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Tue15Apr200311:00
2.6.1. Premessa metodologica
Le fonti di riferimento dei principi generali e postulati da osservare nella formazione del bilancio sociale sono riconducibili : -- alla sfera dell’etica: Carta dei diritti dell’ONU, Carta dei fondamentali valori umani della Fondazione Internazionale di Nova Spes, Carta dei valori d’impresa dell’istituto europeo per il Bilancio Sociale (vedi § 1.4.);
-- alla dottrina giuridica: il diritto e le norme vigenti costituzionali, nazionali, comunitarie;
-- alla prassi contabile, nazionale ed internazionale: per esempio, i Principi contabili Internazionali dell’International Federation of Automatic Control (IFAC) e della International Accounting Standards Board (IASC) , i Principi contabili dei Consigli Nazionali dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri;
-- alle dottrine sociali, che considerano l’impresa come soggetto utile alla collettività e come un interlocutore affidabile che investe e crea lavoro e ricchezza, dimostrando attenzione e sensibilità al contesto socio-economico, culturale ed ambientale in cui opera .

Inoltre il modello ABI/IBS introduce altri principi di redazione :
1) responsabilità: occorre informare gli stakeholders delle proprie strategie di governace, in modo che essi possano percepire chiaramente le responsabilità connesse;
2) identificazione, delle categorie di interlocutori, ai quali l’azienda deve rendere conto della propria attività;
3) trasparenza: tutti i destinatari devono poter comprendere il procedimento logico di rilevazione, riclassificazione e formazione nelle sue componenti procedurali e tecniche;
4) inclusione: occorre trattare tutti gli stakeholders identificati, esplicitando la metodologia di indagine e reporting adottata;
5) coerenza: che deve esserci tra le politiche e scelte di intervento del management con i valori d’impresa dichiarati;
6) neutralità: da interessi di parte;
7) competenza di periodo: gli effetti sociali devono essere rilevati nel momento di maturazione e realizzazione e non in quello della manifestazione finanziaria;
8) prudenza: non devono essere sopravalutate la realtà aziendale e la sua rappresentazione.
9) comparabilità: nel tempo, tra bilanci della stessa azienda, e nello spazio, tra bilanci di aziende operanti nello stesso settore;
10) comprensibilità, chiarezza e intelligibilità: delle informazioni contenute in bilancio;
11) periodicità e ricorrenza: il bilancio sociale, essendo complementare al bilancio di esercizio, deve corrispondere al periodo amministrativo di quest’ultimo;
12) omogeneità: i riferimenti monetari vanno indicati nell’unica moneta di conto;
13) utilità: delle informazioni iscritte nel bilancio, che quindi debbono soddisfare le aspettative del pubblico in termini di attendibilità e completezza;
14) significatività e rilevanza: dell’impatto che gli accadimenti economici e non, hanno prodotto sulla realtà circostante;
15) verificabilità: di tutte le informazioni contenute in bilancio;
16) attendibilità e fedele rappresentazione: l’informazione attendibile deve rappresentare fedelmente ed in modo completo il proprio oggetto con prevalenza degli aspetti sostanziali su quelli formali;
17) autonomie dalle terze parti chiamate a realizzare specifiche parti del bilancio sociale;
18) misurabilità del grado di soddisfazione/consenso dei soggetti interni ed esterni all’organizzazione;
19) stato di funzionamento (going concern): la valutazione dei fattori di produzione deve essere attuata nell’ottica di continuità della gestione aziendale.


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tratto dalla tesi della dott.ssa Elisabetta SCALA
LA RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA
E IL BILANCIO SOCIALE NELLE AZIENDE DI CREDITO
Università di Genova - Facoltà di Economia - 28/01/2003