QUESTI SITO USA I COOKIES E TECNOLOGIE SIMILARI (vedi dettagli)

Se non cambi la configurazione del browser, sei d'accordo. 

Tue13May200311:00
3.5.1. Uno schema alternativo: l’esperienza della Cassa di Risparmio di Ferrara
I bilanci sociali 1998 e 1999 della Cassa di Risparmio di Ferrara seguono l’impostazione proposta da M. Viviani (1999), che prevede varie fasi, non necessariamente consequenziali, riconducibili alle seguenti : -- ricerca di uno sfondo valoriale;
-- esplicitazione della missione d’impresa, espressiva della sua identità;
-- scomposizione della missione nei vari articoli che insieme concorrono alla sua formazione e costruzione coeva del piano dei conti, con conseguente possibilità di controllare il grado di realizzazione dei diversi indirizzi programmatici e della missione nel suo complesso;
-- identificazione delle posizioni organizzative chiamate a trasmettere le informazioni necessarie per l’elaborazione del bilancio sociale;
-- redazione del bilancio e diffusione del medesimo;
-- formulazione del preventivo, ossia definizione di guide e mete per il raggiungimento nel tempo a venire dei caratteri etici e deontologici dell’impresa.

In sostanza, il bilancio 1999 viene realizzato seguendo un processo formato da quattro momenti fondamentali, che vengono elencati nella nota metodologica all’inizio del documento.

Innanzitutto, viene descritta la missione d’impresa a cui seguono obiettivi di carattere storico e riferimenti agli obiettivi prefissati per il triennio 1999-2001, agli organi direttivi ed alla struttura organizzativa. Particolare attenzione è posta sugli interlocutori principali (soci, clienti attuali e futuri, soggetti economici del territorio, pubblica amministrazione, dipendenti, partner economici e comunità), in quanto chiamati a valutare se e in quale misura vengano soddisfatte le loro aspettative e quanto l’operare bancario appaia coerente con il contenuto della mission.

Seguono cinque capitoli, ricavati dalla formulazione della missione in articoli.
1. Per lo sviluppo.
Si descrive l’attività di intermediazione svolta, inserendo dati sulla raccolta e sugli impieghi. Vengono riportati alcuni indicatori di redditività , richiesti anche dal modello ABI/IBS, e viene calcolato e distribuito il valore aggiunto (Figura 3.12.).
2. Per migliori rapporti tra i soggetti economici.
Vengono trattati i rapporti della Banca con i clienti e con gli enti pubblici. E’ stata inserita anche una sezione dedicata alla finanza etica.
3. Per l’efficienza e la qualità.
Questo capitolo si dedica a riportare gli indicatori di efficienza e di qualità. Degna di nota è l’indagine sulla soddisfazione della clientela , compiuta nel primo semestre del 2000 da Eurisko, i cui risultati sono esplicitati con lo stesso grafico, ovviamente con dati differenti, presente nel bilancio sociale di Banca CARIGE S.p.A.. Inoltre di indubbio interesse è il calcolo del customer retention rate , il cui valore indica un livello di fidelizzazione della clientela soddisfacente.
4. Per la comunità.

Figura 3.12. - Distribuzione del valore aggiunto della Cassa di Risparmio di Ferrara (dati anno 1999)


Fonte: Cassa di Risparmio di Ferrara (2000), p. 31


Torna all'indice

tratto dalla tesi della dott.ssa Elisabetta SCALA
LA RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA
E IL BILANCIO SOCIALE NELLE AZIENDE DI CREDITO
Università di Genova - Facoltà di Economia - 28/01/2003