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Mon17Mar200311:00
1.5.2. I sistemi di valutazione sociale
Quando nella costruzione di portafogli di investimento composti da titoli di imprese quotate in borsa si applicano social screens – ovvero criteri di selezione di tipo etico-sociale – si sta compiendo un processo di “valutazione sociale” (Chiesi A. M., Martinelli A., Pellegatta M., 2000, p. 38). Le prime esperienze di fondi d’investimento creati con l’impiego di rating sociali risalgono all’inizio degli anni Settanta negli USA, ma hanno recentemente cominciato a diffondersi anche in Europa: Eiris nel Regno Unito, Ethos in Svizzera, Ethibel in Belgio, Arese in Francia e Avanzi in Italia, sono alcune delle organizzazioni che operano in tal senso.

Kinder, Liyndenberg e Domini hanno istituito il cosiddetto Domini 400 Social Index (DSI), un indice di 400 imprese, selezionate in base ai criteri previsti dai KLD Social Performance Screens. Il DSI ha origine dall’idea che gli investitori socialmente ed eticamente responsabili sceglieranno prodotti e imprese che rivelano una positiva performance sociale, se allo stesso tempo conseguono risultati finanziari adeguati e competitivi con il resto del mercato globale. Il DSI non stila una classifica delle 400 imprese dell’indice sulla base della loro responsabilità sociale, quanto piuttosto le classifica rispetto alle performance finanziaria, la seconda variabile di interesse dell’investitore etico.

KDL prevedono sette criteri sociali: sei di tipo positivo nel sistema (rapporti con la comunità, rapporti con i collaboratori, ambiente, prodotti, donne e minoranze, attività internazionali – fuori dagli USA), mentre il settimo screen è di tipo negativo, cioè serve unicamente a escludere le imprese dall’indice: si tratta dell’implicazione dell’impresa nella produzione e nel commercio di armi e nell’industria nucleare. L’istituzione di questi criteri non deriva da un modello teorico, ma piuttosto da un’ampia indagine di mercato compiuta fra gli investitori mossi da preferenze etiche. Per ciascuno dei sei criteri positivi dell’indice si considerano due indicatori: le aree critiche (che esprimono attività o aspetti problematici per la performance sociale dell’impresa) e le aree di forza, cioè gli elementi qualificanti l’attenzione dell’impresa verso le tematiche etiche e sociali. Per ciascuno dei sei criteri è attribuito un punteggio che esprime il grado di soddisfacimento dello screen, che varia da 0 a 2 in ciascuna delle aree previste. Nei resoconti forniti da KLD sulle singole imprese, tali risultati sono riportati ed arricchiti da estese descrizioni che spiegano l’origine stessa dei dati emersi.

Un passo in avanti nel concetto di misurazione dell’etica e di monitoraggio delle performance sostenibili di un’impresa è stato compiuto con l’introduzione di un indice del tutto innovativo: il Dow Jones Sustainability Index (DJSGI).

Creato dal Sam-Sustainability Group, una società di consulenza finanziaria di gestione patrimoniale con sede a Zurigo, in collaborazione con l’indice Dow Jones & Co., è un indice di sostenibilità globale derivato dall’indice globale Dow Jones. In particolare il DJSGI effettua uno screening sull’andamento borsistico in più di 200 imprese “sostenibili” in 33 Paesi ed è composto da quattro indici specializzati per aree geografiche (Nord America, Europa, Asia, Stati Uniti), a loro volta suddivisi in quattro indici specializzati, che escludono rispettivamente l’investimento in alcool, armi, gioco d’azzardo e tutti e tre insieme. Le imprese vengono valutate in base all’analisi del ciclo di vita del prodotto, degli impatti generati e della gestione delle risorse umane, a conferma della crescente importanza assunta dalla finanza etica e responsabile.

Infine non bisogna dimenticare che la E. Capital Parteners, advisor finanziario del gruppo Re-Valdini&Vicari, tra i pionieri della finanza etica in Italia - ha lanciato nel 2000 l’Ethical Index Euro, il primo benchmark etico europeo che motorizza le performance borsistiche di 150 aziende europee socialmente responsabili a larga capitalizzazione e nell’estate del 2001 ha lanciato otto nuovi indici (esposti in Tavola 1.3.), di cui sette azionari (suddivisi a loro volta per aree e settori produttivi) ed uno obbligazionario.


Tavola 1.3. – Indici etici elaborati dalla E. Capital Partners operativi dal 2001.

AZIONARI
Indici
Aziende monitorate
Aree interessate
Ethical Index Global
600
Nord America, Europa e Pacifico
Ethical Index America
250
Usa e Canada
Ethical Index Pacific
200
Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Singapore e Hong Kong
Ethical Index Utilities
50
Asia, Oceania, Europa e Nord America
Ethical Index Industrial
150
Asia, Oceania, Europa e Nord America
Ethical Index Healthcase
50
Asia, Oceania, Europa e Nord America
Ethical Index Consumer
150
Asia, Oceania, Europa e Nord America

OBBLIGAZIONARI
Indice
Paesi monitorati
Aree interessate
Ethical Index Global Bond
15
Europa

Fonte: Maggio F. (2001)


tratto dalla tesi della dott.ssa Elisabetta SCALA
LA RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA E IL BILANCIO SOCIALE NELLE AZIENDE DI CREDITO
Università di Genova - Facoltà di Economia - 28/01/2003



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