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Fri09May200313:00
1.2 La gestione dei dati
È opportuno analizzare le caratteristiche dei dati e delle informazioni nelle aziende bancarie. Per dato è inteso l’elemento che opportunamente elaborato è in grado di fornire informazioni .

La relazione intercorrente tra dati e informazioni può essere evidenziata nella seguente figura:



Come in tutte le realtà, anche in quella bancaria i dati provengono dalla specifica attività esercitata e dal contesto esterno. I dati interni provengono dalle singole operazioni d’intermediazione e di servizi. I dati possono essere il singolo versamento effettuato da un correntista o da un depositante, la richiesta di una carta Bancomat, l’acquisto di titoli di stato ecc..

Ai dati di natura interna si affiancano i dati esterni quali i tassi praticati dalla concorrenza, i provvedimenti dell’autorità monetaria, l’andamento del mercato monetario europeo e mondiale. Tali dati sono essenziali per effettuare un esame del mercato creditizio, per verificare il posizionamento dei propri prodotti e per contrastare la concorrenza. Il sistema informativo bancario coinvolge numerosi fattori che possono essere ricondotti a quattro tipologie.

La più importante è la clientela: grazie a questa possono essere raccolti e/o impiegati fondi oppure possono essere forniti i servizi finanziari. Le esigenze della clientela vanno soddisfatte anche pianificando opportunamente il S.I..
Il sistema legislativo, nazionale e comunitario, detta le regole per esercitare l’attività bancaria. Per questo condiziona fortemente il S.I.
Gli altri organi esterni, collocati alla sinistra, rappresentano gli organi preposti alla vigilanza, la concorrenza diretta ed indiretta ecc..
Questi soggetti vanno tenuti in considerazione perché ogni accadimento del mondo esterno può avere ripercussioni nella banca. Infine, il S.I. viene utilizzato dagli utenti interni all’Istituto e governato dai gestori dello stesso. Questi soggetti hanno la necessità di utilizzare il S.I. per svolgere il proprio lavoro oppure possono dettare le linee ispiratrici del S.I. per assolvere tutte le incombenze dello stesso.

Da quanto detto si evince che il volume dei dati trattati dalle aziende bancarie raggiunge livelli ragguardevoli . La notevole quantità di dati, a volte, non fornisce nessun elemento utile per l’elaborazione delle informazioni al punto che, alcuni studiosi , sono arrivati a definire gli archivi come “cimiteri dei dati”, relativamente poco sfruttati in confronto all’onere sostenuto per crearli.
Tutte le aziende, nell’intento di razionalizzare la gestione degli archivi, sono orientate - teoricamente - ad assumere i dati analitici al fine di potersi riservare la possibilità di effettuare future elaborazioni che abbiano requisiti differenti dalle precedenti elaborazioni. D’altro canto il costo eccessivo degli archivi analitici (maggiore disponibilità di hardware, aumento dei tempi d’elaborazione ecc.) induce le aziende alla razionalizzazione degli archivi già in sede di pianificazione del sistema informativo .

La considerazione delle due esigenze (analiticità o sinteticità degli archivi) impone l’organizzazione del sistema di raccolta ed elaborazione dei dati, prevedendo dei meccanismi di selezione e di aggregazione . Con la selezione si cerca di differenziare i dati non omogenei, mentre con l’aggregazione si ritiene opportuno unificare i dati con caratteristiche comuni. La selezione e l’aggregazione facilitano l’attività elaborativa con ripercussioni positive in termini di costi e di rapidità.

Una pianificazione ottimale, per essere valida, tiene in debita considerazione le esigenze di selezione e di aggregazione, cercando di prevedere eventuali implementazioni in modo che non sia compromessa l’operatività aziendale a fronte di mutate esigenze. A titolo di esempio si consideri l’effetto sul sistema bancario del decreto legge n. 323 del ‘96 riportante, tra l’altro, una modifica del regime fiscale unificante la ritenuta sui Certificati di Deposito al 27% per quelli emessi dal 20/6/96. Prima che entrasse in vigore tale normativa la ritenuta sui CD era del 30% per quelli con scadenza pari ai 12 mesi, del 25 per quelli con scadenza superiore a 12 ed inferiore a 18 ed, infine, del 12,5% per quelli superiori a 18 mesi. Mentre per quelli a breve termine (durata inferiore ai 18 mesi) l’allineamento al 27% era immediato anche se emessi prima del 20/6/96.

Dato che il prodotto certificato di deposito era “maturo”, quindi gestito da procedure concepite da diversi anni, in alcune banche, la comunicazione dell’efficacia immediata del decreto, ha avuto un effetto devastante determinando il blocco dell’operatività. Le dipendenze, avevano notizia dalla stampa economica circa l’emanazione del decreto ma non dalle strutture centrali. Inoltre, veniva constatato il mancato allineamento procedurale che determinava la corresponsione di maggiori o minori interessi alla clientela. Mentre le strutture preposte alle gestione dei sistemi informativi “correvano ai ripari” modificando le procedure informatiche con tre/quattro giorni di ritardo, le filiali hanno dovuto sopportare l’onere materiale del ricalcolo manuale della ritenuta. Altri Istituti avendo previsto l’applicazione a livello tabellare di diverse ritenute, a ciascuna durata hanno immediatamente inserito il nuovo valore limitando le disfunzioni a carico della clientela e il sovraccarico delle unità decentrate.

Questo esempio mette in evidenza che se, da un lato, la progettazione “miope” facilita la realizzazione del sistema informativo, dall’altro lo rende poco competitivo nei confronti di quello utilizzato dalla concorrenza più lungimirante. Infatti, le aziende con una visione prospettica possono offrire in anticipo prodotti innovativi che possono essere supportati dal sistema informativo oppure adeguarsi con tempestività alle modifiche imposte dal legislatore o dal mercato.


tratto dalla tesi di laurea di Lucio Torre, dal titolo
"Aspetti e problemi dei sistemi informativi nelle aziende di credito"
Università degli studi di Salerno


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