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Iniziamo oggi con la tesi di laurea della dott.ssa Elisabetta Scala, conseguita il 28/01/2003 presso la Facoltà di Economia dell'Università di Genova. L'argomento è molto molto attuale, specialmente per tutte le norme di adeguamento delle banche alle normative di Basilea2. INTRODUZIONE

“L’interesse più alto è quello di tutti ”
L’osservazione della realtà evidenzia come le imprese si stiano sempre più rapportando allo scenario mondiale in un’ottica che tenda non solo a creare valore per le imprese stesse, ma che cerchi di costruire un percorso favorevole allo sviluppo di una forte attenzione verso le questioni sociali. La missione dell’impresa, per tanto, non è solo servire gli interessi degli azionisti bensì di interagire, nel perseguimento dei propri obiettivi, con tutti gli attori coinvolti direttamente o indirettamente nell’attività produttiva.
Si tratta di porre al centro dell’agire l’uomo, il benessere della persona e dell’ambiente in cui vive e quindi l’impresa sociale è solamente uno strumento, valido ed adeguato solo se volta a produrre ricchezza per tutto il genere umano. Quindi per perseguire un comportamento socialmente responsabile, i manager d'azienda devono seguire l’insegnamento di Gandhi secondo cui il seme sta all’albero come i mezzi al fine, e non l’opinione di chi sostiene che l’unica impresa sociale è quella che riesce a distribuire utili agli azionisti.

Quando un’azienda sente la necessità di predisporre un bilancio sociale, penso si possa dire che abbia intuito l’essenza di dover essere in grado di coniugare il perseguimento del profitto con l’interesse della collettività ed è indice del progresso che ha saputo compiere anche sul fronte della comunicazione. Se poi questo processo di maturazione e di convincimento avviene all’interno di un istituto bancario, allora è il segno forte di un cambiamento avvenuto in quel “capitalismo contraddittorio” che Napoleone Colajanni descrive nella sua Storia della banca in Italia.

Le banche si trovano al centro di un sistema di relazioni che lega strettamente istituzioni, imprese, operatori finanziari e persone. In particolare, la funzione di raccordo svolta in termini di finanziamento delle attività economiche e di ripartizione del valore aggiunto, rende le medesime, soggetti attivi nell’orientamento della produzione e del consumo verso una nuova e condivisa responsabilità sociale.

Il bilancio sociale deve esprimere e conciliare armonicamente le quantità economiche e le qualità delle relazioni tra l’impresa e gli stakeholders rappresentativi della collettività. Deve realizzarsi come un documento di comunicazione, per l’interno e per l’esterno, che riesca a far emergere ed apprezzare un quadro sempre più omogeneo, puntuale, completo e trasparente della complessa interdipendenza tra i fattori economici e quelli socio-politici, connaturati e conseguenti alle scelte d’impresa. Il bilancio sociale deve essere un valido strumento che stimoli e faccia risaltare, in proposito, la consapevolezza del management nel perseguire con responsabilità un efficace ruolo sociale in un miglioramento continuo delle performance aziendali.

In tal senso, credo che quanto più si diffonda e si radichi nella vita di ogni giorno la logica della responsabilità, tanto più saremo in grado di rispettare e far nostro un principio tramandatoci dalle civiltà precolombiane: “Questo mondo non ci è stato dato in eredità dai nostri padri, ma in prestito dai nostri figli” (Caroli Casavola R., 2001, p. 12). E’ nostro dovere restituirlo migliore di prima.
tratto dalla tesi della dott.ssa Elisabetta SCALA
LA RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA E IL BILANCIO SOCIALE NELLE AZIENDE DI CREDITO
Università di Genova - Facoltà di Economia - 28/01/2003



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