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Come dato di fatto, “dogma economico”quasi, si afferma che principali, se non esclusivi, strumenti della politica monetaria sono rappresentati dalle seguenti operazioni:
1) La determinazione del tasso ufficiale di sconto.
2) Il potere di emissione della Moneta

Come si può ben vedere, mentre la determinazione del tasso ufficiale di sconto è qualificabile come decisione tecnica, che può risentire di determinazioni esterne, è ben chiaro che il Potere di emissione della moneta si cala in una dimensione strettamente politica; strettamente politica per il semplice fatto che “il batter moneta” è un attributo indefettibile della Sovranità e perché questa rappresenta l’estrinsecazione, al di fuori dei confini nazionali, del potere sovrano dello Stato.

Alcuni autori hanno ritenuto di poter fondare una concettualizzazione della Banca stessa come autorità indipendente, soprattutto argomentando che in quest’ambito la Banca stessa godrebbe di una capacità di sviluppare un opera di indirizzo politico senza alcuna forma di ingerenza di carattere politico da parte di alcun organo dello Stato; questo perché l’averle affidato la titolarità di un potere di così rilevanti implicanze vale a collocarla: ”Nel cuore della potenza politica dello Stato ”.

Le attribuzioni di cui è stato fatto cenno, cioè la fissazione del tasso ufficiale di sconto nonché tutte le decisioni di politica monetaria, sono state tutte affidate alla Banca Centrale Europea, che ne ha, ora, la competenza decisionale ed al S.E.B.C., cui è stata attribuita una competenza operativa, in una visione di decentramento operativo di decisioni a monte centralizzate .

In questa situazione, nuovissima, la Banca d’Italia opera come longa manus, come strumento operativo, sul campo, delle decisioni prese dal Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea; essa non è più “arbiter” unico delle decisioni attinenti alla funzione monetaria.Conseguenza diretta ed evidente è che la configurabilità della Banca d’Italia come Autorità Indipendente proprio perché dotata di tali attribuzioni monetarie che le permettevano di attuare un indirizzo politico, al riparo da ingerenze di altri organi dello Stato, comincia a vacillare. Non è certo il caso di arrivare alla conclusione, drastica, di escluderne la configurabilità; forse questa può essere ravvisata sotto un ‘altro aspetto funzionale della stessa Banca.

L’aspetto della funzione monetaria, per altro, non risulta esaurito dal potere di determinazione del T.U.S. e dal potere di emissione( attribuiti ad un livello sopranazionale) ad essa, infatti, rimangono affidate alcune funzioni che, come le precedenti, incidono, anche se in modo diverso, sul rapporto Banca centrale-Stato.

La Banca d’Italia è ancora titolare in via esclusiva della gestione del servizio di tesoreria provinciale dello Stato, cioè di eseguire e ricevere i pagamenti per conto dello Stato e che ci permette di affermare che la Banca é la Banca dello Stato. Non è solo per quest’aspetto che siamo legittimati a dire che si viene sviluppando un rapporto ben preciso tra la Banca e lo Stato: essa, infatti, continua a svolgere la funzione di “Prestatore di ultima Istanza delle Imprese Bancarie”, operando come Banca delle Banche.Si è detto prima che anche in questo è ravvisabile un’incidenza nei rapporti STATO-BANCA e lo possiamo motivare affermando che se la Banca d’Italia non svolgesse questa funzione potrebbe esporre lo Stato ad una situazione di pericolo tale da non consentirgli di garantire la stabilità e al solvibilità del sistema finanziario nel suo complesso.

Abbiamo visto come questa funzione sia stata utilizzata per configurare la Banca coma Autorità Indipendente, come tale impostazione a tutt’oggi non possa più essere utilizzata a causa dei mutamenti politici ed economici intervenuti; nei successivi capi analizzeremo le residuali funzioni, cercando di valutare se ed in quale veste essa possa configurarsi come Autorità Indipendente.

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LA BANCA D'ITALIA COME AUTORITA' INDIPENDENTE - tesi di laurea di Pierrenzo Noventa (Univ. di Parma)



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