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Mon28Apr200311:00
CAPITOLO III - ESPERIENZE DI REDAZIONE DI BILANCIO SOCIALE
3.1. Il bilancio sociale consolidato di un gruppo bancario:
l’esperienza del Gruppo Bancario Credito Valtellinese Il Gruppo Bancario Credito Valtellinese nasce formalmente nel 1992 con l’iscrizione all’albo dei gruppi bancari presso la Banca d’Italia, ma affonda, in realtà, le sue radici nella storia della banca capogruppo, il Credito Valtellinese, costituita a Sondrio nel 1908. Le banche che ne fanno parte sono tutte accomunate da due caratteristiche fondamentali, cioè il forte radicamento sul territorio nei rispettivi ambiti locali ed il reale interesse alla promozione socio-economica dello stesso; esiste quindi una precisa visione strategica ed una chiara cultura d’impresa al proprio interno.

Il Gruppo Bancario Credito Valtellinese, inoltre, ha sempre operato tenendo ben presenti, la centralità dell’uomo; la solidarietà e la cooperazione; la trasparenza, l’affidabilità, l’integrità delle risorse umane e delle attività del Gruppo. Questo orientamento ha consentito di perseguire l’efficienza, l’efficacia e la redditività aziendale, obiettivi che sintetizzano il ruolo economico di impresa, nel contestuale conseguimento di traguardi socio-culturali che rappresentano le interrelazioni tra l’impresa e la società.

Per questo motivo, contemporaneamente alla pubblicazione del tradizionale bilancio d’esercizio 1995, il gruppo ha presentato nell’ormai lontano 1996 il suo primo bilancio sociale dimostrandosi pioniere e lungimirante in materia di responsabilità sociale d’impresa. Tale bilancio offriva già un chiaro quadro delle complesse interrelazioni tra i fattori economici e quelli socio-culturali derivanti dalle decisioni aziendali, allo scopo di rappresentare:
-- una nuova forma di comunicazione d’impresa, particolarmente idonea ad evidenziare le peculiarità e la tipicità della banca cooperativa;
-- un impegno di trasparenza sugli effetti indotti dalle decisioni aziendali;
-- un rapporto aperto e interattivo con il mercato.

Nel corso degli anni le informazioni contenute nel bilancio sociale di Credito Valtellinese si sono ampliate ed arricchite, essendo frutto fortemente pervasivo e di intenso coinvolgimento dell’intera organizzazione aziendale, e oggi costituisce uno dei pochi esempi di bilancio consolidato rinvenibili nel nostro sistema creditizio.

Il bilancio sociale 2001, che a detta della società di revisione Reconta Ernst & Young riporta informazioni coerenti con la propria gestione aziendale e alle linee guida ABI/IBS, si compone di cinque parti.

Nella prima viene presentata l’identità del Gruppo che ne riassume in poche pagine la storia, il suo sviluppo dimensionale (cioè, usando la terminologia dello standard ABI/IBS, il mercato di riferimento), lo sviluppo tecnologico e produttivo e infine i valori e i principi di cooperazione e solidarietà che qualificano l’attività delle banche a vocazione locale.

La seconda parte è dedicata al calcolo e alla distribuzione del valore aggiunto, senza riportare però gli altri dati significativi di gestione (financial highlights, indici di efficienza del personale, indici patrimoniali ed indicatori di profilo reddituale) richiesti dal modello nazionale. Il Gruppo attribuisce notevole importanza a questo indicatore perché esso “realizza un collegamento tra la contabilità generale e la contabilità sociale al fine di fornire un’attendibile misurazione della ricchezza creata dall’attività d’impresa a vantaggio della Collettività e determinare l’esatta distribuzione tra i diversi portatori di interesse” (Gruppo Bancario Credito Valtellinese, 2002, p. 11). Occorre comunque esporre alcuni limiti insuperabili al valore aggiunto contenuti nel documento, che possono essere ampiamente condivisi : prima di tutto l’errata valutazione del reale beneficio arrecato al pubblico, dovuta all’omissione di un qualunque riferimento all’efficienza allocativa delle banche, sia al fatto che nei consumi sono inclusi costi privi di tale natura in quanto più propriamente qualificabili come investimenti (esempi sono le spese per la sicurezza sul posto di lavoro e gli oneri sostenuti per l’introduzione dell’Euro); infine, nella destinazione del VA ai soci si trascurano tutte le agevolazioni di cui essi godono in quanto clienti. Il piano di calcolo è assai sintetico: riporta sommariamente le voci richieste dal modello ABI/IBS per un periodo di soli due anni, ma è comunque visibile un suo aumento allineato con la dinamica dei consumi e distribuito tra i soggetti di interesse come descritto in Figura 3.1..


Figura 3.1. - Distribuzione del valore aggiunto di Gruppo Bancario Credito Valtellinese (dati anno 2001)


Fonte: Gruppo Bancario Credito Valtellinese (2002), p. 13.


Il documento segue con la sezione dedicata alla contabilità sociale, articolata in quattro sottosezioni:
-->> i soci: si riportano dati in base al sesso, all’età, alla regione di residenza (Figura 3.2.);


Figura 3.2. – Soci del Gruppo Bancario di Credito Valtellinese per regione di residenza


Fonte: Gruppo Bancario Credito Valtellinese (2002), p. 14


-->> i clienti: a tale proposito è importante sottolineare che il Credito Valtellinese ha come priorità la trasparenza ed il servizio di qualità verso il cliente nel rispetto del “codice di comportamento del Settore Bancario e Finanziario” elaborato dall’Associazione Bancaria Italiana. Inoltre nei primi anni 1990 ha intrapreso il progetto di certificazione della qualità a beneficio della reale fidelizzazione dei clienti che ha progredito con il raggiungimento, presso la Banca Popolare Santa Venera , della conformità, rilasciata in base alla norma internazionale ISO 9002 per le attività dell’area del credito, dell’area sistemi di pagamento e per i servizi di tesoreria svolti a favore di enti pubblici e privati;
-->> i fornitori: dove si descrivono i rapporti che il Gruppo ha con essi intrapreso, distinguendosi per l’affidabilità e la correttezza nelle relazioni;
-->> la collettività: che elenca le varie iniziative socio-culturali e le forme di sostegno del Gruppo.


L’ultima parte del bilancio sociale 2001 viene denominata “rapporto sociale” e descrive i “lavoratori della conoscenza”, cioè le risorse umane del gruppo, così definite per sottolineare che la loro attività si connota sempre di più per l’elaborazione e la trasmissione di informazioni, di conoscenze specialistiche e per processi di consulenza personalizzati .

La sezione dedicata alla Fondazione Credito Valtellinese chiude il documento, riportandone dati e notizie relativi ai progetti in campo culturale, scientifico, morale e sociale della zona di pertinenza.
Infine va ricordato che viene allegato al bilancio sociale del Gruppo, come richiesto dal modello ABI/IBS, un questionario per la valutazione da parte del lettore, con lo scopo di raccogliere dati da cui partire per innovare la prossima edizione del documento.


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tratto dalla tesi della dott.ssa Elisabetta SCALA
LA RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA
E IL BILANCIO SOCIALE NELLE AZIENDE DI CREDITO
Università di Genova - Facoltà di Economia - 28/01/2003