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Thu13Mar200311:00
1.5. Gli organi di regolamentazione sociale
Lo sviluppo economico degli ultimi anni da una parte, ha avvicinato popoli, culture e tradizioni, contribuendo ad aumentare la qualità della vita dell’uomo, ma, dall’altra, si è spesso rivelato portatore di squilibri a scapito delle fasce più deboli della popolazione. Per ristabilire rapporti equi tra popoli e culture e per correggere le distorsioni generate dai sistemi economici, sono sorte nel tempo apposite organizzazioni, nazionali e sovranazionali, generalmente non governative (le ONG) e senza scopo di lucro, dedite alla raccolta di fondi per progetti speciali, sociali e produttivi.

Le radici di questo processo vengono gettate all’inizio del XX secolo con la costituzione della Società delle Nazioni, la prima organizzazione politica, con fini generali e organismi permanenti, operativa nella comunità internazionale. La Società aveva come finalità principale quella del mantenimento della pace e della sicurezza mondiale mediante la risoluzione delle controversie, oltre che organizzare la collaborazione tra i popoli. Tuttavia, manifesta fin da subito, la tendenza ad occuparsi più degli aspetti politico-diplomatici dei rapporti internazionali che non degli aspetti economico-sociali: fu così che, costituita nel 1919, viene dichiarata estinta nel 1946.

L’esigenza di tutelare gli interessi sopranazionali rimane comunque una priorità, così nel 1945, al termine della Conferenza di San Francisco, nasce l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). Oggi l’ONU è attivo nei progetti di difesa e rispetto della pace nel mondo, della cooperazione internazionale e della sicurezza collettiva , e l’ONU si contraddistingue da tutte le altre organizzazione per il carattere di universalità in quanto ad esso appartengono, oggi, 189 Stati, praticamente quasi tutti quelli esistenti.

Tra le iniziative dell’ONU importanti ai fini della trattazione, vanno ricordate:
-->> Global Compact , patto creato dal Segretariato Generale dopo il Summit di Davos (1999) per aiutare le organizzazioni a ridefinire le loro strategie ed i loro corsi d’azione in modo che tutti possano condividere i benefici della globalizzazione; raccoglie aziende per sviluppare progetti sugli investimenti, sul microcredito, sugli accordi internazionali sul lavoro, sulla riduzione delle emissioni di biossido di carbonio, su HIV – AIDS e programmi per allargare l’educazione di base nelle comunità locali;
-->> Agenda 21 , programma d’azione sottoscritto da 110 capi di stato alla Conferenza mondiale svoltasi a Rio de Janeiro nel giugno del 1992, le cui 4 sono le sfere d’azione sono:
· la salvaguardia e la gestione delle risorse per lo sviluppo;
· la dimensione socioeconomica;
· il rafforzamento del ruolo dei gruppi principali e dei portatori di interessi;
· i metodi di implementazione.

In materia di responsabilità sociale è essenziale l’International Labour Office (ILO) , il cui ruolo è quello di elaborare progetti di convenzioni in materia di tutela del lavoro. Le attività dell’ILO puntano ad aiutare gli Stati membri a migliorare ed espandere i livelli di protezione fornita ai lavoratori e a tutti i membri della comunità e per l’intero arco dei rischi: garanzia di un reddito minimo, salute, malattia, vecchiaia e invalidità, disoccupazione, infortuni sul lavoro, maternità, carichi familiari e morte. In particolare, l’azione dell’ILO si concentra su tre aree di intervento collegate:
-- la riforma e lo sviluppo dei sistemi di protezione sociale;
-- il miglioramento della gestione istituzionale, dell’amministrazione e del funzionamento dei regimi di sicurezza sociale;
-- la creazione di reti di sicurezza attraverso l’assistenza sociale, la prevenzione della povertà e l’allargamento della protezione sociale.

Un’ulteriore innovazione in campo etico è rappresentata dall’introduzione del Commercio Equo e Solidale , un approccio alternativo al commercio convenzionale, con lo scopo di promuovere la giustizia sociale ed economica e lo sviluppo sostenibile attraverso il commercio, la formazione, la cultura, l’azione sociale. Si è sviluppato negli anni Settanta e i suoi obiettivi sono :
-->> promuovere migliori condizioni di vita nei Paesi economicamente meno sviluppati, rimuovendo gli svantaggi sofferti dai produttori per facilitarne l’accesso al mercato;
-->> tramite la vendita di prodotti, divulgare informazioni sui meccanismi economici di sfruttamento, favorendo e stimolando nei consumatori la crescita di un atteggiamento alternativo al modello economico dominante e la ricerca di nuovi modelli di sviluppo;
-->> organizzare rapporti commerciali e di lavoro senza fini di lucro e nel rispetto e nella valorizzazione delle persone;
-->> promuove i diritti umani, in particolare dei gruppi e delle categorie svantaggiate;
-->> creare opportunità di lavoro a condizioni giuste tanto nei Paesi economicamente svantaggiati come in quelli economicamente sviluppati;
-->> favorire l’incontro fra consumatori critici e produttori dei Paesi economicamente meno sviluppati;
-->> sostenere l’autosviluppo economico e sociale;
-->> stimolare le istituzioni nazionali ed internazionali a compiere scelte economiche e commerciali a difesa dei piccoli produttori, della stabilità economica e della tutela ambientale;
-->> promuovere un uso equo e sostenibile delle risorse ambientali.

Il funzionamento di questa forma di commercio innovativa richiede, tuttavia, che vi sia un contributo da parte del cittadino-consumatore, il quale deve impegnarsi ad offrire il suo aiuto con la scelta e il consumo dei prodotti che sono riconoscibili grazie all’apposizione di marchi quali Max Havelaar, Transfair e Fairtrade Marck.

Non meno importanti, tra gli organismi che si fanno garanti dell’adozione e del consolidamento dei principi etici nelle aziende, sono:
>> l’ISEA (Institute of Social and Ethical Accountability), che ha l’obiettivo di definire una serie di standard di auditing etico e sociale, elaborando una certificazione basata su otto principi ;
>> il CEP (Council on Economics Priorities), organizzazione che opera solo con l’avvallo di un insieme di categorie coinvolte a pieno titolo nel mondo del lavoro: sindacati, governo, università, enti di certificazione, socialità di consulenza, e catene di distribuzione. Nel 1997è stato creato al suo interno il CEPAA (Council on Economics Priorities Accreditation Agency);
>> l’ISO (International Standard Organisation), organismo privato che ha elaborato uno standard internazionale di certificazione;
>> il CELE (Centre for Ethics Law & Economics), centro di ricerca dell’Università di Castellana, che sta portando a termine il progetto Q-Res: la qualità delle responsabilità etico-sociale d’impresa;
>> la Comunità Europea, che ha pubblicato il Green Paper sulla responsabilità sociale delle imprese ed i regolamenti EMAS ed EMAS II.

tratto dalla tesi della dott.ssa Elisabetta SCALA
LA RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA E IL BILANCIO SOCIALE NELLE AZIENDE DI CREDITO
Università di Genova - Facoltà di Economia - 28/01/2003



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