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Mon10Mar200311:00
L’azienda è un sistema aperto, e nello svolgimento della sua attività deve essere in grado di contemperare due grandi categorie di interessi: quelli di profittabilità e quello di rispondenza alle esigenze dei diversi stakeholders con i quali interagisce sistematicamente. Il termine stakeholders apparve per la prima volta nel 1963 in un memorandum interno allo Stanford Research Institute (SRI) per indicare “quei gruppi senza il cui appoggio l’organizzazione cesserebbe di esistere” . Letteralmente il termine “stake” significa posta, scommessa, e gli stakeholders in generale rappresentano tutti i soggetti detentori di un interesse nei confronti dell’attività produttiva e che sono in grado di condizionarne le scelte strategiche ed operative. Possiamo distinguere (Figura 1.1.):
-- stakeholders interni, sono quei soggetti che agiscono all’interno del sistema impresa (ad esempio la proprietà, la direzione, e le risorse umane aziendali);
-- stakeholders esterni, sono coloro che esercitano dall’esterno un’influenza sulle vicende dell’impresa (ad esempio lo Stato, i sindacati, l’opinione pubblica);
-- stakeholders primari, sono coloro che hanno una formale relazione contrattuale con l’impresa (ad esempio i fornitori, i lavoratori e i clienti);
-- stakeholders secondari, sono tutti gli altri soggetti e/o gruppi influenzati in modo indiretto dall’impresa, che possono influenzare o essere influenzati dalle attività di impresa (ad esempio le comunità locali, i mass media, le università, e così via).

La letteratura di management e gli studi di strategia hanno messo in evidenza che non basta prendere atto dell’esistenza degli stakeholders, ma anche dell’effettiva rilevanza degli interlocutori socio-economici ed istituzionali per la vita dell’impresa e dell’esigenza per quest’ultima di gestire il complesso insieme di relazioni con i gruppi e gli individui portatori di interesse, al fine di elaborare una serie di decisioni e mettere a punto una serie di azioni concrete per il soddisfacimento delle loro aspettative (stakeholder management). Nella proposta di E. R. Freeman (1984) gli stakeholders diventano soggetti chiave del processo di gestione strategica dell’impresa e quindi interlocutori privilegiati dell’impresa che è tenuta a valutare le loro esigenze, le loro aspettative, i loro obiettivi nell’orientare il corso e le vicende dell’attività.


Figura 1.1. - La relazione impresa – stakeholders primari e secondari.



Fonte: Sicca L. (1998), p. 54.


Gli stakeholders – in questa più moderna concezione – rappresentano l’estensione del raggio di responsabilità del management; quest’ultima tradizionalmente rivolta verso gli stockholders (i possessori di azioni), è ampliata in questa visione a tutti i soggetti portatori di interesse, a qualsiasi titolo, nei confronti dell’impresa.

Poiché tra gli stakeholders e l’impresa si istituiscono rapporti di interscambio e di reciproca influenza, il management deve analizzare obiettivi, risorse, strategie di gruppi omogenei di stakeholders per valutarne la rilevanza per l’impresa, e la sua capacità di mobilitare altri stakeholders.

Un ruolo molto importante è giocato da coloro che lavorano direttamente nell’impresa. Questi non hanno infatti soltanto un interesse economico ad entrare in contatto con l’impresa, poiché, facendo stabilmente parte di un’organizzazione, ne condividono gli aspetti della vita quotidiana e sono coinvolti nelle relazioni interpersonali che toccano interessi profondi, aspettative, strategie ed espressioni della personalità. E’ riconosciuto che il legame duraturo di un rapporto di lavoro stabile contribuisce a definire l’identità sociale del lavoratore, non solo il suo livello di benessere materiale. E’ evidente che per l’impresa i lavoratori rappresentano la risorsa fondamentale , e a loro volta questi hanno un interesse oggettivo allo sviluppo dell’impresa stessa, che può fornire opportunità di crescita economica, di sviluppo professionale e di carriera, oltre a rappresentare una garanzia di sicurezza per il loro futuro. L’analisi del rapporto tra lavoratori e impresa costituisce quindi un aspetto centrale dell’analisi del management, non solo negli aspetti quantitativi, che riguardano l’occupazione e le retribuzioni, ma anche negli aspetti meno facilmente quantificabili, ma altrettanto importanti, relativi alla qualità del lavoro, alla sicurezza del posto, ai livelli di soddisfazione e di consenso, alle possibilità di crescita professionale e di condivisione di una cultura di impresa.


tratto dalla tesi della dott.ssa Elisabetta SCALA
LA RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA E IL BILANCIO SOCIALE NELLE AZIENDE DI CREDITO
Università di Genova - Facoltà di Economia - 28/01/2003



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