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Mon24Mar200311:00
1.6.4. La norma ISO 14001 e il Regolamento EMAS 761/2001
Nel corso degli ultimi decenni i problemi di inquinamento e di deterioramento delle risorse naturali si sono aggravati notevolmente. Ciò ha prodotto una intensificazione delle iniziative di politica ambientale, sia a livello nazionale che internazionale, in quanto sono ormai evidenti da un lato, la crisi del rapporto tra sviluppo e limitatezza delle risorse e dall’altro, la necessità di perseguire il cosiddetto sviluppo sostenibile, ossia uno sviluppo in grado di garantire una certa qualità della vita ed il rispetto per le generazioni future . La variabile ambiente sta diventando quindi sempre più importante e critica per l’impresa, anche di piccole e medie dimensioni, ai fini della sua competitività e della sua redditività, mettendo a volte addirittura in pericolo la sua stessa sopravvivenza.

L’esigenza di perseguire uno sviluppo sostenibile sta determinando profondi cambiamenti nelle politiche pubbliche; per le imprese diventa necessario concepire e gestire la variabile ambientale in un’ottica del tutto nuova.

Il concetto di sviluppo sostenibile è stato lanciato per la prima volta all’attenzione dell’opinione pubblica e degli studiosi nel rapporto della Commissione Mondiale per l’Ambiente e lo Sviluppo nel 1987 (Rapporto Brundtland, Nazioni Unite, 1987). Dopo la Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 (Conferenza delle Nazioni Unite riunitasi a Rio de Janeiro dal 3 al 14 giugno 1992), lo sviluppo sostenibile è divenuto un obiettivo dichiarato delle politiche economiche e ambientali dei vari Paesi e degli accordi internazionali aventi per oggetto materie ambientali. I principi cardine su cui si fonda la sostenibilità dello sviluppo sono la necessità di attribuire un valore all’ambiente, la riduzione di ogni forma di inquinamento e il perseguimento di obiettivi di equità , in modo da venire incontro ai bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni.

Le norme cogenti in materia ambientale, come d’altronde anche quelle relative alla sicurezza sul lavoro, non possono essere più disattese in quanto possono essere notevoli le conseguenze negative sia in termini di costi legati ad incidenti ambientali, incidenti sul lavoro, denunce per malattie professionali, sanzioni, sia in termini di immagine negativa, cattivi rapporti con i dipendenti, ostilità della popolazione locale e così via.. Tuttavia non è opportuno subirle passivamente, ma vanno ricercate appropriate soluzioni, non solo di tipo tecnico ma anche organizzative, per rispettare i requisiti minimi di legalità, tenendo conto di un obiettivo fondamentale per l’impresa, che è quello del controllo e della riduzione al minimo dei relativi costi.

Inoltre, può essere molto proficuo adottare un approccio proattivo, volto all’aumento di efficacia e di efficienza nella gestione delle problematiche ambientali, per individuare delle soluzioni strategiche e operative innovative, in modo tale che l’ambiente possa essere vissuto non solo come un vincolo ma anche come una fonte di opportunità, come un fattore attraverso il quale recuperare competitività e migliorare l’immagine aziendale.

Tutto ciò è possibile soprattutto alla luce delle recenti norme di carattere volontario quali sono le norme internazionali ISO 14000 in materia di Sistemi di gestione ambientale (SGA), utili soprattutto ai fini della relativa certificazione ambientale dell’attività produttiva, ed il Regolamento Comunitario 761/2001 (che ha sostituito il Regolamento 1836/1993) meglio noto come Regolamento EMAS II (Eco Management and Audit Scheme), sull’adesione volontaria delle imprese del settore industriale al Sistema comunitario di ecogestione e audit, voluto dall’Unione Europea nell’ambito del V programma di azione per favorire un rapporto nuovo tra imprese, istituzioni e pubblico basato sulla cooperazione, sul supporto reciproco e sulla trasparenza. Accanto all’Unione Europea un ruolo importante nel dare impulso alla diffusione di strumenti innovativi per governare la complessa materia del rapporto impresa-ambiente, senza compromettere l’efficienza e la competitività della prima, è stato dato dagli enti di standardizzazione. L’attività di questi ultimi è relativamente recente, dato che la prima norma a carattere nazionale è stata pubblicata dal British Standard Institute (BSI) nel 1992 , denominata BS 7750 e relativa all’implementazione di un sistema di gestione in grado di ridurre ogni forma di inquinamento promanante dal ciclo di produzione. Sull’esempio del BSI altri enti di normazione nazionali hanno redatto norme similari e l’eccessiva proliferazione di riferimenti per ogni singolo paese ha reso necessario l’intervento di un organismo superiore per evitare sovrapposizioni normative e disomogeneità che rischiavano di dividere l’Europa. Un ruolo di coordinamento è stato svolto dall’International Organisation for Standardisation (ISO), che ha pubblicato la serie delle ISO 14000 (Tavola 1.5.), valida in tutto il mondo e approvata dai singoli Stati.

La norma ISO 14001 e il Regolamento EMAS rappresentano oggi, i riferimenti più ragguardevoli per l’implementazione di un sistema di gestione ambientale all’interno di un’organizzazione. Il Regolamento EMAS 1836/93 nasce prima dello standard ISO 14001 – ratificato in Italia nel novembre 1996, da parte dell’ Ente di Unificazione Nazionale (UNI) – ma si diffonde successivamente e più lentamente.


