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In conseguenza dell’opzione della Vigilanza Prudenziale, attuata con il T.U. bancario del 1993, tali poteri hanno perso molta della loro importanza; tuttavia è possibile ravvisarne ancora l’operatività in aspetti, non marginali per altro, della attività delle banche e che in qualche modo possono essere ricondotti ad una posizione della Banca d’Italia come”Autorità Garante della Concorrenza e del mercato del credito”.

Per portare qualche esempio di tali poteri, si può fare riferimento alle necessarie autorizzazioni per l’esercizio dell’attività bancaria, alle fusioni, alle scissioni, trasformazioni nonché alle fusioni che interessino banche popolari o di credito cooperativo che poi diventino società per azioni; questi poteri ci permettono di avvicinare la funzionalità della banca ad una sorta di garante della funzionalità del sistema creditizio e di conseguenza di tutela della libera concorrenza, quasi fosse, appunto, un A.G.C.M. di settore. A sostegno di quanto affermato si possono riportare le norme che stabiliscono l’onere di comunicazione e, quindi, di autorizzazione alle operazioni per le acquisizioni di azioni o di quote in banche o società finanziarie capogruppo quando superino un determinato ammontare oppure comportino il controllo della banca o del gruppo.

In quest’ambito si devono menzionare i poteri che la normativa antitrust affida alla Banca d’Italia: per esempio ad essa, ex art.20, 2°comma T.U. bancario, compete l’adozione di tutti i provvedimenti necessari a colpire le intese restrittive della concorrenza, le situazioni di abuso di posizione dominante e di concentrazioni restrittive della libera concorrenza, in questi casi sussistendo un preventivo obbligo di consultazione con l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato con cui è stato stipulato un accordo per rendere chiare e semplificate le procedure relative alle attività attribuitele ex articolo 20 del testo unico. Tale ripartizione di competenza è dovuta ad una maggior capacità della Banca di svolgere questa funzione perché titolare di specifiche cognizioni tecniche che la rendono forse più idonea ad operare con maggior celerità e precisione.

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LA BANCA D'ITALIA COME AUTORITA' INDIPENDENTE - tesi di laurea di Pierrenzo Noventa (Univ. di Parma)



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