
-- cooperazione alla sviluppo;
-- promozione dell’arte e della cultura;
-- ricerca;
-- grant-making ;
-- premio speciale partnership profit-nonprofit.

Ai fini della trattazione è importante ricordare che l’Oscar di Bilancio 2000 è stato conseguito da Banca 121, di la giuria ha gradito l’approccio seguito nella redazione del report, parlando a questo proposito di “metodologia partecipativa imperniata su un dialogo con gli stakeholdes” (Rollo G., 2001).

UniCredito Italiano S.p.A. ha vinto il premio Bilancio della Sostenibilità 2001, ricevendolo per l’utilizzo strategico del bilancio sociale ambientale come strumento di corporate governance, introducendo il sistema gestionale integrato per la sostenibilità. Il bilancio, infatti, testimonia la consapevolezza maturata in questi ultimi anni da UniCredito Italiano in tema di responsabilità sociale ed ambientale, e vuole essere un momento di valutazione e di gestione, oltre che di comunicazione verso l’esterno, per poter identificare e perseguire margini sempre nuovi di miglioramento delle performance sociali e ambientali.


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tratto dalla tesi della dott.ssa Elisabetta SCALA
LA RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA
E IL BILANCIO SOCIALE NELLE AZIENDE DI CREDITO
Università di Genova - Facoltà di Economia - 28/01/2003