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Fri11Apr200311:00
2.5. Il bilancio sociale nelle banche italiane
Le banche hanno un ruolo importante nel rendere più compatibile il sistema economico con le esigenze dello sviluppo sostenibile. L’assunzione della propria parte di responsabilità sociale costituisce un’opportunità per esprimere al meglio il proprio ruolo, in termini di cittadinanza d’impresa” (Sella M., 2002). Per le imprese bancarie e finanziarie la sfida alla sostenibilità rappresenta un’occasione importante per contribuire allo sviluppo sostenibile del Paese, soprattutto per il ruolo di allocazione delle risorse che i mercati finanziari posseggono. Il mercato può diventare forte solo consentendo ad una pluralità di identità etiche – delle famiglie, delle imprese, delle banche – di incrociarsi, al fine di migliorare l’allocazione delle risorse. Il settore finanziario, perché ciò avvenga, può esercitare un ruolo di grande rilievo nel rendere più compatibile il sistema economico con le esigenze dello sviluppo sostenibile: esso ha bisogno del supporto dei mercati finanziari, sia per assicurare che il flusso esistente di capitali possa essere diretto in via preferenziale a progetti di sviluppo, che, ad esempio, minimizzando il danno per l’ambiente, sia per indirizzare specificatamente i capitali su progetti diretti a incrementare il grado di sostenibilità dell’intero sistema economico.

Per questo motivo, in Italia, le banche sono state fra le prime imprese ad interessarsi dei valori della comunità civile mediante la redazione di un bilancio sociale e l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) è stata la prima associazione di categoria a proporre ai propri iscritti un modello comune di redazione .

Le grandi banche quotate sui mercati regolamentati sono organizzazioni sottoposte quotidianamente al vaglio dei mercati, della stampa e degli investitori istituzionali. Per tali banche, al centro di fitte reti di relazioni sociali, sottoposte a normative di vigilanza miranti alla difesa dei consumatori e dei risparmiatori, il bilancio sociale rappresenta un mezzo naturale di comunicazione, atto a migliorare l’immagine dell’istituto e ad esplicitarne il merito sociale agli occhi della collettività.

La banca tradizionalmente locale rappresenta uno dei massimi presidi della vitalità delle comunità di appartenenza . L’importanza del bilancio sociale per una banca popolare è desumibile dal contributo che essa dà per intensificare e per consolidare i vincoli tra i membri di una data comunità e quindi, dall’accrescimento del grado di socialità: proprio nell’attività svolta nel territorio, essa trova la propria legittimazione sociale .

Anche per le Banche di Credito Cooperativo (BCC) il bilancio sociale rappresenta uno strumento essenziale di comunicazione, di presentazione dell’azienda e di strategia. Le BCC sono, infatti, “banche originali e differenti” (Benedetti C., 2000, p. 409), perché sono banche mutualistiche, autenticamente locali, espressione della democrazia economica, e perché perseguono obiettivi di valorizzazione dell’impresa, ma non di lucro individuale.

Il radicamento territoriale delle Casse di Risparmio giustifica il ruolo primario del bilancio sociale anche per questa tipologia di aziende di credito, che persiste anche con il mutato assetto organizzativo, dove la fondazione non è più l’azionista di maggioranza. “La funzione storica delle Casse di Risparmio è sempre stata quella di dimostrare come l’economia di un territorio non fosse disgiunta dal progresso sociale, dalla promozione delle relazioni positive tra i cittadini, dalla promozione della comunità nelle sue manifestazioni più tangibili e concrete, ma anche più morali e solidali. E’ proprio adesso che le Casse di Risparmio sono divenute a tutti gli effetti soggetti economici privati che queste intenzioni debbono essere ribadite e se possibile rivitalizzante” (Santini A., 1998, p. 5).

Nelle banche locali , con struttura più snella, la comunicazione interna la propagazione degli orientamenti valoriali saranno più facili e veloci, in modo che le risorse umane possano apprendere e fare propri gli obiettivi sintetizzati nella missione e diffusi all’interno dell’organizzazione. La grande banca, invece, è sottoposta ad un processo di top down: il vertice trasmette gli impulsi verso forme comunicazionali attente alla socialità che qualifica l’impresa, dopodiché i manager etici, sensibili cioè ai risvolti sociali dell’attività imprenditoriale, realizzano il progetto nell’organizzazione.

La progettazione e la creazione di un bilancio sociale da parte delle banche, ad ogni modo, sembra essere maggiormente dipendente dalla libera iniziativa e dalla sensibilità sociale, vissuta in un’ottica strategica, di alcuni dirigenti interni agli istituti di credito, piuttosto che dalla presenza di incentivi esterni, espressi dai gruppi di stakeholders più o meno organizzati . Quindi il bilancio sociale verrà predisposto là dove più diffusa è la conoscenza dello strumento, e dove il consenso sulla sua importanza strategica viene espresso a più livelli, verticali ed orizzontali, dell’organizzazione: in particolare sembra che le funzioni più indicate per la generazione di fattibilità per la redazione del bilancio sociale siano la sezione di marketing (dedita a cercar forme di comunicazione più adatte al miglioramento dell’immagine aziendale) e l’ufficio pianificazione e controllo (con la funzione di controllo interno in qualità di certificatore del contenuto del bilancio sociale). I responsabili di tali aree devono avere il pieno appoggio del top management, necessario per progettare e realizzare le linee strategiche di fondo e per la definizione della mission sociale, oltre alla collaborazione attiva di tutte le altre aree interessate nella raccolta e ricerca di informazioni e dati utili alla descrizione dell’attività sociale della banca.


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tratto dalla tesi della dott.ssa Elisabetta SCALA
LA RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA
E IL BILANCIO SOCIALE NELLE AZIENDE DI CREDITO
Università di Genova - Facoltà di Economia - 28/01/2003