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Wed30Apr200311:00
3.2. Il bilancio sociale delle banche S.p.A.: il modello di Banca 121
La volontà di redigere un bilancio sociale nel caso di Banca 121 è stata alimentata dalla volontà di creare valore, trasformandosi da banca locale – come era la Banca del Salento - a banca funzionale . Il passaggio che un’impresa bancaria deve compiere per trasformarsi da azienda locale ad intermediario specializzato nazionale è ricco di prospettive, ma anche, di incognite. La banca locale trae tradizionalmente la sua forza dalla capacità di trasformare in reddito, il radicamento nel territorio. La conoscenza delle famiglie e delle imprese locali deve consentire alla banca di produrre e di distribuire i prodotti migliori, rispetto alle esigenze dei suoi clienti di riferimento. Oggi questo quadro è messo in discussione dall’introduzione e dalla diffusione delle applicazioni delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ITC) proprio alla produzione ed alla distribuzione dei prodotti bancari e finanziari. L’intreccio tra ITC ed attività finanziaria sta modificando i microcosmi della banca e il punto di forza della banca a vocazione locale – conoscenze privilegiate sul territorio per produrre servizi più adatti – tende a sgretolarsi, dato che le informazioni sulla clientela sono un monopolio sempre più facilmente aggredibile.

Redigere un bilancio sociale per Banca 121 è stato un modo per realizzare due scopi : da un lato esplicitare e comunicare il rapporto di interscambio con i pubblici, dall’altro orientare la gestione con sempre maggiore efficacia verso quegli interventi che consentono di migliorare le relazioni di partnership grazie specialmente ad una condivisione di valori e scelte, da parte degli interlocutori, mediante la rilevazione sistematica delle loro aspettative e del connesso grado di soddisfazione. Sebbene la Banca si sia orientata verso innovazioni tecnologiche e di prodotto e, soprattutto, verso un modello organizzativo basato sulla multicanalità integrata e un’attività di financial engineering altamente specialistica, si è anche rafforzato l’impegno a coniugare la vocazione imprenditoriale con la sensibilità sociale e lo spinto orientamento al territorio.

La struttura del bilancio, pienamente aderente al modello ABI/IBS di cui infatti condivide la partizione in capitoli e un gran numero di requisiti richiesti a tutela della completezza del contenuto, inizia con una dettagliata descrizione dell’identità aziendale, suddivisa in sezioni pressoché coincidenti con quelle delle schema predisposto per il settore di credito: la storia, il contesto di riferimento, i valori, l’assetto istituzionale ed organizzativo e il disegno strategico. Le difformità che si possono riscontrare sono più formali che sostanziali, infatti se si guarda al contenuto informativo: a titolo di esempio, il contesto di riferimento viene suddiviso in due momenti fondamentali – scenario e mercato – evidenziati in modo autonomo, ove sono riportate molte delle informazioni suggerite dal gruppo di lavoro; inoltre, l’assenza dell’illustrazione dell’assetto organizzativo è solo apparente, dato che è contenuta nella sezione dedicata ai profili istituzionali e che l’analisi della rete distributiva commerciale è inserita come sezione a sé stante.

Un altro punto di contatto, molto importante, con il modello ABI/IBS è la dichiarazione secondo la quale Banca 121 riconosce la Carta dei Valori d’impresa, che l’IBS ha desunto dalla Carta dei Valori Umani, elaborata dalla fondazione di Nova Spes (vedi § 1.4.). Inoltre la Banca conferma anche per l’anno 2000 la propria “mappa di orientamenti valoriali” (Banca 121, 2001, p. 27) che comprende i seguenti principi:
-- il valore dell’affidabilità finanziaria;
-- il valore dell’innovazione;
-- la trasparenza e la correttezza dei comportamenti;
-- la centralità della persona;
-- il valore della responsabilità verso il contesto interno.

Per quanto concerne il capitolo del rendiconto, si riscontrano altre evidenti analogie con il modello ABI/ISB. La prima parte riporta i dati significativi della gestione e comprende tutti i financial haighlights indicati dallo schema di riferimento, calcolati per gli ultimi due anni, ad eccezione del conto economico e dello stato patrimoniale riclassificati i cui dati sono relativi agli ultimi tre esercizi. Lo stesso accade per gli indici gestionali, esposti per un intero triennio passato e seguendo il modello nazionale, sebbene tra gli indicatori di profilo reddituale manchi l’indice del grado di copertura. La seconda parte si compone sia del piano analitico che sintetico per la determinazione del valore aggiunto globale e riporta i dati dal 1998 al 2000. Da una lettura approfondita dei prospetti si riscontrano difformità di rilievo, si può infatti osservare il diverso collocamento delle poste quali il saldo netto delle componenti straordinarie e quello tra rettifiche e riprese di valore su crediti e immobilizzazioni . Infine la terza parte, attinente alla distribuzione del valore aggiunto, è interamente conforme allo standard ABI/IBS e si evince un aumento di valore aggiunto verificatosi grazie ad una maggiore distribuzione di valore nei confronti dei soci, delle risorse umane, del sistema impresa e della collettività (Figura 3.4.).


Figura 3.4. – Distribuzione del valore aggiunto di Banca 121 (dati anno 2000)


Fonte: Banca 121 (2001), p. 69


Le affinità con il modello ABI/IBS traspaiono anche dalla relazione sociale in quanto la Banca si occupa di mettere in luce tutti i flussi di scambio che tiene con i propri stakeholders, descrivendoli minuziosamente come è richiesto dallo schema di riferimento.

Banca 121 segue le linee guida del prospetto nazionale anche per quanto riguarda la descrizione dell’evoluzione del bilancio sociale - enunciando gli obiettivi di miglioramento sia del documento che della propria politica etica - e l’attestazione di conformità procedurale, da parte di KPMG.


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tratto dalla tesi della dott.ssa Elisabetta SCALA
LA RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA
E IL BILANCIO SOCIALE NELLE AZIENDE DI CREDITO
Università di Genova - Facoltà di Economia - 28/01/2003