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Accanto ai soggetti elencati è possibile trovare il collocatore (o rete di vendita), che è il soggetto autorizzato a collocare le quote dei fondi presso il pubblico, secondo le normative vigenti, la cui presenza è solo eventuale in quanto può coincidere con il gestore (collocamento diretto).

Il collocamento di quote di fondi comuni può essere effettuato:
- tramite reti di vendita, composte da una struttura di promotori finanziari che hanno il compito di vendere le quote ai potenziali clienti, mantenere i contatti con i sottoscrittori in essere, stimolare nuove sottoscrizioni e, in generale, fornire una consulenza specializzata ai partecipanti;
- da parte di sportelli bancari (le banche collocatrici possono anche essere estranee al gruppo di appartenenza della SGR promotrice, e legate ad essa unicamente da accordi commerciali; attualmente circa il 75-80% del patrimonio dei fondi proviene da questo canale distributivo);
- direttamente dalla SGR, presso la propria sede (è il canale quantitativamente meno rilevante, ma l’ammontare medio delle singole sottoscrizioni è più elevato che negli altri);
- mediante tecniche di comunicazione a distanza, in particolare internet;
- in forma mista.

L’ "offerta fuori sede" di quote di fondi comuni può essere effettuata dalla SGR limitatamente ai fondi di propria istituzione o gestione, o dai soggetti autorizzati al servizio di collocamento (Sim, imprese di investimento comunitarie o extracomunitarie autorizzate, banche) , unicamente avvalendosi di promotori finanziari iscritti nell’apposito albo tenuto dalla Consob .

Quanto al collocamento via web (consentito dall’art. 32 del TUIF), prima del luglio 2000 il binomio fondi-internet presentava un serio impedimento: l’unico modo di sottoscrivere un fondo comune era il modulo cartaceo, mentre il computer consentiva di realizzare le sole operazioni successive quali i passaggi da un fondo ad un altro (switch) o i riscatti. Successivamente, grazie all’intervento delle Autorità di Vigilanza del settore la procedura per attivare l’operatività in prodotti del risparmio gestito è stata notevolmente snellita ed in alcuni casi essa è oggi realizzabile senza avere nessun contatto fisico con l’intermediario . La Banca d’Italia ha ammesso la possibilità di utilizzare la rete internet anche per la prima sottoscrizione di quote di fondi comuni, a condizione che tale modalità sia prevista nel prospetto informativo e sia stato preventivamente aperto un rapporto contrattuale di natura continuativa tra l’intermediario e il sottoscrittore . Opportunità ribadite dalla Consob, nell’ambito delle recenti modifiche alla disciplina del prospetto informativo . A tal fine la SGR e/o i soggetti incaricati del collocamento possono attivare servizi "on line" che, previa identificazione dell’investitore e rilascio di password o codice identificativo, consentano allo stesso di impartire richieste di acquisto via internet in condizioni di piena consapevolezza .

E’ evidente, alla luce della possibilità per chiunque di diffondere notizie sul web, che questo nuovo canale distributivo, se da un lato offre ulteriori opportunità di crescita all’industria del risparmio gestito, dall’altro pone inediti problemi in termini di trasparenza e tutela dell’investitore, e quindi nuove sfide alle quali sono chiamati gli organi di vigilanza, l’autoregolamentazione e gli stessi media specializzati nell’informazione finanziaria.

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LA PERFORMANCE DEI FONDI COMUNI DI DIRITTO ITALIANO - tesi di laurea di Luigi Salvatore Picariello (Univ. di Salerno)



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