Tavola 1.5. – Le norme ISO 14000

UNI EN ISO 14000
ISO 14001 Sistemi di gestione ambientale
Requisiti e guide per l'uso
ISO 14004 Sistemi di gestione ambientale
Linee guida su principi, sistemi e tecniche di realizzazione
ISO 14010 Linee guida per audit ambientali
Principi generali
ISO 14011 Linee guida per audit ambientali
Procedure di audit - Audit di sistemi ambientali
ISO 14012 Linee guida per auditor ambientali
Criteri di qualificazione auditor ambientali

Fonte: http://www.ambiente.it


La ISO 14001 specifica i requisiti di un sistema di gestione ambientale che consente ad un’organizzazione di formulare una politica ambientale e di stabilire gli obiettivi, tenendo conto delle prescrizioni legislative e delle informazioni riguardanti gli impatti ambientali più significativi generati dallo svolgimento delle attività. Anche il Regolamento EMAS permette alle imprese di istituire volontariamente un sistema di eco-gestione e audit per la valutazione e il miglioramento dell’efficienza ambientale delle attività svolte e per la presentazione al pubblico delle informazioni pertinenti. Entrambi i sistemi si pongono come obiettivo di incoraggiare un atteggiamento dinamico da parte delle imprese e delle organizzazioni in modo da promuovere la consapevolezza, la trasparenza, il confronto concorrenziale, la gestione sistematica dell’ambiente e il costante miglioramento delle prestazioni. Le principali differenze tra i due riferimenti in termini di caratteristiche del SGA, di auditors e destinatari della certificazione sono elencati nella Tavola 1.6.


Tavola 1.6. – Le principali differenze tra ISO 14001 e EMAS II

 
EMAS II
ISO 14001

Sistema di gestione ambientale Si concentra sul programma di miglioramente ambientale che l'impresa si è impegnata e perseguire e considera l'SGA come semplice presupposto per conseguire i risultati ambientali previsti che, prima della registrazione, devono essere verificati. Si concentra sul sistema di gestione dell'impresa da sottoporre a certificazione. Secondo tale sistema, se l'impresa è dotata di un programma ambientale e di un corretto SGA per la sua attuazione, è sufficiente controllare l'SGA per avere la garanzia dei buoni risultati
Accreditamento degli "auditors" E' controllato da organi legittimati dagli Stati membri della UE; quindi, da organi pubblici non solo nazionali, ma anche sovranazionali E' garantito da organismi costituiti sotto il controllo delle imprese. A garanzia della correttezza del funzionamento del sistema si individuano le logiche della concorrenza.
Destinatari della certificazione E' destinata al pubblico e alla pubblica amministrazione competente per i controlli ambientali. La dichiarazione ambientale, infatti, deve contenere sia l'esposizione della situazione ambientale del sistema produttivo, sia l'impegno a migliorarlo per garantire la massima trasparenza. La veridicità di quanto ivi riportato è accertata dal verificatore, appositamente accreditato dall'amministrazione centrale (si veda punto precedente) E' destinata al sistema produttivo. Quindi, rende più sicuri i rapporti tra impresa, fornitore e cliente dell'impresa stessa. Non altrettanto sicuro è, invece, il rapporto con il pubblico poichè non deve essere presentata una dichiarazione ambientale impegnativa destrinata al pubblico.

Fonte: Vecchi F. (2001)


Tavola 1.7. – Distribuzione dei siti registrati EMAS in Italia per regioni (al 7 luglio 2002)

Regione
Numero
Percentuale
Emilia Romagna
28
30,11
Lombardia
26
27,96
Veneto
11
11,83
Piemonte
6
6,45
Abruzzo
4
4,30
Lazio
3
3,23
Toscana
3
3,23
Trentino Alto Adige
3
3,23
Liguria
2
2,15
Sicilia
2
2,15
Puglia
1
1,08
Calabria
1
1,08
Friuli Venezia Giulia
1
1,08
Molise
1
1,08
Sardegna
1
1,08

Totale
93
100,00

Fonte: dati tratti dal Registro Nazionale delle Organizzazioni EMAS
Comitato Ecolabel ed Ecoaudit (in http://www.sinanet.anpa.it)



Ai fini della trattazione è necessario parlare dell’accoro di programma firmato tra Unicredito e il Ministero dell’Ambiente.
L’Unicredito sta operando per ottenere la registrazione EMAS sia per sé stessa come holding, sia per la maggiore banca del gruppo (Credito Italiano). Si stanno sperimentando, con la collaborazione del Comitato Ecolabel e Ecoaudit, le modalità per l’effettuazione degli audit interni su una pluralità di sportelli (oltre 800) e in prospettiva le modalità operative del verificatore ambientale: l’esperienza che si sta facendo per la registrazione EMAS di un grande banca è molto interessante non soltanto al livello del nostro Paese. Inoltre sta proseguendo la raccolta dei fondi per la costituzione del “green bond” che servirà per assicurare ai subfornitori delle grandi imprese che hanno sottoscritto il fondo di un credito agevolato per l’attuazione delle procedure EMAS e per ottenere a costi contenuti consulenza da parte di istituti convenzionati con Unicredito .

tratto dalla tesi della dott.ssa Elisabetta SCALA
LA RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA E IL BILANCIO SOCIALE NELLE AZIENDE DI CREDITO
Università di Genova - Facoltà di Economia - 28/01/2003



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