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Thu08May200311:00
3.4.3. L’esempio di Banca Popolare di Bergamo – Credito Varesino
La Banca Popolare di Bergamo – Credito Varesino è stata fondata nel 1869 e a partire dagli anni Sessanta ha acquisito una dimensione regionale ed una sempre più capillare presenza sul territorio con la progressiva apertura di sportelli e l’incorporazione di altri istituti di credito. Quindi da oltre 130 anni questa Banca coniuga la propria missione di soggetto economico, produttore di ricchezza, con la sensibilità sociale che le deriva dall’essere banca popolare di matrice cooperativa: “al centro dell’attività l’attenzione per le persone, le quali meritano, in quanto Dipendenti, le migliori condizioni di lavoro e di sviluppo professionale, in quanto Soci, una giusta protezione e remunerazione dell’investimento, in quanto Clienti – privati o titolari di imprese – i migliori prodotti e servizi ai minori costi” (Zanetti E., 2002, p. 3). Il primo bilancio sociale rappresenta proprio l’avvio di un processo sistematico con cui rendere conto ai propri stakeholders delle scelte di gestione e propone gli obiettivi di miglioramento in un’ottica più ampia di quella tipicamente economico-finanziaria del bilancio d’esercizio.

Il bilancio sociale di Banca Popolare di Bergamo ha parecchi punti di contatto con il modello ABI/IBS, infatti si compone di tre capitoli (identità aziendale, rendiconto, relazione sociale), preceduti da una spiegazione dei principi generali di redazione e si conclude con una sezione sugli impegni di miglioramento.

Il capitolo dedicato all’identità aziendale enfatizza la connotazione localistica della Banca, basata sui valori della cooperazione e della solidarietà, coniugati con una operatività proiettata verso la multifunzione e al di fuori dei confini nazionali . Da qui si enuncia la politica d’impresa descrivendone le strategie ed i programmi: tra cui ricordiamo l’innovazione, attraverso l’uso di canali telematici mirati all’ampliamento della rete territoriale; la struttura flessibile, che offre la personalizzazione del servizio.

Il capitolo sul rendiconto presenta fortissime analogie con lo schema nazionale di riferimento, calcolando per un periodo di tre anni le principali grandezze economico finanziarie, gli indicatori di efficienza, del patrimonio e del reddito richiesti. Il valore aggiunto viene calcolato per gli stessi anni e, nella distribuzione (Figura 3.9.), la Banca tiene a spiegare che la remunerazione delle risorse umane rappresenta , in questa sede, il valore che l’azienda ha aggiunto con la propria attività economica ai beni e servizi acquisiti dall’esterno, mentre nel bilancio d’esercizio sono necessariamente voci di costo.


Figura 3.9. - Distribuzione del valore aggiunto di Banca Popolare di Bergamo – Credito Varesino (dati anno 2001)


Fonte: dati elaborati da Banca Popolare di Bergamo – Credito Varesino (2002), p. 41


Il documento segue con la relazione sociale che analizza i diversi aspetti dello scambio sociale tra la Banca ed il contesto in cui opera, rappresentato da tutti i suoi interlocutori: essa propone una visione puntuale, completa e trasparente della complessa interdipendenza esistente tra fattori economici e fattori sociali, determinata dalle scelte d’intervento attuale della Banca in coerenza sia con i valori dichiarati sia con le aspettative legittime dei suoi stakeholders. La Banca intrattiene con le risorse umane, gli azionisti-soci e la collettività rapporti più complessi, che maggiormente si prestano ad essere analizzati dal punto di vista etico e di responsabilità sociale, anche in relazione alla distribuzione del valore aggiunto: per questo motivo gran parte della sezione viene dedicata ad essi, mentre una parte residuale descrive le relazioni con lo Stato ed enti locali, i fornitori, l’ambiente e le altre istituzioni del sistema finanziario. Nel caso dei clienti è interessante l’iniziativa “Insieme – Programma Etico” , che consente ai correntisti, attraverso una semplice formula di adesione volontaria, la devoluzione di contributi destinati al finanziamento di attività sociali, benefiche, umanistiche, solidaristiche e di ricerca medica, sviluppate sia da organismi operanti a livello nazionale che da enti ed associazioni locali.


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tratto dalla tesi della dott.ssa Elisabetta SCALA
LA RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA
E IL BILANCIO SOCIALE NELLE AZIENDE DI CREDITO
Università di Genova - Facoltà di Economia - 28/01/2003