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Wed14May200311:00
3.6. Il bilancio sociale delle Banche di Credito Cooperativo
Le Banche di Credito Cooperativo (ex Casse Rurali ed Artigiane) sono società cooperative nate oltre un secolo fa, ispirandosi al magistero sociale della Chiesa con lo scopo di facilitare l’accesso al credito alle fasce umili delle popolazioni rurali, soprattutto agricoltori ed artigiani. L’attività svolta per combattere l’usura e per fornire strumenti di affrancamento dalla miseria le può far considerare come un’esperienza originale e precorritrice di ciò che oggi viene denominata finanza etica .
Le cooperative, al pari di qualsiasi altra forma organizzativa imprenditoriale, devono essere in grado di assumere le responsabilità nascenti dall’esercizio della propria attività economica; devono, in diversi termini, attuare i processi produttivi con la piena consapevolezza di svolgere un ruolo con rilevanti riflessi sociali e, quindi, con l’intento di conseguire positivi risultati, utili non solo alla cerchia degli associati ma all’intera collettività. Essere però dotati di una struttura, improntata principalmente su concetti morali ed altruistici (tradizionalmente ispirati al mutuo-aiuto) se, da una parte enfatizza la funzione sociale degli enti mutualistici, dall’altra rende ancora più carico di responsabilità e di impegno il loro operato.

Le banche cooperative, da sempre, costituiscono efficaci strumenti socio-economici mediante i quali la personalità umana è in grado di affermarsi; la valorizzazione dell’uomo trova, in tali organizzazioni, la piena e concreta espressione, che si traduce sia nella ripartizione del potere su principi egualitari, sia nell’attivo e fattivo coinvolgimento nella gestione e nei processi decisionali.

Per le loro stesse caratteristiche le Banche di Credito Cooperativo (BCC) sono soggetti che se, non possono essere considerati enti non profit in senso stretto, con questi mantengono significative affinità, per quanto riguarda sia le finalità generali, sia alcuni aspetti gestionali e comunicativi. In particolare, così come per tutti gli enti non profit, anche per le BCC il solo bilancio ordinario risulta inadeguato a fornire una rappresentazione dell’operato, completa e coerente, rispetto alla loro significativa missione ed identità. Si pone quindi la necessità di integrare il bilancio ordinario con il bilancio sociale, perseguendo l’obiettivo sia di favorire una relazione con i portatori di interesse fondata sulla trasparenza e sulla qualità informativa sia di supportare l’azione di governo e gestione degli organi direttivi e del personale di tali aziende.

Lo schema di riferimento per le Banche di Credito Cooperativo è contenuto nel fascicolo intitolato “Alcune indicazioni per la stampa del bilancio sociale e di missione del Credito Cooperativo”, ideato e sviluppato da Federcasse. Si tratta di un modello già predisposto che necessita di essere personalizzato, cioè adeguato alla specifica realtà aziendale che lo redige, là dove viene richiesto: infatti compaiono in più parti espressioni del tipo “inserire dati”, “integrare il testo con massimo tot righe”, “aggiornare i dati del grafico e della tabella”, “precisare meglio”, “specificare” e così via; sebbene gli adattamenti in parola siano numerosi e tali da consentire alle banche di improntare lo schema alle peculiarità della gestione, conferendo al medesimo elementi di originalità, tuttavia sembra eccessivamente rigido e vincolante, non lasciando ampio spazio neppure alla creatività sul piano della veste grafica. La struttura appare comunque ben articolata ed equilibrata, in quanto prevede la trattazione esaustiva delle principali problematiche che devono essere affrontate in un bilancio sociale.


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tratto dalla tesi della dott.ssa Elisabetta SCALA
LA RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA
E IL BILANCIO SOCIALE NELLE AZIENDE DI CREDITO
Università di Genova - Facoltà di Economia - 28/01/2003