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L’impresa, per il fatto stesso di esistere, di produrre e di commercializzare prodotti o servizi e di interagire con i suoi molteplici pubblici, comunica, cioè trasmette e riceve informazioni al proprio interno ed esterno . Inoltre, è normale che nella vita delle imprese, in aggiunta alle comunicazioni implicite nella cultura e nei comportamenti quotidiani, vi sia un’attività di comunicazione esplicita, espressamente rivolta a comunicare con pubblici più o meno vasti o limitati.

2.1. La responsabilità sociale e la comunicazione di impresa

La comunicazione non ha solo un ruolo circoscritto entro l’attività di produzione e vendita di una data offerta; essa, infatti, assume anche il significato di vera e propria attività di investimento nell’edificazione e diffusione di una immagine forte ed attrattiva che, mentre facilita l’ottenimento di consensi commerciali e sociali all’esterno, alimenta la funzionalità e lo sviluppo dell’impresa.

I consensi che l’impresa ottiene con il concorso della comunicazione si accumulano col trascorrere del tempo, dando origine ad un’immagine la cui forza, persistenza e attrattività dipendono sì dall’età dell’azienda, ma anche dalla coerenza di comportamenti e dalla continuità di soddisfazioni prodotte negli stakeholders e dall’intensità delle emozioni suscitate da particolari eventi comunicativi.

La comunicazione delle imprese, interna ed esterna, intesa come vettore principale dei flussi di relazione che inseriscono l’impresa nell’ambiente in modo unitario e sistematico , si è evoluta ed è divenuta elemento imprescindibile per garantirsi il perdurare nel tempo dell’attività, legato sempre di più al consenso e non solo ai risultati economici . Gli obiettivi che oggi si vogliono raggiungere – intensificando il dialogo con gli interlocutori – sono quelli di fornire garanzie concrete di rispetto delle leggi ambientali e di sicurezza, di informare sulla tipologia di impatto ambientale provocato dall’attività svolta, di tranquillizzare la popolazione locale rispetto ai potenziali di rischio, di assicurare circa l’esistenza di un piano di miglioramento, di oggettivare e di rendere trasparenti i risultati ottenuti. Appare quindi evidente che l’impresa debba in qualche modo informare i terzi e rendere conto anche della sua funzione sociale, e questo sia per la responsabilità sociale che su essa incombe che per le richieste di informazioni provenienti dalla collettività.

La Comunità Europea, in proposito, che ha previsto che solo mettendo le imprese in concorrenza tra di loro, in un contesto in cui il consumatore-cittadino è sempre più esperto e attento alle problematiche della sostenibilità, è possibile ottenere benefici. Per garantire l’attenzione dei cittadini si è reso necessario dotarli di una corretta informativa, certa e accreditata, ossia non lasciata alla discrezionalità della direzione aziendale, ma disciplinata e avvalorata da un ente imparziale: la Comunità Europea per il Regolamento EMAS II, il SAI per la SA 8000 e un organismo internazionale per le norme ISO. Infine, alla competitività spetterà il compito di completare la selezione delle imprese eccellenti sul mercato.
I vantaggi che derivano sono una migliore immagine dell’impresa, una maggiore cooperazione e un dialogo più efficace con il pubblico di riferimento e una più elevata qualità delle informazioni divulgate. Affinché tutti questi risultati siano raggiunti, occorre elaborare una strategia di comunicazione veritiera, corretta, chiara e mirata per ogni soggetto ricevente, e non concepita come mero strumento di marketing. Le imprese sono spinte verso il potenziamento della comunicazione del rischio sociale e ambientale reale promanante dalla loro attività e da quello percepito dall’esterno: ci sarà comunicazione interattiva quando il rischio reale e il rischio percepito coincideranno in altezza e nessuna comunicazione quando gli stessi rischi saranno di bassa entità .

Gli strumenti di divulgazione delle informazioni più diffusi in questi ultimi anni possono essere classificati secondo il tema oggetto di trattazione:
-- i codici etici, che vertono a enunciare l’insieme dei diritti, dei doveri e delle responsabilità dell’impresa nei confronti di tutti i suoi stakeholders ;
-- i bilanci sociali, che relazionano i principali risultati e le attività che l’impresa ha realizzato, in coerenza con la propria missione e col suo modo di agire “etico” e nel rispetto dei diversi portatori di interesse ;
-- i bilanci ambientali, che comunicano gli interventi realizzati in tema di gestione delle risorse e degli inquinanti .
Il consolidamento della posizione competitiva nel tempo richiede – e chiederà sempre di più – alle imprese di delineare una corporate image trasmessa con messaggi veritieri e ricchi di contenuto. Ciò è dimostrato anche dell’impegno degli enti internazionali e della Comunità Europea in tal senso, prodigato nell’elaborazione di strumenti quanto più possibile completi per ogni realtà aziendale.


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tratto dalla tesi della dott.ssa Elisabetta SCALA
LA RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA
E IL BILANCIO SOCIALE NELLE AZIENDE DI CREDITO
Università di Genova - Facoltà di Economia - 28/01/2003



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