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Fri07Mar200313:45
Sebbene non possa essere considerato, come accennato, elemento esclusivo di definizione della performance di un portafoglio, il rendimento rappresenta il punto di partenza ai fini di tale valutazione. Il calcolo dell’indice di rendimento è particolarmente semplice qualora nel corso del periodo considerato non si verifichi alcun flusso di cassa che vada ad incrementare o a diminuire l’ammontare del capitale investito. In tal caso, supponendo che tutti i proventi DT ricevuti a titolo di remunerazione del capitale inizialmente investito V0 siano percepiti alla fine del periodo, l’indice di rendimento è determinato univocamente come:

 
VT + DT
 
R= 

 -1
 
V0
 


dove VT è il valore finale del capitale, ovvero V0 corretto per le eventuali plusvalenze o minusvalenze intervenute fra le date t = 0 e t = T.

Qualora il periodo preso in considerazione sia diverso dall’anno solare, è opportuno esprimere l’indice così ottenuto su base annua; ciò diventa, ovviamente, indispensabile ai fini del confronto tra misure del rendimento riferite a periodi di diversa durata.

Tuttavia l’ipotesi di assenza di flussi in entrata e in uscita nel periodo considerato ai fini del calcolo del rendimento è del tutto irrealistica: se si prende in considerazione il patrimonio complessivo del fondo, questo è continuamente soggetto alla movimentazione legata alla sottoscrizione e al rimborso di quote, al prelievo fiscale, all’eventuale distribuzione di proventi; nell’ottica del singolo investitore, inoltre, è possibile che la somma inizialmente versata sia stata integrata da ulteriori conferimenti, che siano stati effettuati disinvestimenti parziali, che siano stati percepiti proventi.

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LA PERFORMANCE DEI FONDI COMUNI DI DIRITTO ITALIANO - tesi di laurea di Luigi Salvatore Picariello (Univ. di Salerno)



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