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La differenza fra le scelte di investimento dei gestori può portare a confronti fra portafogli finanziari gestiti non effettivamente comparabili e, di conseguenza, a distorsioni nelle valutazioni. I continui perfezionamenti dei criteri di classificazione e la stessa indicazione (obbligatoria, dal luglio 2000) del benchmark hanno sicuramente ridotto le possibili alterazioni, ma non consentono di superare del tutto i problemi legati ai diversi stili di gestione. In letteratura vengono proposti alcuni strumenti che permettono di analizzare i diversi stili, consentendo di giungere a gruppi di portafogli gestiti maggiormente omogenei, detti peer group e, di conseguenza, riducono al minimo i problemi di distorsione di valutazione.

Il concetto di stile d’investimento ha fatto il suo ingresso nella comunità finanziaria statunitense negli anni ‘70, con particolare riguardo al mercato azionario (equity style), allorché gestori ed analisti iniziarono a notare cluster (grappoli, gruppi) di portafogli con simili caratteristiche e performance . Tali dati riflettevano differenti filosofie riguardo ai fattori determinanti dei prezzi azionari: i portafogli di cluster diversi rispondevano, infatti, a diverse logiche d’investimento, esplicitamente adottate dai relativi manager. Oggi negli Usa lo stile di gestione è un fattore rilevante nelle scelte di investimento, mentre in Europa l’attenzione si concentra sulla diversificazione settoriale e geografica. Parte della spiegazione risiede nel fatto che non c’è una definizione univoca dello stile di investimento, né della differenza tra i titoli la cui presenza (o, meglio, prevalenza) in un portafoglio permetterebbe di qualificare un gestore come "interprete" di un determinato stile . Gli stili ai quali più frequentemente si fa riferimento, relativamente ai mercati azionari, prendono in considerazione le fasi del ciclo di vita delle aziende (growth e value ) e la capitalizzazione (large e small cap). Tra gli strumenti che si fondano su tali basi, lo Style box di Morningstar, una matrice a nove riquadri che incrocia la strategia di investimento del fondo, cioè il suo investimento in titoli value, growth o blend (a metà tra i due), con la capitalizzazione di mercato degli holding di portafoglio.

Nel 2002 Morningstar ha lanciato una famiglia di indici azionari (Fig. 3.6) basati sullo stile di gestione (individuato mediante lo Style box).


Gli indici , oltre a essere utilizzati come parametri di riferimento per i portafogli e per la misurazione delle performance, saranno dati in licenza alle istituzioni per la creazione di strumenti di investimento come fondi di investimento, ETF e derivati.

Le tabelle seguenti elencano alcuni stili di gestione e le loro principali caratteristiche:

Tab. 3.3: Stili d’investimento per i mercati azionari
STILE GESTIONALE
Specializzato nell’investimento in:
VALUE
azioni sottovalutate rispetto al potenziale
GROWTH
azioni di aziende in forte espansione, con rendimenti attesi superiori rispetto alla media
CORE
azioni delle aziende più rappresentative del mercato (blue chips)
MARKET ORIENTED
azioni di aziende con rendimenti interessanti, diffuse in tutti i settori
CORE MODERATE GROWTH
azioni di aziende rappresentative del mercato e con tendenza all’espansione
LARGE CAP GROWTH
azioni di società di ampia capitalizzazione e con buone prospettive di crescita
BOTTOM UP
azioni di aziende prescelte sulla base dei dati di bilancio, indipendentemente dal settore d’appartenenza
TOP DOWN
azioni di società prescelte in base ad un’analisi di elementi macroeconomici e di settore


Tab. 3.4: Stili d’investimento per i mercati obbligazionari
STILE GESTIONALE
Specializzato nell’investimento in:
MARKET DYNAMICS SHORT
titoli del mercato obbligazionario a breve termine con rapida rotazione del portafoglio
SCENARIO APPROACH
titoli obbligazionari interessanti in base alle probabilità che si verifichi un certo scenario macroeconomico
ECONOMIC ENVIRONMENT
titoli obbligazionari scelti in base all’andamento atteso dell’economia
CORPORATE
obbligazioni emesse da aziende industriali, commerciali e finanziarie
SECTOR ROTATOR
emissioni di società appartenenti a settori economici specifici
HIGH GRADE GLOBAL
obbligazioni emesse da società con rating elevato, compreso tra AAA e A
BOTTOM UP CREDIT
titoli obbligazionari selezionati in base alla qualità dell’emittente attraverso analisi micro a livello di singola società
Fonte:Fondionline, www.fondionline.it

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LA PERFORMANCE DEI FONDI COMUNI DI DIRITTO ITALIANO - tesi di laurea di Luigi Salvatore Picariello (Univ. di Salerno)



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